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Il formaggio Asiago fa il pieno nei menù McDonald’s (fornitura a +40% rispetto alle previsioni)

Un successo al di sopra delle aspettative: in due mesi, a fronte delle 45 tonnellate previste, sono state oltre 1 milione le porzioni vendute, il 40% in più rispetto alle stime iniziali. E per questo si è scelto di mantenere in assortimento il prodotto fino a fine ottobre, con una previsione finale di vendita di oltre 220 tonnellate di Asiago DOP Fresco destinato ai menù McDonald’s.

La collaborazione fra il colosso dei fast food – McDonald’s è presente in Veneto con 46 ristoranti in cui lavorano oltre 1.800 dipendenti – e il Consorzio Tutela del formaggio veneto-trentino vale già 275 tonnellate di Asiago DOP acquistate e 6,7 milioni di prodotti venduti: tutto è iniziato nel 2010, e vede ora l’introduzione, in tutti i 580 ristoranti della catena, di un prodotto ispirato alla tradizione del cibo di strada rivisitato in chiave contemporanea: le Pepite all’Asiago DOP e Speck Alto Adige IGP.

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Oltre all’Asiago, sono state 38 le ricette che hanno visto la presenza di 12 prodotti italiani Dop e Igp, dall’aceto balsamico alla cipolla di Tropea, “con una possibilità di comunicazione rivolta ai consumatori giovani che nessun consorzio singolarmente avrebbe potuto permettersi” spiega Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita, la fondazione per la protezione e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità nata nel 2002 a Siena. E altri prodotti sono in trattativa per entrare in questo genere di percorso.

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Questa partnership “risponde al preciso obiettivo di promuovere l’unicità del nostro prodotto declinandola in linguaggi contemporanei che avvicinino sempre più i consumatori a questa eccellenza. Unire la tradizione e il forte legame con il territorio d’origine dell’Asiago DOP all’immagine giovane e internazionale di McDonald’s rappresenta una felice connubio nel quale il consumatore può scegliere la qualità di un prodotto d’origine anche nell’alimentazione fuori casa, sempre più diffusa tra gli under 30” dice il presidente del Consorzio Fiorenzo Rigoni (nella foto).

Il sodalizio tra McDonald’s e il Consorzio Tutela Formaggio Asiago si inserisce nel percorso di promozione delle produzioni italiane di qualità DOP e IGP, con attività di informazione e formazione rivolte ai consumatori. Una scelta che conferma e rafforza il ruolo di McDonald’s come partner di rilievo per il comparto agroalimentare nazionale: “L’80% dei suoi fornitori sono aziende italiane e ogni anno l’azienda acquista 85.000 tonnellate di materie prime nostrane – spiega Tommaso Valle, direttore della comunicazione di McDonald’s ItaliaNon solo siamo un partner concreto del settore agroalimentare italiano, nel quale investiamo ogni anno circa 200 milioni di euro, ma grazie ai nostri 580 ristoranti su tutto il territorio, vistati da un milione di persone ogni giorno, rappresentiamo anche un efficace mezzo di promozione e valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy”. Ci sono le insalate Bonduelle, la frutta da Macé con sede Cesena e le mele del consorzio Cooperative Ortofrutticole Altoatesine VOG, il latte della centrale di Brescia, e poi i muffin, le brioche, il pollo è fornito da Amadori e la carne per gli hamburger da Inalca, del Gruppo Cremonini. Giusto per le patatine si si sta ancora perfezionando una collaborazione con un fornitore italiano, perché serve una tipologia di patata, la innovator, dalla forma allungata e dalla pasta bianca che solitamente non viene coltivata in Italia, ma anche su questo si sta lavorando.

Con l’inizio del 2019 – e alle spalle due ricette, il “McItaly con Asiago DOP”, nel 2010, e “il Veneto”, nel 2012 – il formaggio Asiago DOP è torna nell’offerta McDonald’s grazie alla novità delle Pepite, finger food che vede l’eccellenza casearia veneto-trentina in combinazione allo Speck Alto Adige IGP. Ispirato alla tradizione del cibo di strada, rivisitato in chiave contemporanea e in linea con le caratteristiche della ristorazione veloce e fuori casa, il prodotto ha incontrato subito i gusti dei clienti tanto da registrare un successo al di sopra delle aspettative.

La fornitura di Asiago è assicurata da due primari produttori, “ma l’effetto è su tutta la filiera – sottolinea  Rigoni – Fra i nostri associati ci sono caseifici  molto strutturati e anche piccole malghe di montagna: il quantitativo di produzione è bloccato, a ogni produttore un tot di forme, ed è chiaro che se un grande quantitativo ha in partenza una destinazione il benefizio è per l’intero comparto”

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Il 2019 si è aperto con i primi dati sul 2018: per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago un anno positivo, con una positiva crescita su entrambe le tipologie. Ottima la performance dell’Asiago Stagionato, prodotto in 10.200 forme in più rispetto al 2017, pari al +3,8%, mentre l’Asiago DOP Fresco conta 1.340.776 forme (+0,15% rispetto al 2017) e l’Asiago DOP Prodotto della Montagna, prodotto oltre i 600 metri d’altezza, raggiunge le 66.119 forme, con un aumento produttivo di oltre il 7% rispetto al 2017. Un risultato che conferma il percorso virtuoso intrapreso dal Consorzio di tutela che, da un lato, con il piano di crescita programmata, ha adeguato la produzione all’effettiva domanda e favorito la riduzione delle scorte ai minimi storici dal 2013 ad oggi, dall’altro, ha rafforzato l’impegno nella valorizzazione del prodotto.

E a novembre 2018 il formaggio ha incassato un risultato storico per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che ha annuncia il pieno riconoscimento e la tutela della denominazione Asiago in Messico nell’ambito dell’accordo globale tra UE e Messico. “Partiti da una situazione oggettivamente difficile nella quale, la mancanza di una tutela legale e un dazio del 120% rendevano di fatto impossibile l’ingresso nel Paese, si è giunti, grazie all’incessante attività di tutela e promozione del Consorzio di Tutela, supportata dalle Istituzioni ministeriali italiane, al pieno riconoscimento e protezione del formaggio Asiago in tutto il Paese, con l’inserimento della specialità nell’ambito dell’accordo UE-Messico e la possibilità di rientrare quindi nella quota di 20 mila tonnellate di prodotto esportabile a dazio zero”, spiegano in sede.

Il Messico, con 120 milioni di abitanti ed oltre 10 milioni di consumatori potenziali di prodotti di alta gamma, già conosce e apprezza il nome Asiago, grazie all’azione del Consorzio di Tutela che, in questi anni, ha partecipato a incontri bilaterali Italia-Messico, attivato un articolato programma di promozione, esposto a fiere di settore come Expo ANTAD Alimentaria Mexico 2017 e garantito la presenza continuativa in loco di proprio personale. Il tutto ha consentito, nel 2016, una riclassificazione della categoria doganale passata dal 120% al 45% e un sostanziale impulso alle esportazioni della specialità. Nell’ultimo periodo, infatti, l’export di Asiago DOP in Messico ha visto una crescita del 58% a volume (dati Istat-aggiornamento agosto 2018) in un Paese che, dal 2012 al 2017, ha fatto segnare un + 26% nel consumo pro capite di formaggio.