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L’azienda dell’occhiale dona a 10 giovani ipovedenti lo strumento che aiuta a vedere

Si chiama OrCam MyEye ed è una svolta nel mondo della tecnologia assistiva indossabile.

Applicabile magneticamente sulla montatura degli occhiali di chi lo indossa e del peso di soli 22,5 grammi, OrCam MyEye è intuitivo e facile da utilizzare per le persone con disabilità visive. Si tratta di una tecnologia di visione artificiale indossabile che si attiva con il semplice gesto di indicare col dito o semplicemente seguendo lo sguardo di chi lo indossa, consentendo quindi un utilizzo a mani libere, senza la necessità di uno smartphone o di una rete Wi-Fi, con conseguente comunicazione audio in tempo reale e garanzia di riservatezza dei dati.

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Il dispositivo è wireless, leggero e della dimensione di un dito: la tecnologia pionieristica del mezzo di visione artificiale OrCam MyEye, basato sull’intelligenza artificiale, legge in modo discreto un testo stampato o digitale, da qualsiasi superficie, ad alta voce e in tempo reale per chi lo indossa. Giornali, libri, schermi di computer e smartphone, menu di ristoranti, etichette di prodotti da supermercato e segnali stradali diventano immediatamente accessibili. Altre caratteristiche di OrCam MyEye includono il riconoscimento istantaneo dei volti e l’identificazione di prodotti di consumo, oltre a colori e banconote.

Per contribuire a dare nuove opportunità ai giovani del territorio del Cadore più in difficoltà, fornendo strumenti per una vita e un futuro migliore, Fondazione De Rigo H.E.ART Onlus (nata dall’azienda dell’occhialeia tuttora della famiglia De Rigo, qui sotto in foto), in collaborazione con la Sezione Territoriale di Belluno dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus APS (UICI), e con il supporto di Vision Dept, distributore esclusivo per l’Italia dei prodotti OrCam Technologies, ha scelto di donare il sofisticato dispositivo tecnologico OrCam MyEye a 10 giovani studenti e neolaureati ciechi e ipovedenti del territorio.

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Un’iniziativa che nasce anche dalla particolare sensibilità di De Rigo che da sempre si occupa di contribuire, con le proprie montature di occhiali, a migliorare la qualità dell’esperienza visiva delle persone.

La cerimonia di consegna dei dispositivi è avvenuta sabato 18 settembre, presso la Sala Bianchi del Comune, con il patrocinio del Comune di Belluno. Erano presenti la famiglia De Rigo, che ha dato vita alla Fondazione De Rigo H.E.ART Onlus, la Presidente della Sezione Territoriale di Belluno dell’UICI Luciana Dalle Molle e l’Assessore alla Provincia di Belluno Franco De Bon.

“Per la Fondazione De Rigo H.E.ART Onlus, espressione di una famiglia e di una realtà imprenditoriale che da sempre ha a cuore le persone, in particolare i più giovani – spiegano gli organizzatori – sostenere progetti di così grande valore rappresenta un dovere morale e un impegno concreto verso il territorio e non solo”.

Gli occhiali per noi sono un mestiere di famiglia. La nostra Fondazione si è data come missione il sostegno alla formazione e alla salute dei giovani che devono affrontare ostacoli di diversa natura sul proprio cammino. Offrire ai ragazzi ciechi e ipovedenti una possibilità concreta e innovativa che consenta di vivere appieno la loro quotidianità in maniera autonoma e di potersi esprimere al meglio nello studio e nel lavoro, è per noi un motivo di gioia. Ancora più quando si tratta giovani promesse del nostro territorio, come in questo caso con la collaborazione con la sezione di Belluno dell’UICI” commenta Barbara De Rigo, presidente della Fondazione De Rigo H.E.ART Onlus.

