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Galimberti Euronics, 250 in presidio per il lavoro (aspettando il Tribunale)

AGGIORNAMENTO 30 agosto: ancora uno slittamento, ancora tempo. Il giudice ha spostato nuovamente l’udienza al 12 settembre così da dare al Mise (ministero Sviluppo economico) il tempo di nominare dei commissari per portare a una vendita totale o parziale dei punti vendita

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AGGIORNAMENTO (martedì 23 sera): c’è un nuovo termine, quello del prossimo 29 agosto, per la decisione finale; nel frattempo è stata avviata la proceduta per un incontro al Mise, il ministero dello Sviluppo economico.

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Lo scorso 25 marzo, in questo post, si raccontava la vicenda della Galimberti Euronics, che pareva destinata a decidersi entro breve.

Non è andata così. E l’attesa si è fatta lunga per 250 lavoratori, alcuni dei quali fanno capo ai due negozi rimasti in Veneto, a Verona e Bussolengo (la delegata per la provincia è Graziella Belligoli).

Tutti insieme hanno deciso di attendere la decisione definitiva, questa volta attesa per il 23 luglio, presidiando il tribunale di Milano; anche il sindacato attende, per capire come muoversi.

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In questi mesi i 250 hanno continuato a lavorare, fra mille difficoltà, forniture con il contagocce, tensione, il blocco delle tredicesime. Per i clienti quasi tutto normale, ma qualcuno avrà notato che dal sito Euronics è già scomparsa la possibilità di prenotare in un punto vendita Galimberti, o di vedersi accettata una carta fedeltà.

Che cosa è accaduto fin qui?

L’8 febbraio 2018 il  Tribunale aveva concesso un termine fino al 9 aprile 2018 per il deposito della proposta e del piano, concedendo il  29 marzo 2018 una  proroga all’ 8 giugno 2018.

Il 10 luglio 2018 il Tribunale ha dichiarato aperto il concordato preventivo; poi si è preso del mancato raggiungimento della maggioranza prevista di si da parte dei creditori. La società ha chiesto un nuovo concordato, domanda dichiarata inammissibile all’udienza del 2 marzo.

Pochi giorni dopo, l’8 aprile, La Filcams Cgil ha chiesto la messa in mora della società per il pagamento dei crediti rimasti congelati, come stipendio, rate di 13esima e 14esima, Tfr.

Il 20 maggio, dopo un anno di silenzio, un inizio di dialogo: “Abbiamo incontrato, dopo circa un anno di silenzio e su loro richiesta, l’azienda in oggetto presso lo studio Arlati Ghislandi di Roma, presente anche lo stesso Galimberti – ha fatto sapere la segreteria Filcams Nazionale – In avvio Galimberti ci ha ampiamento edotto su quanto, a suo avviso, è successo in merito al non accoglimento del 1’ Concordato, approvato dal 73,7% dei creditori Commerciali ma respinto dalla totalità dei creditori bancari, e del suo ottimismo rispetto all’atteso esame della nuova richiesta di Concordato del Tribunale di Milano, verosimilmente entro il corrente mese. Se il nuovo Concordato pieno dovesse essere approvato dal Tribunale, a detta del Galimberti, questo dovrebbe sbloccare la situazione degli approvvigionamenti di merce, a questo momento negati dai Fornitori Commerciali, evidenziando però immediatamente un esubero di circa 48/50 unità sulle 248 rimaste, sulle quali ci è stato chiesto preventivamente la disponibilità ad aprire un Contratto di Solidarietà conservativo oltre il 22%. La stessa ci è stata illustrata come impattante sulla totalità dell’azienda rimasta, cioè 11 punti vendita più la Sede ed il Magazzino, e sulla totalità del personale, con qualche distinguo sui Direttori; per avere però più contezza abbiamo richiesto al tavolo uno schema analitico di realizzazione, anche perché ci sono punti vendita dove è possibile accendere un CDS per soli 2 mesi rimanenti, e altri dove è possibile accenderlo per 12. L’azienda ha poi dichiarato più volte al tavolo che questa ipotetica soluzione eliminerebbe di fatto necessità di aperture di procedure di mobilità. Vi terremo informati degli sviluppi”.

