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Cantieri edili in sicurezza: nell’azienda trevigiana test al rientro dalle ferie

Sono stati fra i pionieri della Fase 2, quella del ritorno al lavoro, con l’esperienza al cantiere del Covid hospital di Vittorio Veneto. Oggi Setten Genesio Spa torna a far parlare di sé con un’iniziativa a tutela della salute dei dipendenti. L’impresa di costruzioni con sede a Oderzo, attualmente attiva in diverse zone d’Italia con cantieri tra cui Milano, Venezia, Treviso, Padova, Grado, Mantova e Modena, ha avviato un’iniziativa di prevenzione al Covid-19 con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e quanti operano nei cantieri.

</span></figure><em>Cantiere per la realizzazione della nuova sede WPP nella ex fabbrica della Richard Ginori. Via Ludovico Il Moro, Milano. Foto di Ugo De Berti, https://www.udb.it/</em>
Cantiere per la realizzazione della nuova sede WPP nella ex fabbrica della Richard Ginori. Via Ludovico Il Moro, Milano. Foto di Ugo De Berti, https://www.udb.it/

Racconta Claudio Foscaro, direttore tecnico in uno dei cantieri di Milano: “Abbiamo avviato, come iniziativa aziendale, un ulteriore protocollo di prevenzione Covid-19 non previsto o richiesto da normative di legge o cliente, nella delicata fase dei rientri dal periodo di turnazione ferie dei lavoratori. Abbiamo pensato che, durante il meritato riposo dei nostri collaboratori, il virus avrebbe potuto colpire qualcuno e, con la ripresa delle lavorazioni, sarebbe arrivato il rischio di un contagio all’interno del cantiere. Da qui l’esigenza morale e professionale di attivare un programma di prevenzione”.

Il programma prevede l’effettuazione di un prelievo venoso a tutti i soggetti coinvolti alle lavorazioni e alle visite, realizzato direttamente in cantiere, che rileva i valori di IgG e IgM, permettendo così di individuare il rischio di positività al virus. Nei soggetti con valori superiori al limite di legge è stato immediatamente effettuato il tampone con obbligo di restrizione domiciliare fino al risultato del test.

A oggi, solo in uno dei cantieri milanesi seguiti dal gruppo trevigiano, sono stati effettuati più di 200 test sierologici e 53 tamponi, con il risultato di 0 soggetti positivi al covid-19. I test, iniziati il 17 agosto continueranno almeno fino alla fine del mese.

</span></figure><em>Cantiere per la realizzazione della nuova sede WPP nella ex fabbrica della Richard Ginori. Via Ludovico Il Moro, Milano. Foto di Ugo De Berti, https://www.udb.it/</em>
Cantiere per la realizzazione della nuova sede WPP nella ex fabbrica della Richard Ginori. Via Ludovico Il Moro, Milano. Foto di Ugo De Berti, https://www.udb.it/

Setten ha lavorato in condizioni difficili: «Siamo stati messi nelle condizioni di riorganizzarci velocemente e lo abbiamo fatto. Il capo cantiere Giovanni Spiga ha saputo dare le informazioni giuste e gestire la cosa in modo chiaro e veloce. Abbiamo agito da squadra». Parole del direttore tecnico di cantiere della Setten Genesio, impresa di costruzioni con sede a Oderzo, Francesco Cover. «Quando è arrivata la pandemia stavano lavorando all’adeguamento sismico dell’ospedale. Poi la decisione della Regione Veneto: trasformare quello di Vittorio Veneto in un Covid – Hospital». Allora è diventato necessario riconsegnare i reparti a cui stavamo lavorando integri, pronti per ospitare, in tempi brevissimi, i nuovi malati.

</span></figure> Cantiere per la realizzazione della nuova sede WPP nella ex fabbrica della Richard Ginori. Via Ludovico Il Moro, Milano. Foto di Ugo De Berti, https://www.udb.it/
Cantiere per la realizzazione della nuova sede WPP nella ex fabbrica della Richard Ginori. Via Ludovico Il Moro, Milano. Foto di Ugo De Berti, https://www.udb.it/

Con il via libera dell’Ulss2 l’impresa opitergina ha deciso di continuare i lavori: «Abbiamo vinto un appalto, certo – dice Cover – ma prima di tutto ci tenevamo a dare una mano». Il cantiere è stato riorganizzato: «Ci siamo confrontati con la Direzione lavori, i Coordinatori della sicurezza e la Direzione sanitaria. Agli operai abbiamo chiesto se se la sentissero di proseguire: la loro disponibilità è stata massima. Poi abbiamo dettato le nuove regole: mai più di una squadra nello stesso spazio, distanza di sicurezza, mascherine FFP2, guanti, occhiali, visiere e guanti».

In poco tempo gli operai hanno completato una decina di camere con le forze a disposizione: 15 uomini rispetto ai 35 presenti a regime. Oltre alle camere gli operai della Setten Genesio hanno messo mano anche a otto sale d’aspetto. «Abbiamo lavorato anche nel weekend e comunque sempre quando era possibile cercando di essere presenze silenziose. Per i pasti ci siamo appoggiati a un ristoratore locale, Gennaro 2000, che ogni giorno ci portava in ospedale il pranzo, in sicurezza. Abbiamo allestito due box di cantiere dedicati alla mensa e abbiamo disposto i tavoli in modo tale da rispettare il distanziamento». Una esperienza umana, prima ancora che professionale. «Paura? Abbiamo avuto quella giusta per non fare cose sbagliate – dice Cover – abbiamo fatto tante riunioni con gli operai e siamo stati chiari: chi non se la sentiva poteva tornare a casa, senza rimproveri o conseguenze, restava solo chi se la sentiva. Sono rimasti tutti».