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Un presepe e palline di Natale in dono dai cittadini per il presidio alla Speedline

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Anche oggi, Natale, prosegue il presidio dei lavoratori davanti alla Speedline di Santa Maria di Sala, che a inizio dicembre aveva annunciato la volontà di cessare l’attività dello stabilimento nella frazione di Tabina entro la fine del 2022 per delocalizzare la produzione all’estero.

Due alberi di Natale continuano a ricevere le palline in dono da cittadini e altri lavoratori: è una iniziativa lanciata dalla RSU Speedline che ha invitato tutte le lavoratrici, tutti i lavoratori e tutta la popolazione ad aderire all’iniziativa “Un albero solidale per un Natale speciale”: “Venite o accompagnate i vostri bambini nel Presidio davanti alla Speedline con una pallina di Natale con scritto il vostro nome o una parola, per allestire i nostri due alberi, a dimostrazione che per le persone di buona volontà non contano solo gli interessi economici, ma esistono valori primari che nessuno può comprare”.

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Come spiega Matteo Masiero, Fim Cisl, “Credo che anche questa iniziativa dimostri ancora una volta come il territorio sia coinvolto in questa complicata vertenza. La direzione Ronal deve comprendere che i lavoratori di Speedline vivranno un Natale difficile e spoglio come gli alberi senza addobbi davanti al presidio. Con questo la Rsu manda ancora un messaggio molto forte. Ronal deve cambiare idea. Noi lavoreremo per proporre un progetto industriale nuovo e diverso, non vogliamo un altro Natale come questo”. La vertenza ha ricevuto il pieno sostegno della politica e anche della chiesa, con la posizione del patriarca Francesco Moraglia che ha scritto: “Ai vescovi e alle nostre chiese è ben presente la gravità del problema  e sta a cuore che si costruisca una seria proposta, condivisa e sostenibile, che dia futuro e prospettive, per risolvere una vertenza che tocca centinaia di lavoratori e lavoratrici con le loro famiglie. E perciò siamo volentieri disponibili a impegnarci in tal senso”.

E ieri, 24 dicembre, alla Speedline sono arrivati anche l’assessore al Lavoro del comune di Venezia Simone Venturini e la consigliera comunale Deborah Onisto: un gesto di solidarietà accompagnato dalla consegna di una pallina natalizia, realizzata in vetro artistico di Murano, che è stata appesa all’albero allestito dagli operai all’esterno dello stabilimento, accogliendo l’invito dei dipendenti alla cittadinanza a portare una decorazione come segno di vicinanza.

“Il Consiglio comunale, il Consiglio metropolitano e il sindaco Luigi Brugnato – hanno dichiarato l’assessore Venturini e la consigliera Onisto – stanno seguendo la vicenda Speedline direttamente e con grande attenzione. Rispondendo all’invito dei lavoratori, abbiamo appeso la nostra pallina all’albero di Natale. Una pallina in vetro, realizzata a Murano, un’altra realtà in forte sofferenza. Abbiamo incontrato la Rsu e i dipendenti in presidio, testimoniando loro la vicinanza del sindaco e delle due amministrazioni. In questo momento difficile ci sembrava giusto essere qui oggi a confermare l’impegno e l’attenzione dell’Amministrazione sulla vertenza”.

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Il presidio – a fare barriera contro il freddo è stato allestito un tendone – andrà avanti con i turni fissati almeno fino al 9 gennaio, quando ripartirà la produzione: “A meno che prima non arrivi la convocazione al Mise” spiega per la Rsu Giampaolo Albanese. Nella mattina di Natale al presidio è arrivato anche Lorenzo Pegoraro con un dono: l’artista costruisce presepi che solitamente li dona alle associazioni di volontariato, ma venuto a conoscenza di questa situazione ha voluto portare qui la sua opera.

