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La scuola ai tempi del coronavirus: c’è anche la lezione di ginnastica su Facebook

Come se la cavano studenti e insegnanti in questo periodo di scuole forzatamente chiuse?

A Nordest non mancano i casi positivi e di grande impegno. C’è perfino la lezione di ginnastica online: ci ha pensato il professore di Scienze motorie dell’istituto ‘Mario Rigoni Stern’ di Asiago Daniele Basso, prof  sportivo digitale, che ha avuto un’idea per andare incontro a chi, come lui, si trova a dover passare la maggior parte del proprio tempo in casa.

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In giorni di emergenza Coronavirus sta postando sulla sua pagina Facebook dei video con una serie di lezioni, dedicate soprattutto ai suoi studenti che in queste settimane non possono essere a scuola. Un’iniziativa che incarna perfettamente lo spirito di adattamento e l’estro imprenditoriale tipico dei veneti”. A raccontare questa storia è  Maurizio Colman, Consigliere regionale del Veneto, che in quell’istituto scolastico ha lavorato per alcuni anni.

Tutte le mattine alle 10 in punto il professor Basso dà appuntamento agli studenti dell’istituto, ma anche all’intero popolo digitale, utilizzando anche strumenti di fortuna, bottiglie piene d’acqua come pesi e manici di scopa come manubri, nell’attesa che riprendano le lezioni istituzionali.

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Formazione professionale all’avanguardia

“La scuola professionale del Veneto non si ferma. I Salesiani e gli enti formativi Cnos sono capofila di questa capacità di fare didattica a distanza, così come Dieffe ed Enaip. Il mondo della formazione professionale attraverso l’e-learning riesce a garantire  qualità e normalità ai ragazzi che devono continuare la loro attività scolastica. Un apprezzamento va ai docenti che hanno avuto la capacità in poco tempo di ripensare le proprie lezione ed attivare l’insegnamento a distanza, coinvolgendo i propri studenti nel perseguimento degli obiettivi didattici”.

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Visitando l’Istituto salesiano San Marco di Mestre, nei giorni scorsi l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale Elena Donazzan ha reso così merito all’organizzazione del centro di formazione professionale, che è anche  istituto tecnico superiore e centro di formazione universitaria, per i programmi di e-learning attivati che stanno consentendo ai propri allievi di proseguire l’ordinaria attività formativa e scolastica nonostante la sospensione dell’attività  didattica in classe disposta dalle ordinanze ministeriali e regionali per l’emergenza coronavirus.

L’Istituto Salesiano San Marco è ‘Apple Distinguished School’, grazie ad uno speciale ed esclusivo accordo con Apple che fornisce gli strumenti all’istituto (gli iPad per docenti e studenti) e utilizza  la piattaforma Google Classroom, un applicativo della suite che Google mette a disposizione delle scuole, per garantire le lezioni ai propri alunni.

“Oggi all’istituto salesiano San Marco le lezioni sono normali, rispondono al consueto quadro orario settimanale, con gli insegnanti impegnati nell’attività frontale – ha verificato l’assessore nella sede di via Salesiani 15 –  Le attività che sono costantemente ispezionate dalla Regione del Veneto, che fa ispezioni online da remoto, entrando in alcune classi, verificando la presenza dell’insegnante e facendo l’appello. In questa esperienza  si fa formazione iniziale, obbligo formativo, che per essere riconosciuta a livello Europeo deve essere certificata: i ragazzi sono di fatto in classe, anche se dalle proprie case”.

“Vorrei che tutta la scuola veneta imparasse da questa opportunità di formazione a distanza, che rappresenta il futuro della didattica – ha concluso l’assessore -. Ci sono istituti che già stanno facendo formazione a distanza, come sta accadendo ad Asiago, ma per ora sono esperienze episodiche.  Queste modalità, dove la tecnologia serve la didattica, dovrebbero diventare la  normalità, perché il digitale è ormai parte della quotidianità lavorativa e personale di ognuno di noi. Il digitale, e ce lo stanno insegnando oggi i salesiani, ha un’importanza e potenzialità che vanno ben oltre l’aspetto ludico-ricreativo”.

