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A Venezia riapre il bar danneggiato dall’acqua alta: ora è a prova di marea

Nuovi gli interni, nuovi tutti i macchinari, nuovo il pavimento, che richiama i ‘masegni’ della fondamenta, nuovo il bagno accessibile anche ai disabili, più ampio il bancone.

E sono nuovi, soprattutto, l’impianto elettrico e le linee frigo, completamente rifatti e portati sopra ‘quota 190’ per prevenire i danni dell’acqua alta.

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A Venezia, messa in ginocchio dalla marea eccezionale del 12 novembre scorso, riapre il bar Ai Scalzi con l’impiantistica messa a norma, in anticipo sulle disposizioni del Comune, per contrastare le emergenze future. E’ uno dei primi locali ad aver adottato queste misure di sicurezza dopo l’ultima ‘acqua granda’.

L’inaugurazione è stata mercoledì 12 febbraio, tre mesi dopo quella notte di paura.

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Arredamento minimalista bianco burro, linee pulite, e le travi originali riportate a vista secondo il progetto degli architetti Marco Ferretto e Andrea Bonini. Il Bar Ai Scalzi si trova ai piedi dell’omonimo ponte di Venezia.

 I lavori sono infatti iniziati tre mesi fa, appena terminata l’emergenza dell’acqua granda di novembre, anticipando le misure di sicurezza dettate dal Comune a inizio 2020. Scatole di derivazione, motori e compressori dei frigoriferi sono stati alzati oltre il livello di massima marea. Per arginarla, sono state realizzate anche le paratoie, che prima non c’erano, e la pavimentazione è di una ceramica robusta a prova di erosione.

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Particolare attenzione è stata riservata alle luci, che, come dicono i progettisti, “E’ un elemento architettonico spesso sottovalutato, un materiale da costruzione impalpabile ma allo stesso tempo determinante: disegna spazi, trasmette emozioni”.

Il bar Ai Scalzi – che nel 2019 ha ottenuto il riconoscimento di locale storico da parte della Regione – ha festeggiato il restyling voluto dai quattro soci che nel 2004, dopo una lunga gavetta da dipendenti, lo hanno rilevato diventando imprenditori: sono i gemelli Alessio e Andrea Dola, che hanno rinforzato la squadra nel 2015 con l’ingresso di Filippo Bettin e Giuliano Pattarello, e hanno lavorato al buffet per l’inaugurazione tra ‘cicheti’, risotti e ‘ombre’ da condividere con chi vive in città e chi viene da fuori.

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“L’acqua alta ha messo a dura prova i nostri impianti, i macchinari (e non solo), che negli anni hanno più volte accusato il colpo. L’evento eccezionale dello scorso novembre ha provocato danni in tutto il locale – spiegano i titolari – Abbiamo deciso che era arrivato il momento di intervenire investendo anche in sicurezza”.

L’acqua alta eccezionale (e un mese intero di eventi superiori alla media) hanno inciso profondamente sulla città: in quei giorni era scattata la solidarietà e l’aiuto concreto di molti giovani, per ripulire e aiutare i residenti a tornare alla normalità, e proprio questi giovani sono diventati i veneziani dell’anno.

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Fra le storie particolari quella dell’edicola finita in canale per la forza dell’acqua: era stata avviata una raccolta fondi online per aiutare il titolare, con un risultato anche superiore alle attese. E l’edicola è tornata a galla.