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Le aziende, gli architetti, gli ingegneri, le guide turistiche, gli artigiani, gli studenti: tutti alla fiera del sacro

Si chiude oggi, al quartiere fieristico di Vicenza, la fiera Koinè: è la rassegna internazionale di artigianato sacro, edilizia di culto e turismo religioso con l’organizzazione di IEG (Italian Exhibition Group). Al centro dei lavori, fra l’altro, l’ediliia di culto.

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“Un luogo di incontro e confronto tra liturgisti, architetti e produttori che ha influenzato positivamente l’opera degli artigiani che lavorano nel settore religioso e ha contribuito allo sviluppo di quell’attenzione verso il patrimonio storico-artistico ecclesiale che ci porta oggi ad avere oltre 5 milioni di beni catalogati”, ha detto mons. Stefano Russo, segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Qui, per tre giorni, si sono tenuti gli Stati generali dell’edilizia di culto: una nutrita serie di seminari di studio e workshop per lo scambio di esperienze e la presentazione di nuovi progetti, tecnologie e prodotti, in collaborazione con gli Ordini Nazionali degli Architetti e Ingegneri e con il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati. Il programma culminerà in una giornata di studio, lunedì 18 febbraio, sul tema della “Valorizzazione dei beni mobili, immobili ed immateriali  della Chiesa cattolica”.

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«Nel ventesimo secolo – ha affermato mons. Giancarlo Santi, direttore Ufficio Nazionale Beni Culturali ed Edilizia di Culto CEI nel suo intervento – sono state costruite in Italia 5.500 chiese e complessi parrocchiali. La grande impresa che attende le diocesi e le parrocchie italiane è quello della manutenzione e valorizzazione degli edifici di culto e dell’intero patrimonio edilizio ecclesiastico. Anche in questo campo Koinè, come ha già iniziato nelle ultime edizioni, apre nuovi percorsi di riflessione e confronto. In trent’anni di lavoro questa manifestazione, nata nel 1989, ha saputo dare visibilità a un mondo produttivo originale presente da secoli sull’intero territorio nazionale e in precedenza poco conosciuto e ha messo in luce i legami vitali che uniscono liturgia, prodotti e mondi produttivi».

Le imprese

Quelle che producono icone e santini, quelle che si occupano di abbigliamento sacro (in un convegno si è parlato anche dei nuovi filati per la liturgia; ci sono materiali che spaziano dalle foglie di canapa al crine di cavallo), quelle dell’oreficeria devozionale. C’è anche una rappresentanza del distretto orafo vicentino: la Daveri, ad esempio, da 30 anni nel settore, o Comero group, che idea e crea oggetti di argento sotto forma di medaglie, anelli e rosari.

Le aziende leader della domotica presentano le loro idee e soluzioni anche grazie a una domotic church, la ricostruzione di una chiesa in scala per poter dare delle dimostrazioni pratiche.

 

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Solo il mercato dell’abbigliamento liturgico destinato al mondo cattolico con grandi potenzialità per i brand italiani: secondo l’annuario statistico della Chiesa (aggiornato a 31 dicembre 2016) si contano nel mondo 5.353 vescovi, 414.969 sacerdoti, 46.312 diaconi permanenti, 52.625 religiosi non sacerdoti, 659.445 religiose e 116mila seminaristi.

La valorizzazione dell’artigianato ha seguito quattro filoni: vasi sacri e oggetti per uso liturgico, oggetti per la devozione, icone e immagini, paramenti sacri.

I giovani

La rassegna 2019 vuole offrire concrete opportunità di lavoro, grazie alla presenza di committenti provenienti da tutto il mondo, che durante la fiera valuteranno i progetti di artisti e artigiani del sacro con l’obiettivo di avviare nuove collaborazioni.
Fra i giovani della Scuola d’arte sacra di Firenze e Koinè è stata avviata un’attiva collaborazione. Come già è avvenuto nell’edizione 2017  la scuola di Firenze ha uno spazio dedicato all’interno della fiera per avvicinare i visitatori al progetto che conta tra i soci  fondatori l’Opera del Duomo di Firenze e la Camera di Commercio del capoluogo toscano. La Scuola offre un programma formativo composto da un corso di artigianato artistico sacro (titolo riconosciuto dalla Regione Toscana) e da tre corsi di specializzazione in pittura, scultura e oreficeria sacra della durata di due anni.
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Punto di forza è la collaborazione con le botteghe artigiane e con alcuni studi artistici della città. L’età minima con cui ci si può   iscrivere alla Scuola d’Arte Sacra di Firenze è 18 anni, dopo la scuola superiore. Prevalentemente gli studenti provengono da licei artistici e accademie, ma non mancano studenti provenienti da studi filosofici o altri corsi.

Il settore apre concrete opportunità di lavoro. L’80% dei diplomati trova un’occupazione. Alcuni vengono reclutati dalle accademie d’arte per insegnare o svolgere dei lavori su commissione di aziende o botteghe. Altri studenti, abituati a lavorare insieme e condividere i successi tra loro, decidono di mettersi in proprio.