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Le linee guida in Friuli VG

L’Ufficio scolastico regionale, in accordo con la Regione Friuli Venezia Giulia, ha inviato un documento a tutti gli istituti scolastici del territorio regionale per fronteggiare l’emergenza contingente e trasformare – come ha sottolineato l’assessore regionale all’Istruzione – un problema in un’opportunità potenziale, ovvero sviluppare nuovi sistemi per garantire un’offerta formativa omogenea e coerente su tutto il territorio regionale.

L’obiettivo è garantire la continuità didattica nonostante le restrizioni, i vincoli e gli ostacoli legati al rischio di contagio da coronavirus. La ricetta è potenziare e perfezionare l’utilizzo di dispositivi e programmi che prescindano dal contatto fisico e consentano la creazione di aule virtuali. La soluzione è la redazione del documento “Linee Guida per la didattica a distanza” che contiene istruzioni dettagliate rivolte agli insegnanti per reperire materiale scolastico già disponibile online e per creare nuovi contenuti da diffondere e trasmettere ai propri studenti, cui si aggiungono spiegazioni specifiche per utilizzare correttamente programmi Google e altre applicazioni di uso quotidiano, da WhatsApp a WeTransfer, da Youtube a Dropbox.

Il testo trae spunto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” e ha lo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del coronavirus sull’intero territorio. Per questo, spetta ai dirigenti scolastici, per tutta la durata della sospensione delle lezioni, attivare modalità di didattica a distanza considerando anche le specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

Nell’ambito del Programma regionale scuola digitale la Regione ha ritenuto opportuno elaborare delle “Linee Guida per la didattica a distanza” per supportare le Istituzioni scolastiche e gli insegnanti nell’analisi delle tante opportunità esistenti  e per accompagnarli nella scelta delle soluzioni più adatte alle proprie necessità, al fine di poter attivare nel più breve tempo possibile dei percorsi a favore di tutti gli studenti della regione, contenendo in questo modo i disagi provocati dalla prolungata sospensione dell’attività educativa.

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Al convitto 100% di presenze online

In Friuli VG il Convitto nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli (UD) ha attivato la modalità di didattica a distanza per garantire ai suoi allievi una continuità formativa più esauriente possibile. Per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche, l’istituzione scolastica cividalese porterà avanti percorsi di studio non solo fornendo materiale didattico attraverso le piattaforme certificate condivise, ma anche svolgendo lezioni online, che hanno già registrato quasi il 100% degli studenti “presenti”.

Luca Gervasutti, il rettore del Convitto ‘Paolo Diacono’, spiega: “La risposta che il corpo docente delle scuole annessi al Convitto nazionale ‘Paolo Diacono’ ha saputo dare in questo particolare momento di emergenza è stata immediata e positiva. È stata messa in campo una metodologia nuova, accolta con successo dagli allievi, basti pensare che le lezioni online sono seguite da quasi il 100% degli studenti dei nostri licei.”

Nell’ottica che “la didattica, in generale, vada ripensata” come sostiene Gervasutti, ci sono novità anche per i più piccoli. La scuola primaria del Convitto ‘Paolo Diacono’ ha abbandonato la tradizionale L.I.M. (lavagna interattiva multimediale) a favore dei monitor touch screen interattivi, ossia schermi di grandi dimensioni che interagiscono con la rete in autonomia e che richiedono molta meno manutenzione rispetto alla L.I.M e garantiscono una maggiore flessibilità.

 “Siamo sempre più proiettati verso una didattica digitale; oggi i collegamenti sono più veloci, i materiali più leggeri. È fondamentale – prosegue Gervasutti – costruire un ambiente didattico interattivo e ricercare modalità più coinvolgenti di apprendimento. Ben vengano quindi sistemi come lo storytelling e gli spazi e le piattaforme multimediali condivise.”

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