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Addio Cicerone, l’arte della retorica si impara sul web (e ti dà il voto)

L’oratore perfetto? È quello che sa tenere alta l’attenzione, sa usare i gesti e le espressioni, dosa informazioni tecniche e termini specifici senza appesantire il discorso, e controlla anche la velocità: non troppe parole alla rinfusa per non risultare incomprensibile, non troppo lento per evitare di annoiare.
Il Cimba – consorzio di 36 università americane con sede a Paderno del Grappa (Treviso), presente in Italia dal 1992 – ha messo a punto uno strumento che, via web, permette di sapere l’effetto che si fa e ottenere una visione oggettiva di sé, su cui costruire un percorso di miglioramento.

Si chiama Aboutmyspeech.com e nasce per accrescere le competenze nel public speaking: in questo modo è possibile ricevere un feedback dal proprio pubblico online. Rilasciato a marzo 2014, a oggi aboutmyspeech.com è utilizzato in 42 Paesi in tutto il mondo, per la maggior parte in India, Italia e Stati Uniti. Il sito ha avuto 16mila page views, da 4mila utenti unici, per un totale di circa 7mila sessioni utilizzate.
“Secondo il “Journal of applied Psychology” – spiega Christopher Ancona, product development director di Cimba che ha realizzato il progetto con Greg Roach – la causa di performance inferiori alle proprie possibilità sta nella scarsa autoconsapevolezza (capacità di riconoscere i propri punti di forza e le aree di debolezza) e nel non sapere come gli altri realmente ci percepiscono. Aboutmyspeech.com nasce per ricevere un feedback direttamente da chi ha assistito ad un nostro discorso, sia in sala che in video, per avere una fotografia precisa della nostra performance.”

Il sistema, basato su web e utilizzabile da qualsiasi dispositivo connesso a internet (pc, tablet, smartphone), permette agli uditori di dire quanto ritengono efficace il discorso, e agli oratori di chiedere un riscontro sulle proprie capacità esaminando tutti gli aspetti che si desidera valutare e migliorare, ad esempio la velocità del parlato, la gestualità, il contatto visivo, l’espressione facciale. Si riceve poi un report che riassume i risultati delle votazioni online, e permette di fare il punto sulle proprie capacità nel public speaking, monitorando i miglioramenti nel tempo.

About
Per utilizzare aboutmyspeech.com ci si registra gratuitamente al sito, e si ottiene un codice per ogni performance che si intende monitorare (il primo sarà gratis, per fare un test, poi ogni codice costerà 1,99 dollari, pari a circa 1,50 euro. I codici si acquistano con Google wallet, Amazon o Paypal).
Viene così rilasciato un numero unico per ciascuna sessione, che viene comunicato all’audience (fino a 100 utenti nel pubblico) attraverso un link o un QR code.
L’oratore costruisce lo schema di valutazione scegliendo gli aspetti che desidera osservare, anche componendo una lista personalizzata.

La valutazione viene fatta con il sistema che gli americani chiamano “Riccioli d’oro” (come la bambina della favola inglese): non si dà una votazione numerica, ma una valutazione qualitativa, ad esempio scegliendo dove si colloca l’azione in una scala che va da “troppo lento” a “troppo veloce”. Il sistema permette inoltre a tutti gli uditori di lasciare una breve nota, scrivendo cosa è piaciuto di più nel discorso e dove l’oratore può migliorare ancora. Viene elaborato infine un report complessivo delle diverse valutazioni, che restano sempre anonime, fornendo così il feedback per quella performance, la quale si mantiene in uno storico che permette di monitorare i miglioramenti nel tempo.

In questo modo, spiegano gli ideatori, si comprende come si viene percepiti, ciò che va bene e gli aspetti del proprio “public speaking”che è possibile migliorare. È capitato, ad esempio, che fra i primi a testare il sistema ci sia stato un manager preoccupato di non dare abbastanza contenuti tecnici nelle sue presentazioni; in realtà il feedback ricevuto da aboutmyspeech gli ha fatto sapere che per il suo pubblico le informazioni tecniche erano considerate persino eccessive, mentre il problema maggiore riscontrato era la velocità con cui parlava. Per migliorare, insomma, non servivano affatto più contenuti, bastava parlare più lentamente per permettere agli altri di seguire meglio il suo discorso.

Il link con la demo per capire meglio come funziona è qui:

http://aboutmyspeech.com/speech/673810/v/1