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Masterchef ha riempito le aule di futuri, aspiranti chef. Che cosa sarebbe capace di fare un Mastercraft?

Masterchef ha riempito le aule di futuri, aspiranti chef. Che cosa sarebbe capace di fare un Mastercraft? L’idea gira su Twitter, la firma uno dei giovani artigiani di Udine. Una trasmissione che, invece di mostrare progressi e successi nel trifolare, rosolare e impiattare, mostrasse giovani impegnati a creare qualcosa. Nuovi artigiani: quelli che ormai si magnificano un po’ ovunque, ma l’impatto della televisione resta insuperabile.

A livello nazionale l’alberghiero è risultato l’indirizzo più scelto dai ragazzi dopo le superiori, secondo solo al liceo scientifico. All’Alberini di Treviso, ad esempio, quest’anno ci sono state 133 domande in più dello scorso anno; all’Alberghiera Ial di Aviano, Pordenone, la scuola ha avuto fra i suoi docenti Luca Manfrè, vincitore del Masterchef Usa, colui che ha portato il frico oltreoceano.

copertina_FareImpresa_maggio_2014
Ecco perché diventa facile pensare al possibile effetto di un “The Manifactor”, ad esempio: il logo del talent show musicale, reinterpretato, campeggia sull’ultima edizione di “Fare impresa”, periodico della Confartigianato di Vicenza (qui: http://www.fareimpresa.info/images/FareImpresa/fareimpresa_maggio_2014/).

«Le stampanti 3D stanno cambiando il lavoro di designer e progettisti, trovano spazio nella meccanica, nell’arredo e nella moda – si legge nell’editoriale – Questo vuol dire che il tradizionale “saper fare” è stato soppiantato? No: basti pensare all’atto della rifinitura, dove l’interventi umano non è surrogabile». Esistono aree in cui la manualità non potrà essere scavalcata o sostituita, insomma: “Piuttosto è l’artigiano tradizionale che può trovare validi supporti alla propria attività, anche solo per promuovere le proprie produzioni sul web”.

In realtà, sfide simili avvengono già; basterebbe seguirle, e farle conoscere da vicino anche nelle scuole.

palmaA Udine, quattro artigiani hanno ricostruito a grandezza naturale alcune delle macchine che 500 anni hanno contribuito all’imponente lavoro di edificazione della fortezza di Palmanova. Per raccontare lo straordinario lavoro fatto, un’impresa – anch’essa artigiana, ci mancherebbe – ha realizzato il video che si può trovare sul canale youtube di Confartigianato Udine, una delle associazioni più attive nel rilanciare arti e mestieri in una logica del tutto nuova.
Qui c’è il link http://www.youtube.com/watch?v=y6hbiXo6iLE

In Alto Adige, la Confartigianato ha lanciato mesi fa un concorso di idee sulla piattaforma online “Open innovation”, che mette a contatto le richieste delle aziende con la creatività di chi vuole mettersi alla prova. Si trattava di progettare un letto per bambini: di idee ne sono arrivate un’ottantina, quella vincente è stata scelta dalla falegnameria Complojer che ha realizzato un prototipo del letto trasformista (segue la crescita da bebè ad adolescente), lo ha portato nelle fiere e, visto il buon riscontro, lo ha messo in commercio.

culla
Curiosamente sempre in tema sonno, Cortina Turismo (con il patrocinio della facoltà di Design della libera università di Bolzano, della Fondazione architettura Belluno Dolomiti e con la partnership dell’azienda Dorelan) ha lanciato un concorso per unire design innovativo e tradizione artigiana. Otto designer internazionali hanno progettato altrettante culle trasformiste (capaci di diventare lettini, sedie, cavalli a dondolo o porta oggetti), e la realizzazione è stata affidata a nove artigiani (sette falegnami e due fabbri) cortinesi secondo le tecniche della tradizione. La vincitrice – modello Lulka, capace di diventare un appendiabiti – è stata firmata dalla giovane designer russa Anna Matosova, e tradotta in realtà dalla falegnameria Menardi di Cortina d’Ampezzo, con Lacedelli per le parti in tessuto. Le culle hanno sfilato al salone internazionale del mobile di Milano, e l’appuntamento è stato promosso a cadenza annuale, mentre le culle prodotte dagli artigiani sono visualizzabili e ordinabili online (http://dolomiti.org/cullami/).

culla2(nelle foto parata di vincitori)
La prossima sfida è già  stata lanciata: si chiama Ottopanche, e guarda ai creativi che vogliano cimentarsi nella progettazione di una “panchina da contemplazione”. Per partecipare c’è tempo fino al 2 luglio, il bando è sul sito (cortina.dolomiti.org). Gli otto progetti selezionati da una giuria internazionale passeranno alla seconda fase; a ogni progettista sarà affiancato un artigiano ampezzano che dovrà realizzare il prototipo in scala 1:1 usando materiali del territorio e ricorrendo alle tecniche tradizionali, tramandate di generazione in generazione. La presentazione ufficiale delle panchine sarà a dicembre, durante il Cortina fashion WeekEnd.