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Padova, richiesta internazionale di brevetto per il composto che blocca la crescita tumorale

Un nuovo composto sperimentale che blocca la crescita tumorale: è la scoperta di ricercatori dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM), braccio operativo della Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata Onlus, e dell’Università di Padova.

Lo studio, sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, è stato guidato dal professor Luca Scorrano (in foto), Ordinario del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova e Direttore Scientifico del VIMM.

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I risultati ottenuti dimostrano che l’angiogenesi, il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni essenziale alla riparazione e rigenerazione dei tessuti, ma anche alla crescita dei tumori e lo sviluppo delle metastasi, dipende dalla proteina Opa1 presente nei mitocondri, le centrali energetiche della cellula. Usando un innovativo farmaco anti-Opa1 scoperto nel loro laboratorio, i ricercatori sono riusciti a bloccare la crescita tumorale.

Esistono diversi farmaci già in uso clinico che bloccano il processo di angiogenesi e tolgono nutrienti al tumore impedendogli di crescere, ma spesso questi farmaci non riescono ad impedire la progressione della malattia. Uno di questi è il bevacizumab, che viene usato nella cura del cancro del colon metastatico e di altri cancri con metastasi, come quello del rene, della mammella, e inoltre nei tumori avanzati del polmone e nel cancro ovarico. Nonostante una comprovata efficacia, diversi tumori diventano resistenti a questo e altri farmaci simili, che non riescono più a bloccare l’espansione del tumore.

</span></figure> Venezia, 15 lug. (askanews) – Sono stati selezionati i vincitori del bando di concorso 2019 promosso dalla Fondazione Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche rare. In Veneto sono stati finanziati otto progetti di ricerca che hanno ottenuto fondi per un totale di oltre 1,6 milioni di euro.<br>I gruppi di ricerca che hanno ottenuto fondi, dopo un’attenta selezione della Commissione medico-scientifica composta da 30 scienziati di statura internazionale provenienti da diversi Paesi del mondo per garantire l’oggettività della scelta, sono quelli di Luca Scorrano, Francesco Argenton, Ildiko Szabo, Maria Pennuto e Paolo Bonaldo dell’Università di Padova, Massimo Zeviani dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare, Claudia Lodovichi e Diana Pendin del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova.<br>Nell’ambito del bando di concorso 2019 sono stati presentati 326 progetti, tutti sottoposti al vaglio della Commissione medico-scientifica della Fondazione che per la selezione si è avvalsa del metodo del peer review, ovvero “revisione tra pari”, lo stesso impiegato dalle riviste scientifiche internazionali per i lavori da pubblicare. Complessivamente sono 50 i gruppi di ricerca che hanno meritato un finanziamento, per un totale di oltre 11 milioni di euro destinati alla ricerca scientifica di eccellenza. Tutti i dettagli sono disponibili sul bilancio di missione pubblicato sul sito www.telethon.it.<br>(segue)<br>Fdm
Venezia, 15 lug. (askanews) – Sono stati selezionati i vincitori del bando di concorso 2019 promosso dalla Fondazione Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche rare. In Veneto sono stati finanziati otto progetti di ricerca che hanno ottenuto fondi per un totale di oltre 1,6 milioni di euro.
I gruppi di ricerca che hanno ottenuto fondi, dopo un’attenta selezione della Commissione medico-scientifica composta da 30 scienziati di statura internazionale provenienti da diversi Paesi del mondo per garantire l’oggettività della scelta, sono quelli di Luca Scorrano, Francesco Argenton, Ildiko Szabo, Maria Pennuto e Paolo Bonaldo dell’Università di Padova, Massimo Zeviani dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare, Claudia Lodovichi e Diana Pendin del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova.
Nell’ambito del bando di concorso 2019 sono stati presentati 326 progetti, tutti sottoposti al vaglio della Commissione medico-scientifica della Fondazione che per la selezione si è avvalsa del metodo del peer review, ovvero “revisione tra pari”, lo stesso impiegato dalle riviste scientifiche internazionali per i lavori da pubblicare. Complessivamente sono 50 i gruppi di ricerca che hanno meritato un finanziamento, per un totale di oltre 11 milioni di euro destinati alla ricerca scientifica di eccellenza. Tutti i dettagli sono disponibili sul bilancio di missione pubblicato sul sito www.telethon.it.
(segue)
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Partendo da questi presupposti – commenta il professor Scorrano – ci siamo chiesti se i mitocondri, le centrali energetiche della cellula implicate in molti dei processi alla base dei tumori, fossero coinvolti anche nell’angiogenesi. Abbiamo scoperto che i mitocondri cambiano rapidamente la propria forma quando l’angiogenesi si attiva, un’indicazione della loro partecipazione al processo di formazione di nuovi vasi sanguigni. Un’analisi bioinformatica, condotta con potenti computer dal professor Gabriele Sales del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, ci ha indicato che la proteina mitocondriale Opa1 poteva essere implicata in questi repentini cambiamenti di forma durante l’angiogenesi.