Con l’apporto della Scuola di Arte Sacra di Firenze, IUL Università Telematica degli Studi di Firenze e il Centro Produttività Veneto e Scuola d’Arte e Mestieri si è fatto il punto sulle opportunità per i giovani nel campo dell’arte sacra.

 

Il turismo spirituale

Al primo posto c’è la Basilica di San Francesco di Assisi, quindi la Santa Casa di Loreto, il Santuario di San Pio da Pietrelcina e Sant’Antonio a Padova. Poi arrivano luoghi inattesi come l’Eremo di Santa Caterina del Sasso di Varese e il santuario di Maria Santissima Addolorata di Isernia. A Koinè 2019, la mostra fotografica “Paesaggi dell’anima” rivela le scelte dei più giovani per le mete spirituali sentite vicine alla propria sensibilità.

Una ricerca che sarà pubblicata integralmente nel numero di maggio di Koinè Magazine (www.koinemagazine.it), condotta dall’Osservatorio Arti Sacre in collaborazione con Koinè Ricerca e l’Università di Padova dal 14 maggio 2018 al 30 gennaio 2019, ha chiesto a oltre 3mila giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni, di indicare i luoghi di culto cattolici italiani ritenuti importanti per la religiosità. I luoghi menzionati sono risultati 431 con una provenienza geografica degli intervistati del 64% del Nord Italia e 36% del Centro sud. Al di là del toto-classifiche, spiegano i promotori dell’indagine, la ricerca: «Evidenzia un’interessante costellazione di luoghi che attraversano la penisola da nord a sud, da est a ovest, rendendo tutto il nostro Paese un luogo dell’anima».

Il filone del turismo religioso-spirituale è la novità dell’edizione del trentennale di Koinè. Nella tre giorni vicentina 17 convegni e seminari sul tema e due focus specifici sui santuari, nell’ambito del 1° Meeting del turismo spirituale nato in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale italiana, mettono insieme gli operatori professionali dell’accoglienza con gli operatori pastorali di diocesi e parrocchie per sviluppare una rete tra i luoghi del patrimonio religioso, culturale e artistico dell’Italia che ha l’obiettivo di valorizzare i territori e creare nuove opportunità di crescita sociale ed economica.

Un bando di concorso

In fiera è stato lanciato il bando per un concorso di idee per la progettazione e la realizzazione di due “corone” per la statua della Vergine Maria e del Bambino Gesù del santuario di Oropa in occasione della quinta incoronazione della Madonna nera che ricorre ogni 100 anni e prevista il 30 agosto 2020. Gli enti promotori – la diocesi di Biella e l’Ente autonomo laicale di culto “Santuario di Oropa”, in collaborazione con l’Ufficio nazionale dei Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale italiana – si rivolgono ad artisti ed accademie di belle arti perchè li aiutino a “riprendere un gesto della tradizione per riallacciarlo alla contemporaneità” con un oggetto che “possa far sentire coinvolti e abbracciare tutti, non solo coloro che sono devoti ad Oropa e ai santuari mariani perchè, come rende evidente il logo della V Incoronazione, la corona più preziosa per la Madonna sono tutti i suoi figli” (www.santuariodioropa.it; info@santuariodioropa.it).

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Stimolati dall’iniziativa lanciata dal santuario di Oropa e dal Museo del gioiello di Vicenza, la Hall 2 della Fiera ospita un’interessante esposizione di bozzetti di studio prodotti dalla Scuola d’arte e mestieri di Vicenza sul tema delle corone per immagini sacre raccolti nella mostra “Tra gloria potenza. Corone”.

Il Sacro Convento di san Francesco di Assisi ha affrontato, invece, il tema della sostenibilità ambientale dell’intero complesso monumentale condividendo con i presenti a Koinè 2019 l’esperienza innovativa del “Progetto Fra’ Sole”. Presentato alla fine dello scorso anno, il progetto di cui IEG è partner tecnico tramite Ecomondo, nasce dall’esigenza di gestire in maniera più efficiente i consumi di acqua ed energia, il processo di raccolta, differenziazione e smaltimento dei rifiuti compresa una strategia di riduzione degli imballaggi, per arrivare a coinvolgere in maniera integrata la vita quotidiana dei frati e i flussi degli oltre sette milioni di pellegrini che visitano ogni anno la tomba del Poverello di Assisi. Nell’intenzione dei promotori c’è l’intenzione di costruire un modello che possa avere applicazione in strutture simili in Italia e nel mondo. «Un’azione di riduzione di impatto ambientale sulla Tomba di san Francesco – affermano i promotori – ha una valenza simbolica che va oltre ai risultati di progetto. Farlo nel contesto della Laudato si’ di papa Francesco, completa il quadro che caratterizza il Progetto Fra Sole» (www.frasole.org).