Scontrino digitale e luci abbassate: la tutela ambientale a misura di Tigotà

Si sa che un’adeguata illuminazione è un elemento strategico del marketing, fondamentale per mettere in risalto i prodotti. Succede però che alle logiche commerciali Tigotà scelga di far prevalere quelle di tutela e salvaguardia dell’ambiente.

Il brand veneto, tra i più importanti a livello nazionale per la vendita di prodotti di cosmesi, cura della persona e pulizia della casa, ha infatti deciso di spegnere alcuni interruttori in quasi metà dei propri punti vendita.

La sperimentazione, iniziata il 1 giugno, prevede l’abbassamento del 30% dell’illuminazione in 291 store, i più grandi del gruppo. Terminata la fase di test, prevista verso fine settembre, l’azienda calcolerà il controvalore in emissioni risparmiate e studierà una modalità per consolidare l’iniziativa.

La scelta è stata effettuata dopo aver completato il processo di relamping che ha visto impegnata la società nella sostituzione di oltre 100mila lampadine di vecchia generazione con led meno impattanti dal punto di vista energetico negli oltre 600 punti vendita sul suolo nazionale. I lavori, scattati nel 2018, dovrebbero concludersi entro l’anno.

Per ogni intervento di relamping si va ad abbattere di circa il 50% il consumo di elettricità con un controvalore stimato in termini di emissioni di 500 tonnellate di Co2 risparmiate all’anno, a cui si aggiungeranno le riduzioni di Co2 dovute allo spegnimento delle luci.

“Quella di abbassare le luci è una scelta che guarda con concretezza al consumo responsabile delle risorse – afferma Tiziano Gottardo, presidente del gruppo Tigotà – il tema della tutela dell’ambiente ci tocca da molto vicino e ognuno di noi è oggi chiamato ad intervenire con azioni semplici ma tangibili”.

Tigotà, oltre alle operazioni messe in campo sull’illuminazione, ha infatti deciso di puntare anche sullo scontrino digitale. Il pezzo di carta che ogni giorno milioni di italiani ricevono tra le mani al termine della spesa non è riciclabile, si tratta di carta termica, un rifiuto indifferenziato. Per questo la società ha deciso di investire sullo scontrino in formato digitale che arriva comodamente via email: un’operazione semplice che permette di dare un segnale forte e concreto in termini di tutela ambientale.

A testimoniarlo sono i numeri: nel 2019 tutti i Tigotà d’Italia hanno emesso scontrini per oltre 20mila chilometri, che equivale alla distanza tra il Polo Nord e il Polo Sud. Nel 2021, con l’introduzione dello scontrino digitale, il consumo di carta termica è già calato portando a una riduzione di 2mila chilometri. “Abbiamo intrapreso questa strada con convinzione – conclude Tiziano Gottardo – perché cercare soluzioni che seguano la logica della tutela della collettività fa parte del nostro Dna. Il sistema valoriale di chi fa impresa, in questo particolare momento storico, non può prescindere dalla necessità di difendere e tutelare l’ambiente”.

Per l’Ucraina

I negozi Tigotà sono stati impegnati anche sul fronte della solidarietà, e da qui oltre 25 chilometri di bende e 283mila garze sterili sono partite per l’Ucraina.

L’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato volto a fornire quanto più materiale possibile alle strutture ospedaliere del Paese che stanno affrontando un’emergenza sanitaria senza precedenti. Il materiale sanitario è stato consegnato alla Croce Rossa Italiana ed è frutto della donazione del gruppo Tigotà: bende e garze per medici e infermieri che stanno aiutando la popolazione nelle zone interessate dal conflitto.

È possibile contribuire donando all’Associazione della Croce Rossa Italiana ODV tramite bonifico bancario, IBAN IT93H0200803284000105889169. Per maggiori informazioni https://cri.it/emergenzaucraina/