Il gruppo svizzero Ronal ha comunicato il 6 dicembre scorso la volontà di chiudere. Il giorno successivo si è svolto un incontro – anticipato rispetto alle previsioni – al quale l’azionista non si è presentato, affidando alla direzione aziendale e allo studio Alix Partners per la parte economico finanziaria e allo studio legale Bonelli Erede l’incarico di presenziare al tavolo con le parti sociali. Immediata la proclamazione da subito dello stato di agitazione, con sciopero di 8 ore per tutti i turni di lavoro fino alle 6 del 7 dicembre, deciso dalle segreterie Fim Cisl e Fiom Cgil di Venezia unitamente alla Rsu.

Il 17 dicembre, si è svolta su convocazione del Mise, in tempi rapidissimi come richiesto da Regione del Veneto, la riunione del tavolo relativo alla situazione di crisi di Speedline. All’incontro ha partecipato l’Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan con il supporto dell’Unità di Crisi aziendali e della direzione Lavoro della Regione del Veneto. Nel tavolo è emersa la compattezza di un territorio, di tutte le istituzioni coinvolte, delle parti datoriali e sindacali, nel valutare strategica l’attività produttiva e l’occupazione garantita dallo stabilimento Speedline che opera in un comparto strategico per il territorio regionale nazionale.

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Per la prima volta la direzione Ronal si è presentata al tavolo dichiarando, attraverso l’AD Oliver Brauner, che il calo delle produzioni nel 2020 è dovuto al lockdown e nel 2021 al problema delle forniture di semiconduttori, come l’eccesso di offerta di ruote nel mondo. Queste tra le altre, le motivazioni, che secondo Ronal stanno alla base della decisione del gruppo. Le segreterie Fim e Fiom di Venezia hanno richiesto che venisse ritirata la decisione dell’azienda e che si aprisse subito un tavolo di confronto per individuare delle soluzioni alla crisi di Speedline.
Dopo un lungo confronto l’azienda si è impegnata a sospendere temporaneamente la decisione dando la propria disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con le parti sociali.

“Il confronto con tutte le istituzioni e le parti sarà serrato e di merito, al fine di garantire la continuità del sito produttivo di Santa Maria di Sala – ha commentato l’Assessore Donazzan al termine -. Speedline è pezzo importante filiera automotive. Non accettiamo chiusura stabilimento, servono soluzioni alternative. La Regione del Veneto sarà presente e garantirà il massimo supporto al fine di conseguire l’obiettivo a tutela dei lavoratori e del sito produttivo”.

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In bilico sono oltre 600 posti di lavoro, più l’indotto. Speedline nasce come Esap (acronimo di Equipaggiamenti Sportivi Auto Preparazione) a fine anni Sessanta dalla passione di Gianfranco Padoan, pilota e preparatore; nel 1975 la rileva Giancarlo Zacchello che la battezza con il nome attuale e specializza l’azienda nella produzione e fornitura di cerchi in lega per le auto sportive diventando il maggior produttore mondiale, compresa la Formula 1, 2 e 3. Qui nasce il brevetto dei cerchi realizzati con la tecnica di fusione a bassa pressione e l’azienda raggiunge quasi 2.500 dipendenti in cinque stabilimenti. Segue la cessione a un Fondo Pensione Usa, una serie di investimenti sbagliati, un periodo in capo a una famiglia di imprenditori bergamaschi e infine, nel 2007, la cessione alla Ronal, seconda multinazionale al mondo nella produzione di cerchi per autoveicoli. Si è parlato di Polonia come sede della delocalizzazione «ma gli advisor non hanno confermato, spiegando solo che c’è già una capacità produttiva sufficiente altrove. In realtà qui nel Veneziano si producono anche serie speciali e limitate, prodotti specifici e non facilmente riproducibili», spiega Matteo Masiero, Fim Cisl. «Attiveremo tutte le iniziative possibili per fermare questa decisione e costringere Ronal a cambiare idea e restituire il futuro ai lavoratori Speedline e a quest’area. Siamo disponibili a discutere di un nuovo piano industriale o di qualsiasi prospettiva che implichi il mantenimento di tutti i posti di lavoro nel sito Veneziano. Questa vertenza varcherà i confini del nostro territorio», ha fatto sapere dal principio il sindacato.