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Otto giovani dal diploma all’assunzione a tempo indeterminato: Pittini forma la nuova generazione dell’acciaio

Dal diploma, il prossimo luglio, all’assunzione a tempo indeterminato, a partire dal 2 settembre 2019; è il percorso che il Gruppo Pittini – sede principale ad Osoppo (UD), leader nella produzione di acciai lunghi destinati all’edilizia e all’industria meccanica – propone a otto neodiplomati.

Con una produzione annua di circa 3 milioni di tonnellate, 19 strutture produttive e di servizio logistico e 1.700 collaboratori, Pittini è una solida realtà industriale “orientata ad una costante crescita, guidata da investimenti ad alto contenuto tecnologico, dall’innovazione di prodotto e da un’attenta politica di sostenibilità ambientale”. E uno dei pilastri su cui poggia la filosofia di crescita è la formazione, sia interna, rivolta ai propri collaboratori, sia come attività che contribuisce allo sviluppo delle professionalità nei territori in cui opera.

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Con questo spirito è nata nel 2003 la corporate school “Officina Pittini per la formazione”, ente no-profit accreditato presso la Direzione Formazione della Regione Autonoma FVG.

Ora il progetto Steel Training unisce formazione e lavoro ed è rivolto a studenti neodiplomati. In particolare, si guarda ai neodiplomati che, accanto alla preparazione e ad una tenace motivazione, sono fortemente orientati al futuro e interessati ad entrare in una realtà industriale dinamica, in continua crescita e votata all’innovazione tecnologica. Micaela Di Giusto è la responsabile Gestione e Sviluppo Risorse Umane e direttore di Officina Pittini per la formazione che, da qui a fine anno scolastico, incontrerà i giovani nelle scuole: “A volte li facciamo venire direttamente in fabbrica: serve a far vedere da vicino come è l’ambiente, che molti giovani descrivono come un elefante nero, pesante e sporco. E’ una sorpresa vedere che sono pregiudizi, e che non è affatto così: si lavora in sicurezza, maneggiando macchinari complessi, con un processo sempre più automatizzato”.

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Nella foto in alto si vede il pulpito, cioè la cabina di comando dell’impianto: un’area protetta e sopraelevata da cui si governa da remoto, tramite specifici software di supervisione, il funzionamento dell’impianto (in questo caso si riferisce al laminatoio dello stabilimento di Verona). Non esiste nemmeno più l’operaio generico: anche per questo la selezione avverrà “non tanto e non solo sulle competenze tecniche: quelle le diamo in parte per scontate, in parte sappiamo che serve una parte fondamentale di formazione da parte nostra. Basti pensare che per formare un capo turno, da noi, servono 10 anni di esperienza”.

Dunque ci saranno colloqui, ma anche prove pratiche sia individuali che di gruppo, “utili a far emergere quelle competenze trasversali che cerchiamo nelle nuove leve da inserire in azienda: in particolare la disponibilità al cambiamento e a un apprendimento continuo. I primi dieci mesi il lavoro in aula si alternerà a quello in produzione, nei successivi due mesi i ragazzi proveranno anche il lavoro su turni. “Da noi il lavoro è 24 ore su 24, con turni anche di notte, e questa è una delle domande che specci ci vengono fatte sagli studenti. Una produzione ad alto valore aggiunto che richiede motivazione, ma anche responsabilità”.

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Al centro dell’iniziativa Steel training c’è la volontà di attrarre giovani talenti in azienda, pensando in modo particolare ai giovani cui devono essere forniti gli strumenti necessari per affrontare con un’adeguata preparazione le sfide poste dall’Industria 4.0 e più in generale dalla digitalizzazione dei processi produttivi. La collaborazione riguarda in particolare gli Istituti Salesiani Bearzi di Udine, San Marco di Mestre e San Zeno di Verona.

Sulle candidature raccolte saranno selezionati otto allievi cui viene offerta l’opportunità di fare un percorso di crescita e qualificazione delle proprie competenze per un periodo di dodici mesi, all’interno di un contratto di assunzione a tempo indeterminato: anche questa modalità è stata voluta dall’azienda per dare il senso dell’impegno dell’azienda che vuole investire sui giovani. Al termine, otterranno la qualifica per ricoprire il ruolo di tecnici specializzati nella conduzione e manutenzione di impianti automatizzati. Figure professionali che entreranno a pieno titolo nella nuova generazione dell’acciaio, quella in grado di governare le tecnologie digitali applicate ai processi produttivi dell’industria siderurgica.

Emerge sempre più l’urgenza di rispondere alla crescente necessità di tecnici specializzati con competenze specifiche anche in ambito Industria 4.0. Competenze e specializzazioni che grazie a Steel Training possono essere sviluppate attraverso un programma di formazione realizzato direttamente in azienda. Con Steel Training il Gruppo Pittini dà una risposta concreta ed efficace a tale esigenza” sottolinea Di Giusto.

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I protagonisti

Officina Pittini per la formazione è la corporate school del gruppo. Nata nel 2003 con lo scopo di fornire ai propri collaboratori programmi di formazione continua, testimonia il valore che Pittini attribuisce allo sviluppo delle competenze professionali come leva per lo sviluppo ed il miglioramento dell’impresa. Officina Pittini per la formazione è un ente no-profit accreditato presso la Direzione Formazione della Regione Autonoma FVG dal 2004. Presso la propria sede di Osoppo, vengono organizzati percorsi formativi rivolti a neodiplomati, neolaureati e privati cittadini, oltre che corsi specifici per il personale del Gruppo.

Il partner formativo

I Salesiani da metà 800 sono presenti in Italia e nel mondo con centri di formazione professionale, istituti tecnici e licei. Il Bearzi di Udine che collabora attivamente da decenni assieme al Gruppo Pittini attraverso il proprio Istituto Tecnico Industriale ed il Centro di Formazione Professionale, si è fatto promotore di Steel Training all’interno della rete salesiana di istituti tecnici e centri di formazione professionale, quali il San Marco di Mestre ed il San Zeno di Verona. Oggi come ieri, l’obiettivo dei Salesiani è “essere all’avanguardia del progresso per il bene dei giovani” per creare soluzioni formative che rispondano positivamente alle esigenze del territorio ed ai sogni dei propri allievi.