La Dottoressa Stéphanie Herkenne, ricercatrice post-dottorato belga che ha passato 6 anni a Padova al VIMM ed al Dipartimento di Biologia e autrice principale dell’articolo, ha verificato che effettivamente l’attivazione di Opa1, responsabile del controllo della forma e di molte funzioni dei mitocondri, è essenziale per l’angiogenesi: se Opa1 non viene attivata, l’angiogenesi non può procedere. L’inattivazione genetica del gene Opa1 nelle cellule dei vasi sanguigni blocca in esperimenti di laboratorio la crescita e le metastasi di tumori, due processi che dipendono appunto dall’angiogenesi.

 Usando un composto sperimentale che blocca Opa1, scoperto nel laboratorio nel laboratorio del Prof. Scorrano e per il quale Fondazione per la Ricerca Biomedica Avanzata – VIMM e Università di Padova hanno già depositato la domanda di brevetto internazionale, i ricercatori hanno notato una riduzione della crescita dei tumori sperimentali che oscilla tra il 70 e l’80%.

Confidiamo – conclude il professor Scorrano – che i farmaci che potranno essere derivati da questo primo composto da noi scoperto, possano trovare un’utilità clinica nei tumori che sviluppano resistenza al bevacizumab. Inoltre ci aspettiamo che questi farmaci anti-Opa1 possano anche essere utili in altri tumori che sviluppano resistenza a terapie. Naturalmente tutto ciò sarà possibile solo se l’efficacia e la sicurezza di tali composti saranno confermate in studi clinici con i pazienti. In altre parole, molti studi ci attendono per migliorare questa nuova categoria di composti e per capire quali siano le loro indicazioni terapeutiche in oncologia.

Link alla ricerca:  https://www.cell.com/cell-metabolism/fulltext/S1550-4131(20)30189-3

 

  • Barbara Ganz |

    Buonasera, ho inoltrato la sua domanda al professore, un saluto B

  • Barbara Ganz |

    buonasera, ho girato la sua mail al professore, un saluto B

  • giovanni |

    Buongiorno qualcuno mi puo’ informare riguardo alla nuova terapia scoperta all’università’ di Padova ,del composto sperimentale che blocca opa 1 ,terapia anti tumore,diretto dal Professore Scorrano Luca,grazie

  • Barbara Ganz |

    Buongiorno, provo a cercare chi può darle una risposta il prima possibile, grazie, B

  • Salvatore Vitale |

    Salve Signori.
    Risiedo in Germania, sono stato operato in una clinica di WÜrzburg per esportazione rene sinistro avendo un tumore all’interno, temo che non sia andata proprio bene perché in febbraio avrei dovuto incominciare strahlerterapia per sette settimane e in queste per due volte una chemoterapia ma quelle che non portano via i capelli . Ho fatto 25 strahlerterapie e una chemio ma dopo tanti probemi avvenuti mi sono state interrotte per il mio stato AZ; mi hanno trasferito in un’altra clinica (Palliativa) non in buone condizioni anche perché non era da molto che avessi incominciato a mangiare portando una sonda naso stomaco diagnosticandomi anche l’intestino chiuso non andando in bagno e produttivitá di succhi gastrici. Alla fine mi diedero la facolta che potessi andarmene pure a casa perché loro potevano sospendere quelle cure antibiotiche perché avevano debellato dopo tempo il batterio. Io é ovvio mi son sentito che dovessi aspettare la fine e cosi son tornato a casa con qualche medicamento per dolori che non ho ancora preso, RI. Sono a casa dal 09.04.2020 sto ancora bene mi sono ripreso e ho messo su pure qualche chilo e forze.
    Io ho intere documentazioni e cd di tutta questa avventura.
    Chiedevo quando sará sicura questa scoperta e che possibilitá avrei.
    Ringrazio anticipatamente e saluto distintamente.
    Salvatore Vitale

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