Più donne in squadra: i macchinari Vettorello per il CERN di Ginevra

E’ arrivata a destinazione – il CERN di Ginevra – la macchina per la movimentazione dei Supermoduli di CMS-Ecal denominata Enforneur2, realizzata dalla Vettorello Società Benefit: in questi giorni verrà installata nella caverna dell’acceleratore.

Questo macchinario, del peso di oltre 20mila kg. verrà utilizzato per la sostituzione dei Supermoduli nell’acceleratore CMS: ogni supermodulo ha un peso di 3mila kg e ruoterà per 18 posizioni di rotazione su 360°.

Nella sede di Casale sul Sile ha lavorato la cabina di regia con Daniele Cabianca, l’ingegnere meccanico che è stato responsabile del progetto dall’inizio sviluppando la progettazione esecutiva. Ora, al CERN, la project è l’ing. Elena Zanardi, che ha seguito i montaggi ed i collaudi. Il team che ha realizzato questo progetto è anche formato anche da diversi ragazzi meccanici e meccatronici provenienti dagli istituti tecnici e dagli ITS della provincia di Treviso e Venezia che si sono formati in questi anni in Vettorello e che con questi progetti possono accedere all’apprendimento di competenze di elevato valore professionale.

Un progetto iniziato 3 anni fa: sembrava impossibile – spiegano in azienda – ma passo dopo passo l’obiettivo è stato raggiunto: portare nell’ente di ricerca europeo le competenze e il know-how di Vettorello Special Machines. Le fasi hanno visto l’avvio con la progettazione definitiva dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), poi la progettazione esecutiva della Vettorello e la realizzazione di questa super macchina, per la quale solo la progettazione vale il 50%.

Dopo aver concluso la prima fase di collaudo a novembre con gli ingegneri e scienziati del CERN il macchinario è stato parzialmente smontato e trasportato con carico eccezionale, per poi essere rimontato e nuovamente collaudato. Successivamente verrà spostato all’interno della caverna sotterranea di CMS.

Sonia Vettorello, amministratore delegato, spiega che “se è difficile noi lo sappiamo fare: siamo una Pmi con 20 addetti una dimensione che ci permette di gestire progetti complessi in modo veloce ed efficace. Da anni lavoriamo per aumentare la presenza di donne in azienda nei ruoli tecnici come meccatroniche e ingegnere: è un lavoro lungo, ma ci crediamo. Proprio l’esperienza al CERN conferma che squadre miste di lavoro sono vincenti soprattutto in missioni complesse. Quest’anno abbiamo anche in alternanza una ragazza del quarto anno all’Istituto Turazza, che ora sta facendo la formazione su un’isola di tornitura CNC robotizzata. La cosa bella è che è stata lei a sceglierci”.

L’azienda

La Vettorello Srl è nata nel 1969 come azienda artigiana terzista nei settori tipici della meccanica di precisione. Nel 2012 ha aggiunto la seconda business unit Water Energy che progetta e installa centrali idroelettriche, e nel 2020 la terza relativa proprio alle Special machines (macchine speciali).

Da almeno dieci anni abbiamo una relazione stretta con le scuole che ha portato in azienda quasi 600 ragazzi in visita nell’ambito del nostro evento Scegli il tuo domani, con Vettorello una settimana per immaginarlo -. Ogni anno abbiamo ragazzi in alternanza – conclude Sonia Vettorello -. L’investimento nel capitale umano per noi non si ferma ai cancelli dell’azienda e lo raccontiamo da alcuni anni nei Report di sostenibilità per rendicontare con concretezza il nostro impatto ambientale, economico e sociale. Vorrei che i genitori – soprattutto le mamme – venissero in aziende come la nostra per comprendere le possibilità e soddisfazioni che potrebbero avere le loro figlie nell’intraprendere percorsi STEM, ovvero inerenti le materie della Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica”.

Nell’ingegneria meccanica o nella formazione meccatronica le ragazze hanno ottime possibilità: “Purtroppo questi percorsi non vengono considerati per scarsa conoscenza degli sblocchi lavorativi o per opinioni e convinzioni legate a un immaginario negativo della “fabbrica” che oggi è sempre più uno spazio di creazione meccanica,  un luogo dove  uscire dagli schemi e percorrere strade nuove. E’ quello che facciamo”, conclude.