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Arrivano i rimborsi all’agricoltura per i danni da cimice asiatica

Saranno oltre 900 i frutticoltori che riceveranno da Avepa (l’Agenzia Veneta per i Pagamenti) un rimborso per i danni provocati nel 2019 dall’infestazione da cimice asiatica.

La Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera all’utilizzo degli oltre 20 milioni e mezzo di cassa che potranno essere erogati già nelle prossime settimane.

cimice

“Con questo provvedimento – fa sapere l’assessore all’agricoltura Federico Caner – riusciamo a coprire le somme dovute ai frutticoltori la cui domanda di risarcimento è stata ammessa a beneficio. Nei prossimi giorni verrà trasferita la somma all’Avepa che potrà quindi procedere quanto prima con gli atti funzionali all’erogazione. Per questo – sottolinea l’assessore – ho già chiesto al nuovo direttore dell’Agenzia di mettere questa iniziativa, già da lunedì quando prenderà servizio, in cima alla lista delle sue attività”.

“Vigileremo, inoltre, sui fondi stanziati dal Governo per il 2021 e il 2022 – conclude Caner –: si tratta di 11 milioni e 762 mila euro che potremo erogare non appena il Ministero delle politiche agricole provvederà al loro trasferimento alla Regione”.

La prima tranche (20,6 milioni) fa parte dei 32,4 i milioni di euro del Fondo di solidarietà stanziati per il Veneto che ristora i frutticoltori che hanno subito danni da cimice asiatica nel 2019. Lo sottolinea Coldiretti Veneto che ricorda anche i dati relativi al quadro regionale: oltre 19mila gli ettari interessati dalle colture oggetto di attacchi dall’insetto killer con prevalenza di melo, kiwi, pero e pesche, 975 aziende colpite in totale e concentrate nella provincia di Verona, Treviso, Padova e Rovigo. A fronte di un danno che sfiora i 70 milioni di euro di denunciati dagli agricoltori veneti, il Mipaaf ha disposto un indennizzo che coprirà il 47% delle perdite totali.

Dopo il primo versamento previsto entro la fine di questo mese, seguirà il secondo acconto e il saldo finale da assegnare a febbraio 2022: un lasso di tempo lungo rispetto all’anno orribile del 2019 a cui fa riferimento la contabilità ministeriale.  Vanno ricordati, comunque, anche i 5 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione del Veneto la cui erogazione è stata già corrisposta.

In questo periodo – commenta Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto – gli imprenditori agricoli hanno messo in campo tutte le strategie possibili per salvare le produzioni: dalle reti antinsetto al controllo biologico con l’introduzione della Vespa samurai. Dal punto di vista scientifico Coldiretti ha promosso un sistema di monitoraggio con un centinaio di postazioni per le rilevazioni territoriali sull’infestazione stagionale. “I costi sostenuti non sono irrilevanti: la responsabilità sociale degli imprenditori – spiega Daniele Salvagno – merita attenzione e un riconoscimento economico all’altezza di quanto fatto per arginare la calamità. Il rischio di mettere in ginocchio definitivamente il comparto che soffre già della crisi di mercato è sempre attuale”.

A questo proposito, “serve un impegno ancora maggiore, da parte della Regione, nel monitoraggio e nella assistenza tecnica, al fine di supportare gli agricoltori che devono fare i conti, sempre con maggiore frequenza, a varie calamità biotiche. I soldi spesi in prevenzione, infatti, sono di gran lunga inferiori a quelli necessari per i parziali ristori. Va cambiato radicalmente l’approccio – conclude Salvagno –  per dar modo ai produttori di poter operare limitando al minimo il rischio connesso alle emergenze fitopatologiche”.