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Da emigrati a teste di ponte del “made in Veneto”: Nove chiama Brasile (e il Brasile è già arrivato)

Il Veneto ha circa 5 milioni di abitanti. Secondo i calcoli della Regione, i veneti di seconda, terza o quarta generazione che vivono nei luoghi dell’emigrazione – dalla Germania al Messico, dall'Argentina alla Svizzera – sono 5,5 milioni. Praticamente un altro Veneto, che a colpi di gemellaggi e missioni mantiene legami forti con la terra d’origine. E che può diventare l’arma in più nella ricerca di nuovi mercati. Nove – 5mila abitanti e 580 partite Iva in provincia di Vicenza, uno dei tassi di imprenditorialità più alti in regione – è il comune che per primo ha portato a casa un accordo di collaborazione economica con la città di Carlos Barbosa, nello stato del Rio Grande Do Sul, Brasile. Dal 30 marzo al 5 aprile una delegazione di 11 imprenditori brasiliani ha visitato 33 aziende vicentine. Il tutto facilitato dal fatto che tutti parlavano la stessa lingua: il Talian, una variante del dialetto locale detta anche Vêneto brasileiro.


 
«Non c’è nulla di nostalgico – spiega l’assessore alle Attività produttive Claudio Gheller – Il protocollo è nato quasi spontaneamente dal taglio estremamente pratico dei colloqui che si sono svolti. Di quale tipo di materiale o macchina hai bisogno? Su quale progetto possiamo collaborare?». A Nove bisogna riconoscere il tempismo: i primi contatti con la città brasiliana sono nati con il gemellaggio, fin dal 2007: «Ovvero quando qui non si parlava di crisi, e il termine Bric a indicare i Paesi sui quali scommettere nemmeno c’era», spiega Gheller.

Nove
Il legame si è stretto in modo «caparbio e concreto»: e i casi di aziende che collaborano con il Brasile ci sono già. Ad esempio, vengono da Marostica alcuni stampi per la Tramontina, colosso ormai centenario della produzione di coltelli fondato da Valentin Tramontina, figlio di emigrati friulani. «Ora che tutti guardano all’estero perché il mercato italiano è fermo, queste esperienze vanno fatte conoscere, valorizzate», sottolinea Gheller. E se possibile, imitate.

Metalmeccanica, imballaggi, costruzioni, alimentare, ceramica. Tutti i settori dell’economia vicentina sono stati presentati alla delegazione guidata da Fabiano Ferrari, presidente dell’Aci, Associazione commerciale e industriale (che rappresenta tutti le aziende, dalle piccole a quelle da migliaia di dipendenti) di Carlos Barbosa. L’accordo di collaborazione è stato firmato per la parte italiana da Confcommercio, Confartigianato, Confindustria e Apindustria oltre che dal sindaco di Nove Manuele Bozzetto. Ora i contatti proseguono; a settembre, alla fiera campionaria in programma in Brasile, le aziende venete troveranno stand gratuiti, appuntamenti già fissati e supporto organizzativo.

Foto di gruppo DSC02656
Allo studio c’è anche una possibile intesa sui dazi: «È chiaro che il Brasile protegge le proprie produzioni, ma il tipo di organizzazione federale consente di mettere a punto accordi specifici», spiegano a Nove. Tutte questioni pratiche, di cui si è discusso faccia a faccia: chi produce lampade, ad esempio – base in ceramica (produzione che qui nel Vicentino ha una delle sue capitali), impianto elettrico e cappello in tessuto – potrebbe beneficiare di una riduzione dal 70% al 15% della barriera doganale spedendo le tre componenti separate, con le viti a parte, piuttosto che già assemblate. Ancora, per i produttori di macchinari che in Brasile non sono disponibili ma sono funzionali allo sviluppo industriale, c’è la possibilità di un’esenzione.

(Nella foto, la visita gli imprenditori brasiliani di origine veneta in Regione con l'assessore veneto all'Export Marino Finozzi)

Il protocollo Nove–Carlos Barbosa, che ha una durata di cinque anni (tacitamente rinnovabili) prevede riunioni regolari, a rotazione nei due Paesi, scambi di visite e delegazioni, collaborazione su temi che vanno dal commercio alla ricerca, dalla formazione ai beni culturali. E le aziende – non solo quelle di questa provincia – o i comuni interessati a seguire la stessa strada contare sulla massina collaborazione: «Non c’è più spazio per campanilismi, se qualcuno vuole mettersi in contatto con noi siamo a disposizione con tutte le informazioni possibili».

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