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Veneto, bando ristori da 18 milioni per le attività danneggiate da Covid

È da oggi online sul portale di Unioncamere Veneto (www.unioncamereveneto.it) e della Regione del Veneto (www.regione.veneto.it) il bando che permette alle imprese più colpite dalle misure di contenimento dell’emergenza di accedere ai 18.365.921 milioni di euro di ristori, che sono messi a disposizione in parte dalla Regione del Veneto e in parte dalle Camere di Commercio del Veneto. La gestione operativa del bando, come stabilito dalla delibera regionale, è affidata a Unioncamere Veneto.

Scorrendo in fondo trovate il dettaglio di tutti i potenziali beneficiari per categoria e nel dettaglio.

Il Presidente Mario Pozza spiega così l’importanza del provvedimento della Regione del Veneto: “è un aiuto concreto per le imprese e che arriverà in tempi brevi. Nei prossimi mesi gli effetti del Covid-19 si faranno sentire in modo pesante sul nostro sistema economico per questo i ristori della Regione rappresentano un sostegno fondamentale che dimostra ancora una volta l’attenzione per il mondo delle imprese. L’affidamento della gestione operativa del bando AD Unioncamere Veneto, inoltre, ribadisce l’importanza del sistema camerale e testimonia il grande lavoro di squadra fatto in questi mesi con la Regione, il Presidente Zaia e l’assessore Marcato che ringrazio. Per il sistema delle imprese sapere che le istituzioni lavorano in modo sinergico mettendo la centro le priorità per la ripartenza dell’economia è un segnale positivo e di fiducia per il futuro”.

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La misura è rivolta alle aziende iscritte al registro delle imprese e aventi una sede operativa attiva in Veneto, e operanti nelle filiere di seguito specificate, in settori individuati da specifici codici Ateco:

– filiera eventi (congressi, matrimoni, cerimonie, etc.);

– ambulanti con posteggi in aree di eventi, stadi (cosiddetti fieristi);

– filiera trasporti persone;

– filiera sport, intrattenimento, parchi divertimento e tematici (incluse le attività dello spettacolo viaggiante);

– filiera attività culturali e spettacolo;

– commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria;

– esercizi all’interno di centri o parchi commerciali la cui attività è stata sospesa per effetto del DPCM 24 ottobre 2020 e successivi o delle successive ordinanze del Presidente della Giunta regionale del Veneto.

L’apertura dei termini per la presentazione della domanda è prevista a partire dalle ore 10 del giorno 10 febbraio 2021, fino alle ore 17 del giorno 3 marzo 2021. Tutte le domande presentate in possesso dei requisiti saranno finanziate, in quanto le risorse finanziarie disponibili verranno ripartite equamente tra le imprese partecipanti. La domanda di contributo va presentata online, cliccando su “accedi” nel portale che si trova a questo link:  restart.infocamere.it

Una volta eseguito l’accesso, tramite SPID o CNS del legale rappresentante dell’impresa, si troverà il bando cui si vuole partecipare.

Il portale offre assistenza per la compilazione delle domande. Saranno, inoltre, pubblicate delle FAQ  a supporto della corretta comprensione della normativa del bando, con la possibilità di inviare quesiti specifici alla mail ristori@ven.camcom.it.

Anche sul territorio si può trovare supporto: a Vicenza, ad esempio.

Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, sostiene che “Si tratta di una misura che dà sostegno e respiro alle nostre imprese. Non solo, questo bando è un segnale forte da parte delle istituzioni locali verso le aziende che tanto hanno dato al proprio territorio di appartenenza e che ora da quel ‘territorio’ ricevono – commenta  – . Molti settori hanno pagato, alcuni più di altri, la pandemia e in parte la stanno ancora pagando, la preoccupazione è far ripartire quelle aziende nel miglior modo possibile mettendole nelle condizioni di tornare a produrre, fare business, a dar lavoro, a fare innovazione. La Regione ha messo sul tavolo questo bando, speriamo che altri comprendano l’importanza dell’artigianato per il nostro Paese”. Il presidente vicentino degli artigiani solleva però anche un’osservazione critica: “Pur capendo che le risorse disponibili sono limitate, non condividiamo la scelta della Regione di aver ignorato le richieste che abbiamo avanzato al fine allargare a ulteriori categorie di imprese il bando, visto che nella convenzione con Unioncamere ciò era espressamente previsto”.

Per facilitare le imprese interessate dalla misura, Confartigianato Vicenza è a disposizione attraverso le proprie sedi ad aiutare le aziende che non sono ancora dotate di SPID o CNS a presentare richiesta e ad ottenere i sistemi d’identità digitale nei tempi utili alla presentazione della domanda di ristoro. Per maggiori informazioni fate riferimento alla sede più vicina (www.confartigianatovicenza.it/territorio-e-sedi/).

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«Bene che si proceda con celerità e con una azione concreta nei confronti di queste imprese venete ferme oramai da troppo tempo – commenta Matteo Ribon Segretario di CNA Veneto (in foto) – e che questi ristori possano finalmente giungere in tempi brevi per sostenere le maestranze e tutte le attività correlate. Ma siamo ancora in attesa delle risorse che dovrebbero arrivare dal Decreto Ristori nazionale ad oggi ancora fermo. Ora è il momento di progettare un piano di azione per investire sulle imprese e fare in modo che  possano ripartire. Oramai dobbiamo andare oltre ai ristori: è necessario puntare su azioni concrete di ripartenza, senza distinzione di codici ATECO, ma secondo un ragionamento di rilancio strategico delle attività e dell’economia veneta. Lavoriamo assieme».

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