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L’impresa del Pordenone calcio: gli industriali della città sostengono il progetto dei Ramarri (che valorizza i giovani)

Primo, primissimo in vetta al girone, lanciato verso la conquista della serie B, il Pordenone calcio incassa l’appoggio degli industriali della città: «Il calcio è uno degli elementi a maggior tasso identitario per una comunità ed è per questo, principalmente per questo, che abbiamo deciso di sostenere il Pordenone Calcio, una società che continua a crescere proprio come la nostra città e i nostri imprenditori, protagonisti di una stagione particolarmente felice»: così Michelangelo Agrusti, presidente della Territoriale di Confindustria, durante la conferenza stampa convocata assieme ai Ramarri per la presentazione dei dettagli dell’accordo che prevede una sponsorship tramite la controllata di Unindustria – Pordenone Energia – e altre azioni a sostegno della Fondazione CRO Aviano Onlus, di cui gli industriali sono fondatori e soci unici.

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A dicembre il Pordenone ha lanciato sulla piattaforma TheBestEquity la campagna di equity crowdfunding Pordenone 2020, la prima in Italia che punta a finanziare una squadra di calcio. Obiettivo raccogliere 2,2 milioni e conquistare la serie B. La campagna – si legge nel sito dedicato – offre il 40% del capitale per una valutazione pre-money di 3,3 milioni, con una differenziazione dei diritti associati alle quote in funzione dell’investimento: le quote C, per investimenti da 250 a 5mila euro offrono solo diritti patrimoniali; le quote B (da 5.001 a 25mila euro) consentono anche il diritto di prelazione; le quote di tipo A (oltre 25mila euro) offrono anche il diritto di voto e un diritto di prelazione preferenziale rispetto ai titolari di quote B.
Il Pordenone Calcio, nell’ambito del progetto Pordenone 2020, sta valorizzando un centro sportivo d’eccellenza e ha una filosofia societaria focalizzata sulla valorizzazione e lo sviluppo dei propri giovani. Alla base c’è un vero e proprio “patto con la città”; «Il Barcellona è il modello – ha spiegato il presidente Mauro Lovisa presentando la campagna . Loro hanno 220mila soci, il nostro primo passo sarà arrivare a 2mila. Ci abbiamo sempre messo la faccia e i soldi, ora dobbiamo alzare l’asticella perché il calcio sta cambiando. La società dev’essere sempre di più della città e dei tifosi per andare in B e in A. Ci regaleremo delle belle soddisfazioni».

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Ora l’accordo con Unindustria Pordenone il cui presidente Agrusti sottoscriverà la campagna di crowdfunding proposta e promossa dal presidente del PN Calcio anche a titolo personale. A oggi è stato raccolto oltre un milione di euro: l’invito è rivolto «agli associati e alla cittadinanza tutta a sostenere la società in questo momento di crescita non soltanto sportiva – e gli stakeholder a riunirsi presto attorno a un tavolo per garantire infrastrutture all’altezza. Pordenone – ha aggiunto Agrusti – intende essere sempre più area di riferimento economico, sociale e sportivo per l’intera regione, se ci lasciano le briglie sciolte sarà così».

Da parte sua Lovisa ha parlato di giornata felice descrivendo questo come il momento più alto nella storia della prima squadra e del settore giovanile, non nascondendo però dell’amarezza per il feed-back del crowdfunding che non è, a suo dire, ancora all’altezza delle aspettative. «Partner importanti come Unindustria ci danno lustro – ha detto – ma non è sufficiente, questa è una società che vuol fare il doppio passo con tanti nuovi progetti e lunghe traiettorie come il progetto-scuola – che in Italia non esiste. Mi auguro che questo accordo sia un punto di partenza e non d’arrivo: per noi è un momento assai delicato».