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#QuelliCheAssumono: Bofrost cerca venditori millennial fra patente e social. E il premio di risultato è per 1.600 dipendenti

L’ultima arrivata è la sede di Imperia: qui la più importante azienda italiana della vendita a domicilio di specialità surgelate, in crescita per fatturato e clienti, ha scelto di investire e assumere. Il deposito Bofrost che fa capo alla filiale di Savona ha infatti traslocato in un nuovo spazio a Pontedassio, inaugurato ufficialmente giovedì 19 luglio. La cerimonia ha coinvolto i vertici dell’azienda e i 14 dipendenti, che ora hanno a disposizione una nuova struttura, più ampia, moderna e funzionale, dalla quale partiranno con gli automezzi refrigerati per raggiungere circa 5mila clienti nella zona.

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Solo a giugno un altro taglio del nastro nel Veronese: la storica filiale, che serve oltre 10mila clienti nella provincia e in alcuni comuni limitrofi del Bresciano e del Vicentino, ha traslocato dalla vecchia sede di San Martino Buon Albergo in un nuovo spazio Lavagno, inaugurato ufficialmente giovedì 21 giugno. Anche qui con ricadute sull’occupazione.

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Daniele Arman (in foto) è il direttore Risorse Umane di Bofrost Italia, e ha risposto ad alcune domande.

Che tipo di persone avete assunto?

Negli ultimi anni Bofrost è cresciuta nell’ordine di una trentina di unità all’anno e per il 2018 prevediamo di inserire una sessantina di persone.
La richiesta per lavorare da noi è alta in quanto garantiamo alla forza vendita guadagni interessanti, un sistema meritocratico, strumenti di vendita innovativi e possibilità di crescita personale e professionale. Le persone che vogliono intraprendere un percorso nella vendita troveranno in Bofrost una grande varietà nelle attività durante la giornata, il contatto con i clienti e team capaci di far sentire a propri agio i nuovi arrivati.

Come è avvenuto il contatto?

Le candidature ci arrivano dalla sezione “Lavora con noi” dal nostro sito www.bofrost.it, oppure tramite il CV inviato a selezione@bofrost.it.
Utilizziamo i maggiori portali lavoro, dove siamo presenti con una Career Page per supportare i candidati fornendo tutte le informazioni della quali posso necessitare. Siamo in contatto con le Agenzie per il Lavoro che hanno una presenza territoriale capillare come la nostra.

Quale tipo di atteggiamento avete premiato?

Un atteggiamento flessibile e una grande motivazione sono certamente due degli elementi che noi premiamo.  Ai nostri candidati non richiediamo un’esperienza pregressa nell’ambito delle vendite. Oltre alla Patente B, sono necessari una naturale predisposizione alla relazione e uno spiccato orientamento al cliente. Il rapporto con i nostri clienti è fondamentale così come la passione per il buon cibo e la cucina, la vendita è una conseguenza.
Il nostro venditore “millenial”, inoltre, è abile nell’utilizzo dei social media e dei nuovi sistemi di comunicazione, attraverso i quali contatta i propri clienti. È determinato e ambizioso: Bofrost è un’opportunità per essere autonomi potendo contare una solida base economica generata dal proprio lavoro.

C’è qualche competenza che faticate a trovare?

L’efficacia nella relazione (intesa come capacità di personalizzare il rapporto in funzione dell’interlocutore), l’organizzazione e la capacità di pianificare la propria azione per essere più efficaci sono spesso competenze che fatichiamo a incontrare nelle persone che propongono la loro candidatura.

Un consiglio ai futuri candidati?

Oltre ad avere un atteggiamento positivo, proattivo e collaborativo verso tutti (dai propri responsabili ai colleghi), consiglio che vale in qualsiasi contesto lavorativo, in Bofrost apprezziamo in particolare la disponibilità all’aggiornamento e alla formazione continua, perché il mondo della vendita è in continua evoluzione ed è necessario imparare a utilizzare strumenti sempre nuovi. In questo momento, in particolare, il focus è sulle nuove tecnologie digitali. Se dovessimo riassumere, la curiosità e l’umiltà sono caratteristiche sempre apprezzate perché generano il miglioramento continuo al quale ogni azienda aspira, ieri come oggi.

