illycaffè, ogni 10 espressi una visita sospesa (per la prevenzione dei tumori)

illycaffè, azienda leader nel caffè di alta qualità sostenibile, sostiene il progetto ‘Visite sospese’ della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), confermando anche per il 2024 il supporto ad attività a favore di una giusta causa attraverso la campagna abbonamenti per il bar illydieci.

(foto in alto: il flagship store di Parigi Opéra riaperto a febbraio dopo un progetto di restyling).

LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è un ente pubblico vigilato dal Ministero della Salute. Opera senza fini di lucro su base associativa ed è articolato in 106 associazioni provinciali. La sua missione è diffondere la cultura della prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) come metodo di vita.

Visite sospese è un servizio di controllo gratuito della LILT per la diagnosi precoce di tumori, rivolto a persone fragili, in condizioni economiche e sociali sfavorevoli che non hanno la possibilità di accedere ai servizi di prevenzione oncologica.

Acquistando un carnet illydieci da 10 consumazioni di espresso nei bar in cui sono stati acquistati, illy devolverà 1 euro al progetto Visite sospese, garantendo comunque una copertura minima di 50.000€, corrispondente a 1000 visite o esami gratuiti sul territorio nazionale a persone in disagio economico-sociale. Raggiunto l’importo minimo, fino al 31 dicembre 2024 illycaffè continuerà a devolvere a LILT un euro per ogni carnet venduto. I baristi aderenti all’iniziativa, inoltre, offriranno un ‘caffè sospeso’ a ogni illydieci venduto, aggiungendo al rito quotidiano dell’espresso un valore solidale.

Quest’anno il caffè acquistato al bar attraverso l’abbonamento illydieci contribuirà a sostenere il progetto visite sospese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, con l’obiettivo minimo di donare 1000 visite a persone in situazioni di disagio economico sociale – spiega Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè – le attività di prevenzione e di cura sono fondamentali e illycaffè vuole sostenerle a fianco della LILT”.

 La prevenzione è l’arma più importante contro i tumoriaggiunge Luisa Bruzzolo, direttrice generale di LILT Milano –, eppure chi vive in condizioni di fragilità sociale ed economica spesso rinuncia a fare i controlli. Da molti anni LILT è promotrice di progetti di salute inclusivi grazie a un programma di visite sospese per le fasce più deboli della popolazione. Un grazie speciale a illycaffè e a tutti i clienti che, acquistando i carnet, ci aiuteranno a donare sempre più visite, nella massima trasparenza”.

 L’abbonamento, disponibile in tutti i caffè illy d’Italia a gestione diretta e nei bar aderenti al progetto, sarà fruibile per tutto il 2024. I dettagli sono disponibili sul sito illy.com/illydieci.

L’azienda

illycaffè è un’azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caffè al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica composto da 9 ingredienti diversi. L’azienda seleziona solo l’1% dei migliori chicchi di Arabica al mondo.

Ogni giorno vengono gustate 8 milioni di tazzine di caffè illy nei bar, ristoranti, alberghi, caffè monomarca, case e uffici di oltre 140 Paesi, in cui l’azienda è presente attraverso filiali e distributori.

Fin dalla nascita illycaffè ha orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, impegno che ha rafforzato nel 2019 adottando lo status di Società Benefit e nel 2021 diventando la prima azienda italiana del caffè ad ottenere la certificazione internazionale B Corp. Dal 2013 illycaffè è inoltre una delle World Most Ethical Companies. Tutto ciò che è ‘made in illy’ viene arricchito di bellezza e arte, a cominciare dal logo, disegnato da James Rosenquist, le illy Art Collection, le tazzine decorate da più di 125 artisti internazionali o le macchine da caffè disegnate da designer di fama internazionale. Con l’obiettivo di diffonderne la cultura della qualità ai coltivatori, baristi e amanti del caffè, l’azienda ha sviluppato la sua Università del Caffè che ad oggi svolge corsi in 25 Paesi del mondo. Nel 2021 Rhône Capital è entrato nel capitale di illycaffè con una quota di minoranza per accompagnare l’azienda nella crescita internazionale. Nel 2022 illycaffè ha impiegato 1.230 persone e ha generato un fatturato consolidato pari a €567,7 milioni. La rete monomarca illy conta 190 punti vendita in 34 Paesi.

La crescita

illycaffè ha archiviato nel 2023 un altro anno di crescita sostenuta: l’utile netto segna +67,2% sul 2022, e l’Ebitda +18,6%. In un periodo di crescenti complessità macroeconomiche e geopolitiche, e in un settore direttamente impattato anche dal cambiamento climatico, «siamo molto soddisfatti: la nostra strategia è multipaese e multicanale, per consentirci di gestire la situazione abbassando al minimo il rischio», spiega l’ad Cristina Scocchia.

Tre, confermate, le direttrici di investimento. In primo luogo il rafforzamento della marca «su criteri di qualità superiore e di sostenibilità. Usiamo convintamente solo caffè verde arabica, selezionando l’1% dei chicchi migliori e perseverando nell’agricoltura rigenerativa». Il secondo ambito è la crescita al di fuori dei confini nazionali, che già oggi rappresenta il 70% del business: «Puntiamo in particolare sugli Usa, mercato che registra ottimi risultati sia negli acquisti online, grazie anche alla partnership con Amazon, sia nei canali HoReCa. Al di là delle strategie relative alla crescita internazionale, proprio la crescita multicanale è il terzo pilastro della nostra strategia: l’ecommerce cresce ovunque, anche in Italia, così come le vendite nel canale fuori casa», sottolinea Scocchia.

Fra le complessità da gestire due spiccano: il costo della materia prima e quello della logistica: «A novembre 2021, prima della pandemia, il caffè verde era quotato alla Borsa di New York 110 centesimi di dollari a libbra; è salito fino a 230, anche 240, e oggi siamo a 185, che seppure più basso è comunque un 70% superiore al dato di partenza.

La scelta di illycaffè è stata di aumentare il prezzo di un 3% nel 2022 e della stessa percentuale a gennaio 2023, salvaguardando il consumatore finale nel segno anche del nostro essere una società benefit». Quanto alla logistica, i costi sono saliti mediamente del 30% principalmente a causa dell’effetto Suez; «Costa di più spedire in Asia e a Est, ma anche in America, che è il nostro secondo mercato – rimarca Scocchia – e in generale è più caro ogni tipo di movimentazione».

I chicchi di caffè dalle diverse provenienze (Etiopia, Brasile e altri Paesi equatoriali) arrivano tutti a Trieste, dove la fase di tostatura avviene rigorosamente all’interno dell’azienda per avere il controllo totale sulla qualità, e dove viene realizzata tutta la produzione, a cominciare dai prodotti più iconici come il barattolino di alluminio da 250 grammi. E proprio al potenziamento della capacità produttiva del quartier generale sono destinati 120 milioni sui 270 complessivi di investimenti contenuti nel piano strategico aggiornato a dicembre 2023 con orizzonte al 2028. «Investiamo su quella che riteniamo la nostra casa, Trieste, anche per fasi di lavorazione che potrebbero essere svolte in Paesi con costi del lavoro contenuti. I lavori sono stati avviati da poche settimane e i risultati si vedranno anche sull’occupazione: intanto è iniziata la trasformazione dei contratti somministrati in tempi indeterminati», conclude l’ad.

 

 

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