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Vicenza presidia il mercato francese, Iran desk per il Trentino, sistema casa in Qatar, Colutta punta su Giappone e Usa #AziendeConLaValigia

Equipe France, la community LinkedIn di Confindustria Vicenza dedicata a facilitare lo scambio di informazioni tra le imprese che operano sul mercato francese, organizza l’appuntamento: “Come presidiare al meglio il mercato francese”, un incontro con CCI France Italie, Camera di Commercio francese con una storica e consolidata presenza in Italia.

L’evento, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, si terrà giovedì 21 febbraio alle ore 17 presso la sede del Club dell’associazione degli Industriali berici (Corso Palladio, 13), e vedrà anche l’eccezionale partecipazione del Console Generale di Francia a Milano, Cyrille Rogeau.

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Obiettivo dell’appuntamento sarà quello di presentare le attività della Camera di Commercio e soprattutto i servizi compresi nell’accordo di collaborazione sottoscritto con Confindustria Vicenza, che consentirà alle imprese di accedere in forma agevolata a una serie di servizi specialistici soprattutto in materia legale/amministrativa, giuslavoristica e fiscale.

L’incontro ha l’ulteriore scopo di ribadire, in un momento particolarmente delicato per i rapporti politici tra i due Paesi, la forte vicinanza tra il mercato francese e quello italiano. È infatti proprio di pochi giorni fa l’appello congiunto di Confindustria e Medef (Movimento delle Imprese di Francia) al dialogo fra Italia e Francia, in seguito alla crisi diplomatica che si è finalmente risolta con il rientro dell’Ambasciatore francese a Roma.

Come ben evidenziato da Confindustria “un’eventuale rottura tra i due Paesi avrebbe infatti comportato un danno ingente per l’economia italiana. La Francia rappresenta infatti il secondo mercato di sbocco per il Made in Italy dopo la Germania – con una bilancia commerciale sempre positiva per l’Italia –, e il dato nazionale si riflette anche sul territorio vicentino: nel periodo gennaio-settembre 2018 l’export manifatturiero di Vicenza verso la Francia è di 1 miliardo e 137 milioni, in crescita di ben 80 milioni rispetto allo stesso periodo del 2017″.

Oltre al Console Generale di Francia, Cyrille Rogeau, saranno presenti all’incontro Denis Delespaul, Presidente di CCI France Italie, Stefano Prandato, Direttore Area Imprese Vicenza di Banca Intesa, Aurora Visentin e Luca Membretti dello Studio Legale MMSLex, che daranno alcuni spunti sugli accordi di distribuzione in Francia. Interverranno inoltre Remo Pedon, Vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega ai mercati esteri, e Barbara Beltrame Giacomello, Vicepresidente di Confindustria Vicenza e Community Master di Equipe France.

Le imprese interessate a prendere parte all’iniziativa possono trovare tutte le informazioni e il modulo di adesione sul sito www.confindustria.vicenza.it.

Uno strumento pratico

per affrontare il mercato iraniano

Nel quadro del Piano Operativo Internazionalizzazione Pmi Trentine, Trentino Export, in collaborazione con Confindustria Trento, ha organizzato venerdì scorso (15 febbraio) a Palazzo Stella, l’incontro “Iran Desk”.
L’appuntamento, al quale hanno partecipato 25 imprese, si è focalizzato su tematiche di stretta attualità relative al mercato iraniano.

Il 5 novembre 2018 l’America ha ripristinato le sanzioni sull‘Iran. Per un periodo di sei mesi l’Italia, con altri sette Stati, beneficerà di una speciale esenzione (Special Reduction Exemption) e potrà continuare ad approvvigionare petrolio dall’Iran. I proventi non potranno essere rimpatriati ma dovranno essere impiegati per pagare le esportazioni italiane di prodotti consentiti. Il cambiamento obbligato nei piani di sviluppo economico e la profonda ridefinizione dello scenario competitivo aprono opportunità inedite e interessanti, soprattutto per le piccole e medie imprese. Operare con l’Iran continua a essere lecito, secondo la normativa europea, e le stesse sanzioni americane si limitano a pochi, seppur importanti, settori industriali. Molte delle difficoltà che una Pmi attiva nel paese si trova oggi ad affrontare sono legate ad una parziale comprensione delle dinamiche economiche intervenute in Iran, a partire dallo scorso maggio, e non alle sanzioni sul Paese.

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Durante l’incontro il referente di Trentino Export a Teheran, Luca Miraglia ha sottolineato: ”La Repubblica Islamica rientra tra le prime venti economie mondiali (la seconda nel Medio Oriente), con caratteristiche che la proiettano verso un graduale processo di modernizzazione. La sua composizione demografica, l’alto livello di alfabetizzazione e di istruzione (un mercato di poco meno di 80 milioni di abitanti di cui più del 60% sotto i trent’anni), la posizione geografica strategica, l’abbondanza di risorse naturali (quarto produttore di petrolio al mondo e secondo per riserve di gas naturale) e la presenza di una sviluppata rete di infrastrutture, trasporti e telecomunicazioni, risultano fattori positivi e di grande interesse per le aziende italiane. Le difficoltà ovviamente ci sono ma si stanno aprendo nuove importanti opportunità per le Pmi italiane e trentine”.