Qual è il clima che volete costruire in azienda?

Vogliamo costruire un ambiente in cui la condivisione sia massima a tutti i livelli dell’organizzazione: condivisione di obiettivi, valori e strategie, ma anche condivisione dei risultati, grazie a un sistema premiante che si basa sulla meritocrazia. La cultura dell’errore come opportunità di miglioramento è un aspetto sul quale lavorare ancora. Se la nostra crescita continua da oltre dieci anni e il merito è innanzitutto delle persone che lavorano in Bofrost, persone che devono sentirsi sempre supportate e valorizzate.

bofrostE a proposito di clima aziendale: nella più grande realtà italiana della vendita a domicilio di specialità surgelate – che ha sede centrale a  San Vito al Tagliamento (Pordenone) – il rinnovo fino al 2022 del contratto aziendale integrativo premia  oltre 1.600 dipendenti: gli impiegati delle 50 filiali in tutta Italia, i magazzinieri, gli addetti al call center e i venditori chea bordo dei  mezzi refrigerati raggiungono a casa ogni giorno 1,2 milioni di famiglie. L’accordo,  sottoscritto grazie al contributo  delle principali sigle sindacali,  prevede 4 milioni di euro di premi di risultato individuali, come spiega l’amministratore delegato di Bofrost Italia Gianluca Tesolin: «Con questo rinnovo abbiamo puntato innanzitutto sulla condivisione del risultato aziendale. Perché se Bofrost è in crescita costante da dieci anni è grazie alle persone che ne fanno parte e che svolgono un lavoro straordinario. E il loro valore deve essere riconosciuto». Il sistema retributivo in Bofrost  si basa su  principi meritocratici e di buone prassi legate alla sicurezza, con l’obiettivo anche e a fidelizzare i nuovi assunti: solo per la rinnovata sede di Verona ci sono almeno cinque inserimenti in programma entro fine anno.

In azienda il clima è partecipativo e molti collaboratori sono stati coinvolti nei processi in corso, a partire dalla digitalizzazione: “Un processo in partnership con IBM che mira a creare degli idealtipi dei clienti e dei collaboratori del futuro ponendo il focus sulla necessità di fornire nuove risposte a nuovi bisogni. Il processo di digitalizzazione non vuole dire e-commerce, ma utilizzo delle nuove tecnologie per fornire al venditore e venditrici maggiori informazioni e supporto nell’attività. Quindi non un bypass, ma un aiuto per rendere sempre più solida e duratura la relazione personale col cliente. Grazie al coinvolgimento fin dalle fasi di sviluppo dell’idea abbiamo ridotto i tempi e abbiamo contenuto gli errori nella fase di realizzazione e implementazione, applicando una modalità “agile”. Il coinvolgimento di tutti (o quasi tutti) fin dalle fasi di sviluppo dell’idea manageriale – che spesso è ispirata dalla base, magari una suggestione, un’idea apparentemente irrealizzabile – porta a risultati concreti. Un esempio concreto è la definizione della nostra App che sarà destinata a tutti i collaboratori che si occupano di vendita. Sarà uno strumento per i venditori “fatto” dai venditori”, in cui ciascuno ha dato il proprio contributo”.

Quanto al premio di risultato, per Bofrost questo provvedimento ha un costo pari al 10% del totale del costo del lavoro. Considerando il numero di persone che hanno diritto a riceverlo – oltre 1.600 dipendenti – la media è di circa 2.500 euro a testa. Bofrost Italia ha chiuso il bilancio 2017 a quota 237 milioni di euro di fatturato, +2,2 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente, per il decimo anno consecutivo di crescita (+77 milioni di euro dal 2007 a oggi). L’azienda è presente in tutta Italia e punta a crescere ancora, con un piano di inserimenti di oltre 60 unità su tutto il territorio nazionale.