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Amazon a Rovigo registra 10 dimissioni in 10 giorni

Dieci dimissioni in dieci giorni. “Sono passate appena due settimane da quando Amazon ha iniziato la propria attività in Polesine, annunciando l’assunzione iniziale di 900 lavoratori, per la maggior parte addetti di magazzino, reclutati almeno inizialmente attraverso le agenzie per il lavoro del territorio. E già dieci persone hanno deciso di rinunciare al contratto, soltanto tra quelle che si sono rivolte alla Cisl”, fa sapere il sindacato.

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«Un certo turn-over iniziale era da prevedersi – commenta la segretaria organizzativa della Cisl Padova Rovigo Francesca Pizzo, con delega al mercato del lavoro – ma le persone che si sono rivolte a noi, già una decina, lo hanno fatto dopo soli 4 o 5 giorni in media di lavoro. Da sottolineare che si tratta di cittadini polesani, assunti con qualifiche medio basse in somministrazione. Tra le motivazioni più frequenti delle dimissioni, carichi troppo pesanti e orari part-time ingestibili. Appare evidente che fin dall’inizio non ci sia stata una sufficiente informazione sulle caratteristiche del nuovo lavoro, sia per quanto riguarda le mansioni che per l’organizzazione del lavoro e le turnazioni. Prevediamo che il turn over iniziale proseguirà ancora per diversi giorni, fino a quando si arriverà probabilmente a una fase di assestamento. Quello che ci preme come sindacato – conclude Pizzo – è che le condizioni di lavoro siano tali da evitare ricadute negative in ambito personale e sul piano occupazionale. Può essere il caso di persone che hanno lasciato un lavoro precedente per tentare un’esperienza nuova in una grande azienda. Il part time in particolare deve essere tale da favorire un equilibrio vita lavoro. La Cisl Padova Rovigo vigilerà perché questo avvenga, a vantaggio dei lavoratori e dello sviluppo sostenibile del territorio».

In particolare, le segnalazioni riguardano contratti con Mog (minimo orario garantito), e ce ne sono con scadenze brevissime, alla metà di ottobre: “In alcuni casi il consiglio del sindacato è stato quello di attendere la naturale scadenza invece di dare le dimissioni – specifica Pizzo – per non pregiudicare il ricorso a strumenti come la disoccupazione”. Fra le posizioni più delicate, quelle di lavoratori che hanno lasciato altre occupazioni per approdare in una grande azienda, o di chi viene da lontano (Napoli e Matera fra i casi) e ha puntato su un lavoro a lungo termine. Va anche detto che “non è un lavoro per tutti: meglio saperlo prima e regolarsi di conseguenza”.

Il dibattito e

la posizione dell’azienda

La notizia delle dimissioni ad Amazon ha scatenato un vespaio di commenti sui social network: due le fazioni, chi difende i lavoratori e critica qualità e livello della retribuzione e chi giudica una scorciatoia mollare alle prime difficoltà.

Da parte sua l’azienda chiarisce che “Amazon è costantemente impegnata a costruire una positiva collaborazione con tutti i suoi dipendenti, con l’obiettivo di creare un ambiente inclusivo. Sin dalle prime fasi di selezione tutti i lavoratori vengono informati relativamente alle turnazioni e alle mansioni che andranno a svolgere, le quali vengono ulteriormente ribadite al momento dell’assunzione. Sia i carichi di lavoro che i modelli di turnazione in essere presso tutti i nostri siti assicurano una programmazione efficace, attenta sia a soddisfare le esigenze dei dipendenti che le aspettative dei clienti. I part-time sono esclusivamente su base volontaria.

Il tasso di rinuncia riscontrato in queste prime settimane di attività a Castelgugliemo corrisponde all’1.8% della forza lavoro impiegata, ed è una percentuale assolutamente fisiologica, in linea con quanto accade negli altri siti”.

Intanto le selezioni continuano (tutte le informazioni sono qui).