A margine dell’incontro, la presidente di Trentino Export Barbara Fedrizzi ha confermato l’impegno nella continua ricerca di nuovi sbocchi per le esportazioni trentine: “L’Iran – ha evidenziato – è un mercato  storicamente molto importante per il Made in Italy e le potenzialità per le nostre aziende sono ancora molte ma bisogna essere accorti. L’auspicio ora è che la Special Reduction Exemption venga rinnovata alla sua scadenza semestrale. Tramite il nostro desk di Teheran siamo in grado di aiutare le nostre imprese anche in questa fase delicata e problematica”.

In Qatar nuovi mercati

per l’edilizia e il sistema casa

Sono diversi i fattori rendono il Qatar un mercato di grande appeal per le imprese trentine. I rapporti commerciali sono favoriti da una normativa e da una fiscalità favorevole, dalla particolare vivacità di quel mercato nonché dall’obiettivo del Qatar di diventare uno stato internazionale moderno, un hub culturale e commerciale di riferimento per l’intero Medio Oriente. Nel settore delle costruzioni, in particolare, molti sono gli interventi di riqualificazione urbanistica che stanno interessando l’area e che rendono quello del Qatar uno dei mercati più redditizi. Dati i presupposti, ed in virtù degli ottimi riscontri avuti dalle imprese a seguito della prima missione commerciale in Qatar dello scorso novembre rivolta alle aziende del food e sistema casa, Trentino Sviluppo, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, organizza una seconda missione commerciale in occasione di Project Qatar 2019, la più importante vetrina dedicata al settore delle infrastrutture, progettazione e costruzioni, con particolare attenzione ai materiali e alle tecnologie ecosostenibili.

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L’evento fieristico si terrà dal 29 aprile al 1° maggio prossimi nella capitale Doha e rappresenta un’interessante opportunità per chi vuole entrare a fare parte della modernizzazione di questo Paese affacciato sul Golfo Persico, cogliendo nuove opportunità di business.

Il bando prevede la selezione di cinque imprese aventi sede legale ed operativa in provincia di Trento e appartenenti alle seguenti aree di specializzazione: arredo, complementi, apparecchiature per l’illuminazione, zone wellness, rivestimenti verticali e orizzontali, serramenti, impiantistica, domotica (energia, aria, acqua e rifiuti), componenti e sistemi costruttivi. Le domande di ammissione potranno essere presentate fino al 15 febbraio 2019.

Maggiori informazioni su www.trentinosviluppo.it dove è possibile scaricare la versione integrale del bando e formalizzare la propria adesione.

In Polonia c’è spazio per le Pmi delle costruzioni

“Il mercato immobiliare polacco cresce a ritmi costanti dal 2015 grazie al dinamismo dell’economia locale che migliora con un ritmo del 5%, cioè il doppio rispetto a quello dei Paesi più virtuosi dell’Unione Europea. Si registra un incremento del potere d’acquisto, aumenta la domanda interna e diminuisce il tasso di disoccupazione che risulta inferiore al 6%. La qualità della vita dei principali centri urbani migliora insieme al crescente sviluppo della rete stradale e ferroviaria che incoraggia gli investitori internazionali a puntare sul Paese anche nel settore immobiliare, sia residenziale sia commerciale. Interessanti sono gli incrementi per la costruzione di nuovi hotel da parte di catene internazionali nelle grandi città come Varsavia, Danzica e località turistiche quali Sopot e Zakopane. Secondo i dati statistici nazionali, nel 2018 sono stati autorizzati 66.432 progetti di costruzione ed è stato registrato un aumento rispetto all’anno precedente del 10% dei permessi e del 20% delle transazioni. Attualmente sono in realizzazione oltre 1 milione di mq di spazi per uffici, di cui poco meno della metà nella capitale, Varsavia. Altri importanti progetti sono in corso a Cracovia, oltre che a Wrocław e Trojmiasto”. *

Uno scenario positivo si è dunque presentato alle 24 imprese italiane del settore costruzioni, affiliate a Caseitaly, specializzate in componenti tecnici dell’involucro edilizio – serramenti e porte, portoni e chiusure tecniche, tende e schermatura solare, lattoneria accessori e coperture metalliche – che hanno partecipato a Budma alla principale fiera del settore in Europa centro orientale.

