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La sfida di otto giovani rider veronesi: nasce una cooperativa per le consegne a domicilio

Nasce a Verona – grazie al supporto di Confcooperative Verona e Cisl – la prima cooperativa di Rider, cioè, per dirla in italiano, i fattorini che consegnano a domicilio, in motorino o bicicletta, diverse merci a cominciare dal cibo pronto.
Sono otto i giovani rider che, insieme, collaboreranno in questa realtà innovativa nata dalla volontà di superare l’attuale situazione di lavoro, che ormai da anni si sostanziava in un profondo precariato. I rider di Verona vedranno così riconosciuti i loro diritti basilari: paga oraria, contributi previdenziali, assicurazioni, diritti sindacali e l’applicazione del contratto nazionale di lavoro Trasporti e logistica.

I ragazzi, grazie a Confcooperative Verona e Cisl, sono riusciti ad organizzarsi; lo hanno fatto a partire da una propria idea imprenditoriale che mettesse al centro la tutela del lavoro in un settore profondamente caratterizzato da squilibri contrattuali tra le multinazionali titolari delle piattaforme ed i ragazzi che consegnano i prodotti a domicilio.

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Un servizio principalmente di food delivery e che spazierà in tutto ciò che può essere consegnato con cicli e motocicli
nel Comune di Verona: si tratta di un servizio che promette di essere più affidabile, eticamente responsabile e
socialmente sostenibile nel tempo, perché sono questi i presupposti principali della cooperativa.

La nuova cooperativa avrà una propria piattaforma e una app, Food4Me: potrà proporsi anche a locali  e ristoranti in alternativa ai colossi del settore. “Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo tentato di avviare un normale percorso sindacale e di creare un tavolo con il Comune e gli operatori, che non si sono nemmeno mai presentati. A questo punto abbiamo preso atto che la classica tutela non era una via percorribile e ci siamo detti: serve una alternativa. Non ci risultano altre esperienze del genere a livello nazionale“, spiega Fabrizio Creston della Cisl.

A cominciare da un business plan che ha mostrato la sostenibilità dell’idea, e la sua applicabilità a chiunque: “Ci sono otto soci alla pari, con lo stesso contratto. Se uno di loro decide di mettere a disposizione poche ore alla settimana, per quelle ore gli sarà applicato il contratto nazionale, e maturerà in proporzione le ferie e gli altri istituti previsti. In questo modo abbiamo superato anche il decreto SalvaImprese che ha comunque introdotto alcune migliorie per i rider“, conclude Creston.

riderL’obiettivo della cooperativa è quello di crearsi un proprio mercato parallelo che si fondi sui principi della tutela del lavoro e dei diritti fondamentali dei lavoratori: un mercato in cui questi otto ragazzi sono in prima fila per combattere il precariato che ancora guida i grandi competitors del settore. La volontà di unirsi in una cooperativa è proprio quella di garantirsi una posizione lavorativa migliore, essendo così padroni del proprio tempo.

“Siamo soddisfatti rispetto alla costituzione della cooperativa, quale primo traguardo raggiunto, ma anche consci del fatto che i ragazzi dovranno confrontarsi con ancora molte e diverse sfide per la sostenibilità della loro società. Confidiamo che, grazie al supporto delle diverse associazioni e della società civile, si possa avviare un percorso positivo che possa anche essere esempio per altre città”, commenta il presidente di Confcooperative Verona Fausto Bertaiola.

I ragazzi in questione (sette, e una ragazza) hanno fra i 23 e i 35 anni; il presidente è Francesco Zenere, 30 anni da compiere, studi di Economia alle superiori che lo hanno aiutato a destreggiarsi fra contabilità e regole, e oltre due anni di lavoro per Deliveroo, a tempo pieno: “Alla fine il problema non era nemmeno il guadagno, ma i diritti. Se poi superi la soglia dei 5mila euro all’anno devi aprire la Partita Iva, con tutte le spese e le difficoltà del caso. E se mi ammalo e non lavoro per qualche giorno, sono cavoli miei. Sarà anche bello essere autonomi, ma un minimo di inquadramento ci vuole”.

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I prossimi mesi saranno quindi di fondamentale importanza per l’effettiva operatività della cooperativa.
Confcooperative Verona e Cisl – dicono i rispettivi responsabili – si impegneranno al massimo nella comunicazione della presenza e dell’avvio di questa nuova realtà supportando i rider ad inserirsi a pieno in questo nuovo mercato e unirsi per i diritti e le tutele che sono finora venute a mancare.
Aiuto e sostegno anche già arrivati da parte della Federazione Lavoro e Servizi a tutti i livelli e della società d’informatica Node, sono stati e saranno determinanti perché hanno permesso ai rider di consolidare l’idea, rivendicando la propria condizione diventando imprenditori di sé stessi.