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L’ecografia portatile, il microcredito, la scuola delle bambine: la mano tesa da Vicenza al no profit nel mondo

OTB Foundation – nata nel 2008 come organizzazione no-profit del gruppo OTB (Diesel, Maison Margiela, Marni, Paula Cademartori, Viktor&Rolf, Staff International, Brave Kid) con la missione di lottare contro le disuguaglianze sociali e contribuire allo sviluppo sostenibile di persone e aree meno avvantaggiate –  ha annunciato i vincitori del bando “Brave Actions For a Better World”, indetto alla fine dello scorso anno e rivolto a enti no profit italiani con progetti di inclusione sociale all’estero.

L’adesione al bando prevedeva la presentazione di progetti in due specifici ambiti di intervento: minori in situazione di disagio e comunità di persone in situazione di disagio. I due enti individuati come vincitori sono rispettivamente CIAI (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) con il progetto “Bambine Senza Paura”, e CIFA onlus grazie al progetto “100% Plastica”.

</span></figure><em>Nella foto Arianna Alessi Vicepresidente OTB Foundation (a sx), Renzo Rosso Presidente di OTB Foundation (a dx), assieme alle due rappresentanti del CIAI e al rappresentante di CIFA onlus</em>
Nella foto Arianna Alessi Vicepresidente OTB Foundation (a sx), Renzo Rosso Presidente di OTB Foundation (a dx), assieme alle due rappresentanti del CIAI e al rappresentante di CIFA onlus

Bambine Senza Paura è un progetto che fornisce educazione a bambine afgane escluse dal sistema scolastico e detenute in carceri minorili perché si sono ribellate alla società nel tentativo di cambiare il proprio futuro. 100% Plastica è invece un’iniziativa che attiva percorsi di lavoro nella filiera di riciclo del PET (polietilene tereftalato), a tutela dell’ambiente e come opportunità economica per le categorie più vulnerabili in Etiopia.

I selezionatori e il board della Fondazione hanno poi deciso di allargare la rosa dei vincitori premiando anche i seguenti progetti come la Navetta Rosa di Nove Onlus che prevede la creazione del primo servizio di “navetta rosa” a Kabul. In Afghanistan le donne subiscono una forte discriminazione: l’83% è analfabeta (UNESCO, 2017) e meno del 16% partecipa alla forza lavoro. Uno dei più grandi limiti alla loro emancipazione è la difficoltà, se non impossibilità, di movimento: la larga maggioranza non ha il permesso di usare bici, moto, taxi o bus condotti da uomini, e camminare per strada le espone a rischi e molestie. Ciò porta a una drastica limitazione delle loro già scarse possibilità di studio, lavoro e accesso a servizi essenziali. Il progetto intende fornire alle donne di Kabul strumenti funzionali alla loro libertà di movimento, che è una premessa fondamentale all’emancipazione femminile e a qualsiasi attività. Verrà quindi creato un servizio pilota di trasporto (la Navetta Rosa) che avrà come autiste e passeggere solo donne.

L’ente proponente lavora dal 2012 per persone in Italia e nel mondo a cui sono negati diritti fondamentali e opportunità; in particolare donne, bambini e persone disabili. Nel 2014 Nove Onlus ha aperto a Kabul il progetto ‘Sono una donna e voglio lavorare’, offrendo in 4 anni corsi di formazione gratuiti a 1.856 afghane (inglese, informatica, cucina, guida) e servizi di avvio al lavoro. Nel 2017, delle 350 donne patentate a Kabul, 80 provengono dal loro corso di guida. Dal 2016 hanno una Sede operativa a Kabul.

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Ancora, nella rosa figurano Casa Del Sorriso di Cesvi Fondazione Onlus – un’iniziativa di accoglienza, cura e assistenza per ragazzi e adolescenti che vivono per le strade di Harare in Zimbabwe; Sono Mobile di World Friends Onlus: un servizio di ecografia portatile nelle baraccopoli di Nairobi, per prevenire malattie e mortalità infantile – AFNUT candidato da COSPE onlus: un programma di attività rivolto alle donne senegalesi di Kedougou, per combattere la fame attraverso strategie innovative e partecipative come il microcredito.

In tutto sono stati centinaia i progetti candidati da organizzazioni non profit provenienti da tutta Italia e operanti principalmente nei seguenti settori: cooperazione internazionale ed economia solidale, salute e assistenza socio-sanitaria, ricerca, istruzione e formazione.

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La visione di tutte le proposte ha regalato una fotografia precisa e aggiornata degli importanti progetti solidali portati avanti da realtà non profit italiane in tutto il mondo. Le tematiche affrontate spaziano dall’educazione e la formazione, all’uguaglianza di genere e all’ empowerment femminile, dall’alimentazione all’indipendenza economica, dalla salute alla lotta alla povertà, ma trattano anche temi più ampi legati alle lotte per i diritti, alla pace, all’imprenditorialità e allo sport come valore di coesione e rivalsa sociale.

Le aree di intervento dei progetti pervenuti coprono oltre 60 Paesi nel mondo, distribuiti in tutti i continenti (ad esclusione dell’Oceania): dal Nord America alla Asia orientale, dall’Africa all’Europa mediterranea. I beneficiari più ricorrenti dei progetti candidati sono stati bambini di strada, donne/ ragazze/ bambine/ vittime di violenza o di tratte, bambini soldato, giovani, disabili, mamme. Ma sono state suggerite anche iniziative legate alla tossicodipendenza, ai diritti LGBT e alla terza età.

“Il processo di identificazione dei vincitori non è stato semplice”, commenta Arianna Alessi, vice presidente della Fondazione OTB. “Ciò che ha fatto pendere l’ago della bilancia a favore dei primi enti vincitori sono stati principalmente due fattori: per il progetto Bambine Senza Paura di CIAI, sicuramente il coraggio dei beneficiari diretti nel tentativo di uscire da una situazione imposta dal contesto sociale in cui hanno avuto la sfortuna di crescere; per 100% Plastica di CIFA onlus, ha decisamente influito l’emergenza mondiale che l’iniziativa mira a risolvere e al tempo stesso la possibilità per i destinatari di affermare la propria indipendenza e dignità. Abbiamo ricevuto un numero di proposte decisamente superiore alle nostre previsioni e la maggior parte di queste erano davvero molto interessanti. Sicuramente un segnale di come le organizzazioni che operano nel terzo settore siano concretamente impegnate e operative. Questo è il motivo che ci ha spinti ad integrare il numero di vincitori, oltre ad alcuni temi per noi importantissimi: Casa Del Sorriso a protezione di ragazzi e bambini indifesi; Sono Mobile interviene per il diritto alla vita; AFNUT permette lo sviluppo di comunità rurali attraverso attività di microcredito; Navetta Rosa è un’iniziativa di emancipazione femminile senza precedenti in un’area così complicata come l’Afghanistan.

Dalla sua nascita ad oggi OTB Foundation ha investito in oltre 200 progetti di sviluppo sociale nel mondo, con un impatto diretto sulla vita di circa 200mila persone.