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Un convegno e un progetto per parlare del lutto per la morte dei nostri animali

“ Perché la vista di questo piccolo e caro essere immobile per sempre mi commuove e mi addolora nel più profondo dell’animo? Nella sua morte io ho pianto la gran morte di tutte le cose, dell’amore, della speranza, degli affetti più cari. Nella perdita amara io ho sentito l’amarezza irreparabile di tutte le perdite, la rivolta disperata ed inutile contro il destino che spegne successivamente intorno a noi tutto ciò che è più intensamente nostro, tutto ciò che è parte di noi ”.

Piero Martinetti, Pietà verso gli animali , 1904

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Perdere un animale amato è un lutto: ma chi lo prova, spesso, non si sente legittimato a soffrire. “Un po’ quello che capita a una donna quando perde il figlio che attende, e si sente dire che può sempre averne un altro. Ma non basta sostituire: il dolore è dolore, nessuno dovrebbe vergognarsi della propria sofferenza”.

Ines Testoni è la direttrice del Master in “Death Studies & The End of Life”, un corso innovativo che da 12 anni si occupa dei temi di studiare la morte e il fine vita, a 360 gradi. Anche nel caso degli animali: “Pensiamo a quelli che vivono nelle nostre case – spiega Ines, un gatto amatissimo la cui perdita, da bambina, è stata un trauma in una società che non capiva quel genere di dolore – ma anche ai cani che accompagnano i non vedenti, ad esempio. La loro perdita è la fine di una figura alla quale ci si affida completamente, che non basta sostituire. E poi ci sono gli animali che lavorano con gli uomini, nella ricerca dei sopravvissuti dopo una catastrofe ad esempio”.

E come sa chi ama un animale, ognuno ha un carattere, una sensibilità, nessuno è sostituibile quando viene a mancare.

Sabato 21 settembre si tiene a Padova il convegno “Lutto e pets – Lasciare andare, un atto d’amore”: si parlerà dell’elaborazione del lutto per la morte degli animali da compagnia attraverso diversi approcci., in collaborazione con l’Associazione Puppy Walker OdV e l’Ordine degli Psicologi del Veneto: saranno presenti numerosi professionisti che, durante la giornata, presenteranno le caratteristiche e le specificità di questa particolare forma di lutto che rientra nel ventaglio dei lutti delegittimati (disenfranchised grief).

Un tema per il quale negli ultimi anni è progressivamente cresciuto l’interesse, anche perché numerosi studi hanno messo in evidenza come tale esperienza costituisca un fattore di rischio per la depressione dei dolenti e come le risposte di questi ultimi presentino caratteristiche simili a quelle che emergono in seguito alla perdita di una figura di attaccamento umana.

Tuttavia si tratta di un ambito ancora poco conosciuto che necessita di approfondimenti.

Il convegno a Padova

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Il convegno “Lutto e pets – Lasciar andare, un atto d’amore” inizia alle 9 di sabato 21 settembre Sala Conferenza “Aria” di Piazza Zanellato 21 a Padova. E’ aperto anche alla cittadinanza, ma conviene iscriversi.

Info: https://formaitalia.it/shop/lutto-pets-lasciare-andare-un-atto-damore/

Dopo l’introduzione di Ines Testoni – Università degli Studi di Padova, Paola Boaretto – Puppy Walker – OdV, Matteo Gianesella – Università degli Studi di Padova, e Laura Dal Corso – Ordine degli Psicologi del Veneto, si apriranno i lavori con approfondimenti sull’elaborazione del lutto per la morte di un animale domestico, sulla relazione veterinario-animale-proprietario, sulle caratteristiche di questo evento e interventi assistiti con gli animali e l’accompagnamento nel loro fine vita.

Ci saranno poi le testimonianze di Nadia Zanella sulla perdita del suo cane guida e del Comandante Nucleo Cinofili dell’Arma dei Carabinieri di Torreglia su “Amico e collega a 4 zampe”.

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L’evento vedrà la partecipazione di numerosi professionisti che, durante la giornata, presenteranno le caratteristiche e le specificità di questa particolare forma di lutto che rientra nel ventaglio dei lutti delegittimati (disenfranchised grief).

Il Convegno costituirà, dunque, una importante occasione per presentare alcune modalità di intervento per l’accompagnamento nel fine vita degli animali, riflettendo sulle variabili che predispongono all’insorgenza di un lutto complicato. L’incontro offrirà, quindi, l’opportunità per gli studenti e i professionisti di conoscere il campo del Pet Grief, approfondendo tutte le sue peculiari caratteristiche, e costituirà un’occasione per sensibilizzare la cittadinanza su questo argomento ancora per nulla riconosciuto e dibattuto.

Nel pomeriggio dalle ore 14 in AULA 2D di via Venezia 12/2 sempre a Padova si terrà la presentazione del Project Work del Master in “Death Studies & The End of Life”.