Siamo a giugno: “Da qualche giorno i lavoratori dei negozi di Euronics Galimberti sono senza linea telefonica e senza rete Internet – è la denuncia – Esprimiamo come Filcams CGIL forte preoccupazione, dal momento che un segnale simile, non vorremmo diventi l’inizio di una serie di altri disservizi dovuti alla situazione debitoria dell’azienda. Ancora una volta i lavoratori e le lavoratrici, già provati dai sacrifici fatti negli scorsi anni, si trovano a lavorare in un ambiente sempre più difficile e con un clima certamente demotivato. Vi invitiamo a fornirci una miglior comprensione e definizione del piano industriale e la sua evoluzione ad oggi, ritenendo pertanto utile un incontro, come già ribadito al Mise, dove avete prospettato un tavolo per l’avvio di un contratto di solidarietà di natura conservativa dell’occupazione stessa. Rimaniamo in attesa di una data di incontro”. La firma è di Filcams Cgil Milano-Lombardia Filcams Cgil Veneto.

Intanto il Tribunale di Milano riapre la procedura di concordato e convoca l’adunanza dei  creditori al 29 ottobre 2019. Il pagamento proposto è in diverse tranche fino al 2024.

Il 26 giugno i lavoratori denunciano “come Filcams Cgil la grave e inaccettabile da parte della Galimberti S.p.A. mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori che operano nei punti vendita, ai quali per la seconda volta e per effetto del secondo concordato preventivo, viene negato il pagamento delle Quattordicesime. Come previsto dalla Legge, se è pur vero tecnicamente che i 10/12mi dei ratei di quattordicesima per effetto del Secondo Concordato preventivo, sono oggetto di congelamento, nulla osta che l’azienda faccia istanza al Giudice Delegato per pagare i ratei pregressi delle Quattordicesime dei lavoratori. A maggior ragione visto che si tratta della seconda volta! Dal momento che ai lavoratori spetta quanto dovuto, visto il lavoro svolto nei negozi, vi invitiamo ad avere una dimensione più collaborativa e condivisa possibile, in quanto vi comunichiamo sin da ora che proclameremo uno stato di agitazione, mettendo in atto tutte le azioni possibili, affinché l’istanza richiesta venga formulata al Tribunale di Milano”.

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E siamo al 10 luglio: un anno di “promesse disattese”, con i lavoratori che, oltre a vantare crediti, temono per il futuro del proprio posto. Il personale dipendente di Galimberti – Società con numerosi punti vendita in Lombardia e Veneto – si legge in una nota della Filcams Cgil Lombardia, pretende chiarezza rispetto al proprio futuro e denuncia un grave stato di precarietà ormai perdurante da tempo. “Le mancate erogazioni dei ratei di tredicesima e quattordicesima – afferma Mario Colleoni – pongono i dipendenti e le loro famiglie in una situazione di estrema difficoltà. Ma come se non bastasse ci troviamo dinanzi una realtà con una forte esposizione debitoria e con una indisponibilità a discutere di quali strumenti potrebbero essere utili per tutelare l’occupazione dei propri dipendenti. Da circa 12 mesi – continua il sindacalista – nonostante l’incertezza e una situazione di costante precarietà, lavoratrici e lavoratori di Galimberti continuano a prodigarsi ogni giorno con senso di responsabilità e serietà affinché la società stessa possa continuare ad operare sul mercato. Una realtà quella di Galimberti che non vuole trasferire in modo chiaro e netto ai lavoratori quella che potrebbe essere la strategia commerciale utile a garantire il futuro dell’azienda. Ad oggi ciò che emerge dinanzi ad un piano industriale e commerciale poco chiaro è un presunto interesse da parte di un fondo di investimento estero del quale non è dato sapere l’identità. La Filcams Cgil insieme a lavoratrici e lavoratori chiede che venga posta attenzione alla vicenda da parte di tutti gli enti preposti e di tutti coloro che devono affrontare e risolvere una volta per tutte una situazione che sta diventando ogni giorno di più inaccettabile”.

La data dell’11 luglio è invece quella in cui i commissari giudiziari mettono nero su bianco che il piano in continuità aziendale proposta dalla debitrice non risulta ammissibile in quanto esistono “profonde discrasie fra proposta, piano  e attestazione in merito al trattamento dei creditori”..

Ci sono due nuove scadenze: il termine concesso alla società è il 19 luglio; la riunione della sezione fallimentare del Tribunale si terrà martedì 23 luglio alle 12.

Siamo al dunque? Si chiedono i lavoratori e chi li rappresenta. Dopo l’ultima udienza in Tribunale, che non ha dato riscontro positivi per la continuità delle attività commerciali e l’eventuale subentro di una nuova società, abbiamo saputo della nuova convocazione. L’azienda ha sbagliato strategie di vendita e chi lavora ne paga le conseguenze, Da due anni inseguiamo falsità, ci è stato detto che era necessario aprire un concordato preventivo per avere il tempo di presentare un piano di risanamento, ora siamo al dunque e non c’è alcun piano. Non c’è più tempo per le parole”.

Il presidio inizierà alle 11,30 davanti al Tribunale di Milano