Nei soli primi due giorni di fiera sono stati organizzati 312 incontri tra i singoli operatori e le aziende. Installatori qualificati, rivenditori, grossisti ed importatori, architetti, progettisti e ingegneri provenienti da Polonia, Albania, Croazia, Turchia, Lettonia, Romania e Ungheria hanno avuto modo di toccare con mano l’eccellenza del Made in Italy. Una grande affluenza di professionisti interessati all’artigianalità e alla qualità del prodotto italiano, il perfetto connubio tra innovazione e tradizione.

Positivi i riscontri delle aziende che si sono dichiarate soddisfatte della manifestazione e dell’affluenza dei visitatori, interessati alla ricerca del prodotto Made in Italy.

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Non solo esperti del settore hanno incontrato le aziende italiane. Sul posto erano presenti anche l’Ambasciatore italiano a Varsavia Aldo Amati, il Console italiano a Poznan Carolina Pinna, e il Direttore di ICE Varsavia Antonino Mafodda.

Queste le prime impressioni della Presidente di Caseitaly Laura Michelini: “Quello polacco è sicuramente un mercato importante e in crescita anche se, nei settori oggetto di Budma, la Polonia è un importante mercato di produzione e quindi export-oriented. Le loro aziende sono dei veri e propri colossi del settore, una produzione enorme a livello quantitativo, ma statica dal punto di vista della creatività e dell’adattabilità architettonica. I dati che ci sono stati presentati evidenziano un “buco”, una nicchia che chiede maggiore personalizzazione e la necessità di soluzioni tecniche all’avanguardia e custom made tipiche del nostro saper fare. Siamo positivi e aspettiamo i primi riscontri, in termini di contatti andati a buon fine in questa sede, da parte delle 24 aziende partecipanti”.

L’International Tour di Caseitaly per promuovere le aziende all’estero è partito nel 2018 con la R+T di Stoccarda per poi proseguire nel marzo scorso alla FENSTERBAU di Norimberga. Dal 21 al 25 novembre 2018, CASEITALY è stata alla SIB di Casablanca e dopo Poznan, molto ci si aspetta ancora dalle prossime tappe del Tour: Barcellona (CONSTRUMAT) dal 14 al 17 maggio 2019 e Parigi (BATIMAT) dal 4 all’8 novembre 2019.

Colutta punta su Italia, Giappone e Stati Uniti

L’azienda agricola di Manzano, specializzata nella produzione di vini di qualità, mira a incrementare le sue vendite ed esportazioni nel 2019.  «Uno degli obiettivi per il 2019 è sviluppare il mercato nazionale grazie a una collaborazione con il prestigioso distributore nazionale Vino&Design. Ma l’azienda Colutta vuole anche continuare a sviluppare la presenza sui mercati esteri». Ha le idee chiare Giorgio Colutta, titolare dell’omonima azienda agricola di Manzano (Udine), impegnata nella produzione e commercializzazione di vini “made in Friuli – Colli Orientali”. Nel corso dell’anno, questa storica realtà punta a incrementare la sua percentuale di export, che attualmente si attesta sul 65%, a cominciare dal Giappone: «Sono in fase di eliminazione i dazi che, finora, hanno costituito un freno all’importazione in questo Stato – sottolinea l’imprenditore – e quindi la possibilità di esportare con una tassazione più vantaggiosa ci agevolerà di certo». Attualmente, il 3% della produzione Colutta finisce nel Paese del Sol Levante, dove viene portato appena qualche migliaio di bottiglie. Tra i vini più gettonati, oltre ai bianchi, sono in particolare Refosco, Pignolo e Schioppettino a incontrare i gusti dei nipponici.

giorgio-coluttaNon solo Giappone, però, negli orizzonti di Colutta. Un peso rilevante ce l’hanno gli Stati Uniti, un mercato che incide per il 40% dell’export (e per il 20% della produzione totale) della cantina di Manzano. «È un territorio molto ricettivo ai prodotti di qualità e la East Coast, in particolare, ci sta assicurando delle ottime soddisfazioni – aggiunge il titolare dell’impresa agricola -. Sono molto apprezzati i nostri bianchi: Pinot Grigio, Sauvignon, Friulano e ora anche Ribolla Gialla piacciono molto, tra i rossi ha un notevole gradimento il Refosco». Per consolidare ulteriormente la presenza negli States, Giorgio Colutta in persona sarà presente il 6 marzo a una degustazione organizzata a New York da James Suckling, considerato uno dei massimi esperti di vino su scala mondiale, mentre l’8 dello stesso mese è in programma un altro appuntamento a Eataly, sempre a New York.

L’obiettivo dell’azienda, in ogni caso, punta anche su altri Paesi esteri: «La Russia – conclude Giorgio Colutta – si conferma un mercato di spicco e in notevole fermento, anche per quanto concerne i grandi formati da 1,5 e 3 litri. E poi, grande attenzione all’Asia: in crescita l’export in Laos, Vietnam e Thailandia».