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Young Veneto excellence: tre padovani nel mondo (e un messaggio per chi è rimasto)

Nel 2012, secondo i dati del Viminale, l’emigrazione dal Veneto ha riguardato 7.456 persone. Il 62% circa è andato in altri Paesi europei. Alla fine del 2012 i padovani residenti all’estero erano 38.773, ma è un numero approssimato per difetto: molti di più sono quelli che hanno scelto di cercare una strada professionale al di fuori dell’Italia, ma non sono stati censiti ufficialmente.
Sabato 9 novembre, al Pedrocchi, l’Associazione Padovani nel Mondo – nata nel 1968 per tenere vivo il legame tra il Paese di origine e chi emigra – premierà tre di loro. Due sono tornati, uno no, ma da dove si trova tende una mano a chi è rimasto.

SOGNANDO CALIFORNIA – Classe 1978, David Bolognesi racconta che «la nostra regione ha una lunga storia di emigrazione all’estero, ma io non avrei mai pensato di farne parte almeno fino al 2012». Non è stata una scelta consapevole, «direi piuttosto subita. Eppure col senno di poi, la mia esperienza in America, dove in meno di un anno sono passato da apparecchiare i tavoli ai piani a gestire un piano di investimenti da 1,6 miliardi di dollari, dimostra che emigrare oggi può e deve essere vista come una opportunità, sia per i giovani veneti sia per la regione che ne vede oggi la partenza e forse un domani il rientro con idee che possono arricchire la comunità di partenza».
Dopo le superiori al Liceo Classico "Marchesi", Davide si iscrive a Scienze Politiche e si laurea nel 2002. Nel 2004 uno stage a Washington DC, e al rientro nel 2006 il master in Commercio internazionale a Padova, facoltà di Economia, e un altro master in Studi storici a Cambridge. Nel 2007 in Italia vince una borsa di ricerca dell’università di Bologna, dove è ricercatore fino al 2010, quando inizia vari lavori nel settore finanziario e commerciale. «Poi a causa della crisi economica mi sono visto costretto a emigrare in America con moglie e due figli», dice.
Nell’aprile 2012 è in California. I primi lavori sono quello di cameriere, pizzaiolo e facchino, fino a quando non si apre un part-time con Google. Poi il concorso che lo seleziona per una delle due posizioni direzionali all’ufficio del Governatore della California – Affari internazionali e sviluppo economico, equivalente italiano del ministero dello Sviluppo per lo Stato americano. Dal 1 gennaio 2013 si occupa di relazioni con investori internazionali ed è il rappresentante della California a Washington per gli investimenti internazionali. Fra le altre cose, ha redatto il piano strategico per l’attrazione degli investimenti internazionali in California – «che se fosse indipendente sarebbe la nona potenza mondiale», spiega – e compilato e gestito la prima lista di investimenti statali per 1,6 miliardi di dollari.
«Ma tra i risultati dei quali sono più fiero grazie alla posizione privilegiata che occupo c’è il sostegno all’imprenditoria italiana e veneta che posso fornire da qui». Gli esempi non mancano: tra gli imprenditori che Davide sta aiutando a espandersi in California e internazionalizzare ci sono Alessandro Turatti della Turatti di Venezia; Aldo Cocchiglia della M31 e Amir Baldissera della Mentis, entrambi di Padova. E ancora aziende di Cuneo e Napoli.
Non finisce qui: «Insieme alla parlamentare italiana eletta in America Fucsia Nissoli ci stiamo interrogando su come mettere su una piattaforma per mettere in rete le conoscenze e idee della comunità di giovani italiani emigrati all’estero per lo sviluppo del Paese».

CHIARA E LA SCIENZA, NICOLA E LA MUSICA – In due sono rientrati dopo un’esperienza all’estero, che forse non resterà l’unica. Chiara Nardon, 27 anni, ha scoperto molto presto la sua passione per scienza: «Fin dall’inizio ho scelto il cancro come obiettivo: una patologia gravissima e diffusa, seconda causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolari. Su questo poi ho costruito il mio percorso: prima il liceo scientifico e poi la laurea in chimica. Volevo creare direttamente i farmaci, e questo puoi farlo solo se sei un chimico». Chiara è stata intervistata da Scientific American, prima di 30 giovani ricercatori che, a giudizio della rivista, rappresentano il futuro della chimica a livello mondiale. Si occupa di chimica inorganica: «Cerchiamo di sfruttare i metalli per combattere il cancro», racconta: oggi fa ricerca all’università di Padova.
Nicola Simoni, classe 1986, è di Piove di Sacco. Si è diplomato nel 2008 in pianoforte principale e in musica corale-direzione di coro al conservatorio di Adria. Nel 2008 ha debuttato all’estero come direttore, invitato dall’Accademia statale di musica di Minsk; sono seguite altre esperienze a Buenos Aires, e Seul. Oggi studia direzione d’orchestra all’accademia musicale Pescarese: «L’Italia non investe più in cultura», spiega senza chiudere le porte a una nuova partenza.

 

DAVID BOLOGNESI

DavidBolognesi

CHIARA NARDON

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NICOLA MAESTRO

Nicola maestro

  • Dario Ganz |

    Buongiorno, (orgoglioso di trovare una Ganz su Sole24Ore) sottolineo http://www.bellunoradici.net/ che si occupa di tenere i contatti con i giovani Bellunesi nel Mondo.
    Saluti dalle Dolomiti, Dario.

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