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Il Veneto è entrato nella lista rossa della Svizzera, nuova tegola per il turismo

E’ salito a quattro il numero di regioni italiane inserite dalla Svizzera nella lista dei Paesi e delle aree ad alto rischio di contagio da coronavirus: oltre alla Liguria, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha aggiunto la Campania, la Sardegna e il Veneto. L’elenco aggiornato, che sarà valido dal 12 ottobre, comprende un totale di 61 Paesi e 28 regioni.  In sostanza, chi torna in Svizzera da tali zone deve mettersi in quarantena al ritorno.

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Con un impatto notevole, come segnalano gli albergatori veneziani: in questo momento, infatti, gli albergatori della città stanno lavorando solo con turisti italiani e di prossimità, provenienti appunto da Svizzera, Austria e Germania, oltre a qualche scarsa presenza da Francia e Spagna.

E la città, dopo l’acqua alta eccezionale dello scorso novembre e il lockdown, ha dovuto affrontare altre avversità, come la pioggia di disdette legate alle previsioni meteo per nuove maree sostenute.

Oggi il  direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori, Claudio Scarpa, parla di una scelta sbagliata da parte della Svizzera: “Cominciano a giungere disdette a causa di questa decisione che, a nostro parere, è immotivata. I numeri non sono così gravi da giustificare questo provvedimento e la nostra sanità ha dimostrato sul campo, proprio con il Covid19, di essere tra le migliori d’Europa. Chiediamo un urgente intervento del governo e lanciamo un appello al presidente della Regione, Luca Zaia, affinché convinca le autorità elvetiche a modificare il provvedimento”.

Il Veneto nella lista rossa della Svizzera e il provvedimento, che prevede l’obbligo di tampone per chi proviene dalla nostra regione, rischiano di mettere così ancora più in difficoltà il turismo veneziano (e non solo).