Welfare e smart working: il nuovo integrativo alla Biennale di Venezia

E’ stato rinnovato il contratto integrativo per i dipendenti tra la Fondazione La Biennale di Venezia e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. Sono interessati più di 110 lavoratori. Un precedente contratto era scaduto il 31 dicembre 2022 e i rappresentanti dei lavoratori hanno presentato la piattaforma di rinnovo che comprende due parti fondamentali: una economica e l’altra più legata al welfare (benessere aziendale) e sviluppo delle competenze.

Per quanto riguarda la parte economica, fa sapere il sindacato, in questi mesi la trattativa ha ruotato attorno all’eliminazione del contributo a carico dei dipendenti sul proprio buono pasto (su 6,61 euro di quello precedente, uno e 32 centesimi era a carico del lavoratore trattenuto in busta paga). Ora l’accordo prevede che non solo il buono pasto sia stato alzato a 7 euro, ma sia del tutto a carico de la Fondazione La Biennale di Venezia.

Un altro elemento riguardava i rimborsi spesa dei dipendenti e collaboratori; prima i direttori artistici avevano diritto a 60 euro per il vitto e 50 euro per i dipendenti, mentre ora la quota è stata aggiornata a 80 euro per i primi e a 70 per i secondi. In caso di trasferte, l’alloggio passa da 250 a 350 per i direttori artistici e da 200 a 250 euro per i dipendenti. Inoltre, per la prima volta, è stata garantita la possibilità ai lavoratori di aderire a una piattaforma welfare, dove l’ente si farà carico dei costi di attivazione e formazione.

Per lo sviluppo professionale, l’accordo prevede di proseguire con i piani di formazione, che possono essere rivolti a tutto l’organico ma possono essere anche mirati alle specifiche professionalità tramite la raccolta di fabbisogni individuali e/o collettivi. È stato confermato l’accordo sullo smart working, altrettanto scaduto, che prevede la possibilità a tutta la platea di dipendenti interessata di lavorare a distanza, per un massimo di quattro persone per settore; questo permetterà di garantire un presidio minimo, anche perché per la Fondazione La Biennale di Venezia è importante lo scambio di informazioni tra i vari comparti.

«L’intesa dà una risposta alle necessità sollevate dal personale nel corso delle assemblee – spiega Silvia Salvati di Fisascat Cisl Venezia (in foto) – e che dimostra l’impegno e la costanza nel mantenere un dialogo costruttivo con la direzione di un importante ente come la Fondazione La Biennale di Venezia, frutto anche dell’impegno dei quattro componenti della Rsu».

Il nuovo contratto siglato nei giorni scorsi scadrà il 31 maggio 2027.

«Non era scontato confermare e migliorare quanto già presente e il risultato ottenuto non può che soddisfarci. Non è da dimenticare inoltre che questa è una realtà che sa influenzare con l’offerta artistica proposta, anche in maniera importante, i flussi turistici internazionali, pertanto influenzando a propria volta le presenze a Venezia. Questo è reso possibile anche grazie al lavoro svolto da tutto il personale. I temi che abbiamo introdotto o aggiornato – spiega Silvia Salvati di Fisascat Cisl Venezia – saranno comunque oggetto ed occasione di un confronto continuo con la stessa Fondazione».

 

Si parla di #LavoroaNordest. Potrebbe interessarti anche:

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