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Covid-19: l’impatto sul lavoro dipendente in Veneto è di 50mila posti: uno su 2 nel turismo

“Finché eravamo solo noi a dire che il nostro è il settore più danneggiato dall’emergenza coronavirus, il primo a chiudere e l’ultimo a ripartire, molti avrebbero potuto pensare che fosse un’esagerazione corporativa. Ma oggi abbiamo la sconvolgente conferma dei dati: per il turismo siamo perfino oltre la Caporetto”.

Marco Michielli, presidente regionale di Confturismo e di Federalberghi Veneto, legge i dati di Veneto Lavoro.

turismo

Su 50mila posti di lavoro persi in 2 mesi da tutte le attività, 24mila sono nel solo settore del turismo. Praticamente il 50% dei posti persi nel turismo, quando il peso specifico del settore sull’economia complessiva del Veneto è  tra il 15 e il 18%. “Una catastrofe che il Veneto non si può certo permettere: la proiezione dei fatturati è di meno 73% nel solo comparto alberghiero, come rileva la stima di Federalberghi nazionale. Calcolato sui circa 18 miliardi di fatturato del turismo veneto ante-emergenza, si traduce in una perdita potenziale di oltre 13 miliardi di euro“.

“E’ un dato talmente eclatante che, non lo nascondo, ha preso in contropiede perfino me, soprattutto se considera nei prossimi mesi la quantità delle mancate assunzioni che già si stanno verificando per quanto riguarda i lavoratori stagionali” dichiara Michielli.

“Per quanto riguarda la Regione Veneto – aggiunge Michielli – la preghiera è di riflettere su quelle che sono le priorità da darsi nell’ottica della tutela dell’occupazione e dei sostegni al mancato reddito nei confronti di tutti i nostri collaboratori, perché con le aziende chiuse e i conseguenti mancati incassi nessuno di noi è in grado di svolgere una qualsiasi forma di assistenza sociale sostituendosi a chi dovrebbe farsene carico”.

E ieri da Confturismo Veneto è partita una lettera aperta ai sindaci (qui riportata integralmente)

Gentilissimi Sindaci,

            pur nella disgrazia comune a tutta l’economia, il settore del turismo è in assoluto il più colpito dall’emergenza Covid-19; un impatto a doppio senso sia in entrata che in uscita, che ha messo in ginocchio le imprese della filiera. Le prime aziende che nell’emergenza hanno “chiuso i battenti” e le ultime che rivedranno a pieno regime la loro attività.

L’estensione del contagio del Coronavirus a tutta Italia e agli altri Paesi europei con le conseguenti misure restrittive e di contenimento sanitario porterà per l’intera stagione turistica, ormai già posticipata nell’apertura a data da destinarsi, una cospicua perdita di posti di lavoro, annuali o stagionali che siano, oltre alla catastrofica situazione economica in cui versano e verseranno tutte le aziende del settore turismo. Ciò è purtroppo certificato dai dati di Veneto Lavoro.

 Le nostre Federazioni di categoria hanno unitariamente intrapreso azioni con richieste circostanziate al Governo per decise misure strutturali di sostegno del settore. A Voi Sindaci invece, che siete il “front office” dei nostri territori, siamo a chiedere una reale e concreta collaborazione quale più “vicina” risposta alle urgenti necessità dell’imprenditoria locale e dei loro collaboratori; non serve che Vi ricordiamo che senza imprese non ci sono lavoratori e che la perdita di ricchezza rappresenta un danno grave per tutte le comunità.

A tal fine ci permettiamo di proporVi una serie di iniziative che le Amministrazioni Comunali dell’intero Veneto potrebbero adottare per fornire un sostegno immediato alle attività che insistono nel loro territorio, ponendo particolare attenzione a quelle iniziative che possano altresì costituire un volano per l’attrazione turistica. Queste misure sono state peraltro già messe in atto da alcuni vostri volenterosi colleghi in varie parti d’Italia.

Premetto che tutte queste osservazioni nascono in considerazione del fatto che con l’azzeramento dei flussi turistici vengono meno i presupposti base di tutta una serie di tassazioni:

  • Eliminazione della parte variabile della TARI delle attività̀ produttive del terziario e del turismo, andando poi a differire il pagamento della parte fissa. Ciò ha un senso perché non producendo rifiuti le imprese pagherebbero solo la parte fissa di pulizia generale ma non lo specifico rifiuto per l’azienda, che di fatto non c’è.
  • Nel malaugurato caso in cui lo Stato non sospenda l’IMU per l’anno 2020, è auspicabile almeno il segnale da parte dei Comuni dell’azzeramento della parte dell’aliquota che rientra nella loro disponibilità, per tutto il 2020. La tassa comunale sugli immobili rappresenta per le nostre aziende l’importo più̀ oneroso in termini contributivi, pertanto tale richiesta costituirebbe un importante segnale di vicinanza a tutte le strutture turistiche del territorio.
  • Nel denegato caso in cui lo Stato non sospenda la TASI per l’anno 2020, sarebbe auspicabile l’azzeramento da parte dei Comuni della parte dell’aliquota che rientra nella loro disponibilità per tutto il 2020;
  • Riduzione della tariffa legata all’imposta sulla pubblicità relativa alle insegne ed esenzione di quella relativa alle affissioni. Vi chiediamo di considerare una riduzione almeno del 50%, con l’ovvia giustificazione che in assenza di turisti tale imposta non ha ragione di esistere.
  • Sarebbe inoltre auspicabile un ulteriore Vostro forte segnale di vicinanza mediante un azzeramento dell’imposta di soggiorno per gli anni 2020 e 2021 o, in alternativa, la destinazione dell’intero ammontare della stessa ad azioni di supporto delle imprese turistiche. Infatti il Decreto legislativo del 14 marzo 2011 n. 23 all’art. 4 “Imposta di soggiorno” stabilisce che i comuni possano “istituire un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, il cui relativo gettito è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive”. Nel caso dei comuni, non sono pochi, che non abbiano ancora utilizzato i ricavi degli anni precedenti considerare prioritario mettere questi fondi in circuito per affrontare un emergenza epocale.
  • Riduzione almeno del 50% dell’ammontare annuale del canone relativo all’occupazione del suolo pubblico dei plateatici delle attività̀ connesse al settore turistico per il motivo in premessa.
  • Riduzione od almeno differimento del pagamento dei canoni di locazione per attività̀ turistiche che sono insediate in immobili di proprietà̀ comunale oppure di proprietà̀ di Enti a partecipazione comunale.

Vengo infine a ringraziare quanti tra di Voi hanno appoggiato, in Regione e a Roma, le richieste del mio sistema in supporto alle aziende e ai nostri lavoratori. Ne cito due per tutte:

la richiesta di misure in favore dei lavoratori annuali (prolungamento CIG) e stagionali (estensione NASPI e contributi in integrazione) e la presa di posizione sul pagamento delle concessioni demaniali poiché al momento non è possibile prevedere quando e se potrà̀ iniziare la stagione turistica e tanto meno quando i concessionari potranno effettivamente usufruire del bene concessionato.

Grati per il sostegno che vorrete garantire alle imprese del settore turismo in questo epocale frangente, concludo considerando che stiamo navigando nella stessa barca e solo remando insieme, magari malconci, ma ce la faremo.

Marco Michielli, presidente di Confturismo Veneto