Info: https://formaitalia.it/shop/lutto-pets-lasciare-andare-un-atto-damore/

Un progetto video

Spesso descriviamo gli animali d’affezione come amici, compagni, familiari. La loro presenza nei contesti familiari è un fenomeno di massa. Relazione é la parola chiave per descrivere questo fenomeno. Gli animali familiari infatti sono pienamente inseriti nelle dinamiche affettive della famiglia. Il nostro documentario parlerà di queste relazioni, di quella singolare fusione di biografie che avviene fra certe persone e certi animali, che vengono pensati come amici e compagni. Sono affinità elettive, con risvolti toccanti. Questi animali divengono parte attiva nella costruzione delle dinamiche familiari, agevolano le relazioni, catalizzano l’attenzione, sono presenze minute ma concrete, in altre parole sono famiglia”.

Con queste parole la cooperativa Varianti descrive il progetto di “In memory”, un documentario dedicato al  lutto per gli animali e alle forme che assume: “Da alcuni anni a questa parte le forme del lutto assumono sempre più spesso una dimensione sociale e si vanno moltiplicando i cimiteri animali, con la relativa presenza di riti e cerimonie d’addio. La personalità dell’animale e il racconto del legame con il suo compagno umano, la sua individualità e la presenza attiva nella vita familiare acquistano visibilità attraverso la sepoltura. Il rito stesso, una lapide, una foto, talvolta gli oggetti d’affezione, nei pet cemeteries sono l’espressione della dimensione della relazione, suggellata come un ultimo atto di riconoscenza verso l’animale da parte dei suoi “familiari” umani”.

In memory racconta i maggiori Pet Cemeteries a livello internazionaleLe Cimetière des chiens d’Asnières-sur-Seine , vicino a Parigi; il Soldiers’ dog cemetery , al Castello di Edinburgo; lo Hartsdale Canine Cemetery , a New York; il pet cemetery di Hyde Park a Londra, fondato nel 1880; quello di Ilford , fuori Londra; The Presidio , a San Francisco, in California; e i numerosi siti di Tokyo in  Giappone); alcuni risalgono già all’Ottocento, e a questo riguardo sono importanti anche i numerosi esempi di tombe e lapidi di animali dell’antichità. Grazie a queste testimonianze (lapidi o epitaffi che siano), sono giunti a noi i nomi e la memoria di altrettanti animali, valicando, in nome della relazione di cui erano protagonisti, un arco temporale di secoli, o addirittura millenni.

“Abbiamo girato parte del documentario a Roma, dove il prato in cui venne sepolta la gallina dei nipoti di Mussolini è nato un vero e proprio cimitero: luogo di sepoltura, ma anche di incontro per chi ha bisogno di condividere i propri sentimenti”, spiega Paolo Comuzzi, regista e ideatore del documentario – selezionato e finanziato in parte dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia –  con Sabrina Tonutti, antropologa, e Andrea Trangoni. Ma non si parlerà solo di animali amati e rimpianti: “In Memory vuole documentare, evocare, emozionare, raccontare di relazioni con gli animali a noi più vicini, ma anche far riflettere sulla moltitudine di animali a cui vengono negati nome, identità e diritto alla vita“. Un progetto per tutti coloro che non danno gli animali per scontati, ma li considerano – compresa la moltitudine di animali allevati per profitto senza diritti, storia, futuro perché vengono loro negati – delle presenze preziose della nostra vita.

 

 

Il master di Padova

In questi anni il master in “Death Studies & The End of Life” ha sollevato questoni nuove, “con un ruolo di apripista anche a livello europeo – spiega la direttrice Ines Testoni – Siamo nel campo dei nuovi orizzonti dei rapporti che abbiamo con la natura, l’ambiente e i compagni di viaggio che fanno parte della nostra vita. E siamo solo all’inizio”.

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Esplorando lo spazio che sta fra la vita e la morte, il Master affronta il significato del morire per l’intervento di sostegno e per l’accompagnamento.

L’Università degli Studi di Padova propone la XII edizione di questo percorso unico nel suo genere nel panorama universitario italiano in quanto affronta il tema della morte in modo transdisciplinare e interdisciplinare, disponendosi come luogo di incontro di saperi e di competenze diverse per creare e diffondere conoscenza su questo aspetto importante dell’esistenza, ovvero lo spazio che sta tra la vita e ciò che le è ulteriore.
L’obiettivo primario di questo percorso post-lauream è quello di offrire ai professionisti dei servizi alla persona (medici, infermieri, psicologi, operatori socio- sanitari operatori funerari, insegnanti, pedagogisti, educatori, religiosi e volontari) una formazione completa affinché acquisiscano competenze idonee ad affrontare il fine vita e il lutto nelle loro dimensioni individuali, sociali e relazionali; in condizioni di malattia e vita quotidiana; nelle perdite ed elaborazioni nelle diverse età della vita; tra interiorità e codici comportamentali condivisi. La Death Education rende possibile, in virtù dell’intervento formativo che le sta alla base, la “trasmutazione” dell’emozione legata alla paura della fine del periodo vitale in un sentimento di positività e di accoglienza della morte, perché parte della stessa vita.

Il Master forma figure professionali quali: Esperti che possono collaborare con i servizi per le cure palliative, per i servizi territoriali che utilizzino reti di mutuo auto aiuto e volontariato; per il counseling in tanatologia e accompagnamento per la morte e il morire.
Per ulteriori informazioni: www.endlife.psy.unipd.it; endlife.psicologia@unipd.it Consultare l’avviso di selezione nelle pagine web di Ateneo Master http://www.unipd.it/death-studies-end-life

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(le foto sono tratte da In memory – grazie)