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Siamo orgogliosi di aver collaborato con la Fondazione De Rigo H.E.ART Onlus per la realizzazione di questo progetto, ma soprattutto per il significato che esso porta con sé: i giovani sono il nostro futuro, dobbiamo consentire loro di avere ogni strumento possibile, affinché possano realizzare i loro desideri e progetti in autonomia. In un momento storico incerto come quello che stiamo vivendo, trovare realtà così sensibili alla problematica della disabilità non è affatto scontato” commenta Luciana Dalle Molle, presidente della Sezione Territoriale di Belluno dell’UICI.

L’ipovisione è un tema di grande attualità sociale e nel futuro avrà sempre più incidenza sulla politica sanitaria e sull’integrazione socio-sanitaria. L’oftalmologia sta facendo grandi progressi in termini di prevenzione e cura delle patologie oculari e la ricerca scientifica, grazie soprattutto alle nuove tecnologie, ha permesso di mettere a punto ausili per ipovisione d’avanguardia, con il raggiungimento di nuovi traguardi nel recupero dell’autonomia visiva di molti pazienti“  hanno spiegato la Dr.ssa Luigina Tollot, direttore dell’unità operativa complessa di Oculistica di Belluno e il Dr. Michele Del Borrello, responsabile del Centro di Ipovisione del reparto Oculistico di Belluno.

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L’ipovisione

 L’ipovisione è un tema di grande attualità sociale e sanitaria e nel futuro avrà sempre più incidenza sulla politica sanitaria e sull’integrazione socio-sanitaria. L’aumento esponenziale del numero dei soggetti ipovedenti è in parte in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione. Infatti la riduzione dei tassi di mortalità e il concomitante aumento della durata media della vita hanno determinato un incremento nel numero degli anziani. Tutti i più importanti studi epidemiologici (National Health and Nutrition Survey; Framinghan Eye Study; Baltimore Eye Survey; Beaver Dam Eye Survey) dimostrano che il progredire delletà costituisce sicuramente il fattore di rischio più importante per l’insorgere dell’ipovisione.
Il progresso dell’oftalmologia, sia in termini di prevenzione sia  di efficacia delle terapie, ha d’altra parte fatto sì che molte gravi patologie oculari, che in passato portavano alla cecità assoluta, oggi vengano bloccate allo stato di ipovisione.

L’ipovisione costituisce, quindi, un’emergenza sociale sempre più importante, in quanto l’individuo ipovedente non è in grado di svolgere in autonomia le normali attività connesse alla vita sociale e lavorativa considerando che oggi è richiesto, a tutte le età, un livello di performance visiva molto alto per poter continuare a guidare l’automobile, lavorare al computer, utilizzare tablet, telefoni cellulari e altri device tecnologici.

La ricerca scientifica e la tecnologia hanno però permesso,  di pari passo con l’incremento del numero di ipovedenti,  un notevole miglioramento degli ausili per ipovisione e delle tecniche di riabilitazione, con raggiungimento di nuovi traguardi nel recupero dell’autonomia visiva di molti pazienti un tempo abbandonati a se stessi ed alla propria minorazione.  Oggi la tecnologia, che tanto ha cambiato e continua a cambiare le nostre abitudini,  ci permette di dare nuove possibilità al paziente ipovedente con mezzi che lo aiutino ad utilizzare al meglio il suo residuo visivo  migliorarando la qualità della vita quotidiana. Diverse compagnie progettano e sviluppano ausili in grado di affiancare e, a volte, a sostituire il senso della vista in modo sempre più performante e questo  insieme alla collaborazione fra istituzioni, aziende e associazioni professionali  ci permette oggi di poter offrire e diffondere nuove opportunità di relazione e integrazione per i pazienti affetti da  minorazione visiva. Gli ausili che oggi vengono offerti a questi ragazzi rappresentano una grande opportunità per migliorare le loro performance scolastiche e lavorative  oltre che un  messaggio di speranza per quanti si trovano a vivere lo stesso tipo di disabilità.

Il dispositivo OrCam MyEye  donato da Fondazione De Rigo ai ragazzi è disponibile in italiano e inglese e un’ulteriore lingua straniera scelta dai ragazzi a cui verrà donato.