Consorzio BIM Piave Belluno taglia le spese del trasporto a scuola

Il Consorzio Bim Piave Belluno – nato nel 1953 per favorire il progresso economico e sociale delle popolazioni dei Comuni stessi, con particolare riferimento alle problematiche del Fiume Piave – ha indirizzato fondi a sostegno di aree chiave, con investimenti concepiti con un obiettivo chiaro: sostenere i Comuni e le Unioni Montane, il loro territorio e tutti i cittadini.

E’ quanto si legge nel bilancio delle attività del 2023, “nell’ottica degli scopi di legge e degli scopi statutari dello sviluppo economico e sociale del territorio bellunese”. Nella annata trascorsa Consorzio BIM Piave-Belluno ha indirizzato investimenti significativi verso i pilastri fondamentali delle comunità locali del bellunese e provincia: l’istruzione, il territorio, la pubblica amministrazione, il lavoro e i cittadini.

 
Il trasporto a scuola

Un esempio – e una parte rilevante degli investimenti del 2023 – riguarda l’istruzione, con contributi diretti a sostegno degli studenti e delle istituzioni educative: in particolare, sono stati assegnati fondi per le Strutture per la Prima Infanzia operanti nel territorio dei Comuni consorziati e nelle Scuole Materne Paritarie del territorio.

A questi, si accompagna il cofinanziamento del progetto “Investi Scuola“: dopo uno stanziamento iniziale di 250mila euro (30mila euro in più rispetto agli anni precedenti), il consiglio direttivo ha deliberato l’erogazione di ulteriori 150mila euro, portando il finanziamento complessivo a 400mila euro, per contribuire a una parte cospicua dei costi della misura, ideata per calmierare i costi del trasporto pubblico di oltre 4mila famiglie bellunesi.

Una comunità energetica

Altra iniziativa  ha riguardato il progetto di costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) “Dolomiti”, coinvolgente 60 comuni distribuiti in 3 vallate della provincia di Belluno. Questo progetto innovativo, sviluppato grazie a un contributo di 60mila euro concesso dalla Fondazione Cariverona, permetterà di raccordare gli interessi del territorio al fine di creare una Comunità Energetica Rinnovabile integrata sul territorio della provincia di Belluno. Il tutto con l’obiettivo, in particolare, di attivare economie di scala nella realizzazione degli impianti, nell’avvio e nella gestione della CER stessa, nella comunicazione-informazione-formazione e nella predisposizione degli atti formali legati alle attività della Comunità, attraverso la creazione di una Cabina di Regia unica rappresentata proprio da Consorzio BIM Piave-Belluno.

Comuni e Protezione civile

Nel 2023, inoltre, il Consorzio ha redistribuito risorse nei comuni del territorio attraverso diverse iniziative, incluso il finanziamento per l’acquisto di autoveicoli e/o mezzi d’opera di proprietà comunale, come autovetture, autocarri e veicoli, la manutenzione straordinaria di mezzi comunali come automezzi e scuolabus, e tutte le attrezzature connesse. Inoltre, il Consorzio si è impegnato nel supporto tecnico per la redazione o l’aggiornamento dei Piani Comunali di Protezione Civile, così come nel prevedere attraverso un contributo economico la copertura parziale delle
spese per tali attività. Questi investimenti mirano a sostenere le amministrazioni locali nel migliorare le infrastrutture, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini.

Sempre lo scorso anno, Consorzio BIM Piave-Belluno ha fornito un contributo significativo sul piano delle Politiche per il lavoro e la formazione professionale. Tra le altre attività, l’assegnazione di contributi per il lavoro a sostegno delle attività di Comuni e Unioni Montane finalizzato al sostegno di iniziative volte ad aiutare persone che si trovano in stato di disoccupazione o mobilità, dando contemporaneamente la possibilità ai Comuni di eseguire direttamente piccole progettualità e lavori senza gravare eccessivamente sui propri bilanci. Nello specifico, sono stati assegnati contributi anche per l’organizzazione di corsi per Operatori Socio Sanitari, al fine di affrontare la carenza di personale qualificato in provincia di Belluno. Nel territorio, infatti, si registra la mancanza di 250 OSS che, sommati alla carenza di figure di accompagnamento per le persone più fragili o con disabilità, portano ad un totale di 400 risorse umane dedicate attualmente mancanti.

Sono anche stati stanziati fondi per la realizzazione di interventi a favore dei minori e delle loro famiglie residenti nel territorio dell’Ulss n.1 Dolomiti, supportando programmi di affidamento familiare, l’implementazione o il rafforzamento degli interventi educativi domiciliari e contribuendo al parziale abbattimento delle spese sostenute dai Comuni per l’inserimento in Comunità di minori in situazioni di pregiudizio “Tutti questi investimenti – si legge in una nota del Consorzio – dimostrano un impegno concreto nel promuovere lo sviluppo sostenibile e il benessere delle comunità locali, investendo nel futuro di tutti e in particolare di quello delle nuove generazioni, sempre nell’ottica degli scopi di legge e degli scopi statutari dello sviluppo economico e sociale del territorio bellunese.

 

 

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