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La nuova economia solidale, la farina e il pane: nel paese di 500 abitanti la prima Comunità Slow Food del Friuli VG

Sabato 11 maggio, alle ore 16.30, presso la Sala della Comunità di San Marco, in Comune di Mereto di Tomba, ci sarà un evento molto importante, non solo per gli abitanti del piccolo paese del Medio Friuli: nell’ambito del convegno “Terra e Comunità” e della sagra paesana, sarà costituita la prima Comunità Slow Food di tutto il Friuli – Venezia Giulia.

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“Le Comunità Slow Food disegnano un nuovo modello per promuovere i nostri principi. In 30 anni di lavoro, la chiocciola ha percorso molta strada, ma è ora di organizzarci per fare in modo che il cibo buono, pulito, giusto sia un diritto di tutti”, racconta Max Plett, storico dirigente Slow Food in regione.

Perché la prima Comunità Slow Food proprio a San Marco, un paesino di circa 500 abitanti, perso fra le campagne del Friuli di mezzo?

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Tutto nasce nel 2012, quando la Comunità di San Marco si è riappropriata dei propri beni civici, 5 ettari di terra che appartengono ai suoi abitanti da centinaia di anni. “Da allora è iniziato un percorso di partecipazione dei cittadini e di sperimentazione di nuove forme di economia locale, basate sulla sostenibilità ambientale e sulla solidarietà”, spiega Massimo Morettuzzo, allora sindaco, oggi Consigliere Regionale Friuli – Venezia Giulia.

Da San Marco ha preso avvio il progetto “Pan e farine dal Friûl di Mieç”, che oggi coinvolge decine di soggetti fra enti locali, aziende agricole, panifici, piccole botteghe, impegnati nella produzione, trasformazione e distribuzione del frumento, prodotto senza l’utilizzo di pesticidi o fertilizzanti chimici nel territorio del Medio Friuli.

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Nel piccolo centro del Medio Friuli si svolge anche la “Fieste dal Paîs di San Marc”, la sagra paesana che si svolge ogni anno a San Marco all’inizio di maggio, dove si cucinano i piatti della tradizione friulana con prodotti a kilometro zero, facendo grande attenzione al rispetto dell’ambiente, grazie all’eliminazione della plastica, all’utilizzo di stoviglie in ceramica, alla raccolta differenziata dei rifiuti, alla promozione del consumo di acqua dal rubinetto.

Questo percorso è in sintonia con quanto sancito nella “Dichiarazione di Chengdu”, approvata al VII Congresso Internazionale di Slow Food di Chengdu, Cina, il 1 ottobre 2017 e con i principi che animano la costituzione delle Comunità del Cibo in tutto il Pianeta: “… la salvaguardia dell’ambiente è la principale priorità del nostro agire come attivisti, agricoltori, pastori, pescatori, artigiani, studiosi, cuochi. La produzione, distribuzione e consumo di cibo non possono essere in conflitto con il diritto a godere di un ambiente sano e dei suoi frutti per le generazioni che verranno.”

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Ad accompagnare la consegna dell’attestato di Comunità del cibo, saranno gli ospiti previsti nel convegno “Terra e Comunità”, da Angelo Giovanazzi del progetto Alpi BIO di Trento a Maurizio Gritta della Cooperativa agricola IRIS di Calvatone (CR), da Cristina Micheloni, predisente di AIAB-Aprobio F-VG a Michele Nardelli di Slow Food Italia e Massimiliano Plett, presidente di Slow Food Friuli, moderati da Massimo Moretuzzo, Consigliere Regionale Friuli – Venezia Giulia (residente proprio a San Marco).

Il convegno si concluderà con la presentazione di un video realizzato sulle proprietà collettive del paese e con l’intervento dei rappresentanti del Comitato dei bambini e delle bambine di San Marco, impegnatissimi nella redazione di un ricettario basato sull’utilizzo della “farine dal Friûl di mieç”.

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