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Ambulatorio con vista sul rosmarino: l’orto-mania entra nello studio medico (ha già tappezzato quartieri, scuole, birrerie e startup)

Secondo la Coldiretti in Italia gli appezzamenti dedicati alla coltivazione di piante o al giardinaggio ricreativo sono triplicati (a quota 3,3 milioni di metri quadrati) rispetto ai dati del 2011: una risposta alla crescente domanda di spazio verde anche nelle città e, complice la crisi, per un italiano su quattro la possibilità di una coltivazione “fai da te” per uso domestico.
E se cresce la sensibilità dei privati, le amministrazioni pubbliche sempre più spesso tramite bandi mettono a disposizione terreni per il coinvolgimento degli anziani, i diversamente abili o semplici appassionati.

 

essenze del dottore
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L’ultima frontiera è a Selvazzano, Padova, dove un centro medico – l’Hippocrates – ha cambiato sede. La novità è “l’orto del dottore”, un giardino delle essenze messo a disposizione dei pazienti grazie a una tripla collaborazione con l’amministrazione comunale, gli amici florovivaisti e la vicina farmacia, tutti sensibili al progetto. «Abbiamo pensato di tradurre il nostro lavoro, ovvero quello di “coltivare la salute” – dicono i responsabili dello studio, Claudio Casotto e Peter Liebschner – Seminando un mini campo di erbe officinali – continuano – faremo adottare timo, rosmarino, valeriana magari ai bambini che in seguito potranno seguire la crescita delle piante fino alla raccolta per creare insieme a noi un primo laboratorio dell’olfatto».

</span></figure></a> L’orto in ambulatorio
L’orto in ambulatorio

Il poliambulatorio è in Via Scapacchiò; all’inaugurazione, una squadra di venti medici: «E’ un piccolo segnale che vogliamo dare alla comunità perché la vita frenetica, i sapori standardizzati, i gusti omologati non compromettano tutti i sensi. Non crediamo che dopo una laurea in medicina ci si possa convertire completamente ai rimedi della nonna – spiegano i due – ma riconoscere gli insegnamenti della tradizione tramandata ai fini di migliorare lo stato fisico è un’offerta che possiamo direttamente cogliere dalla natura. Noi ci mettiamo solo le palette e l’annaffiatoio».

Birra e orto, Orto in condotta

Sul sito di birranaturale  c’è la guida per «i 18 milioni di italiani che coltivano il proprio orto in cortile o sul terrazzo di casa»: AssoBirra ha recensito le cucine e gli orti dei migliori locali italiani con un’offerta di verdure autoprodotte, dove, in più, si può bere una buona birra. Nella guida, oltre a 20 tra ristoranti, osterie e trattorie che cucinano con verdure autoprodotte, c’è anche un vademecum degli abbinamenti tra birra e prodotti dell’orto. E l’inedita mappatura di un fenomeno – l’incontro tra ristorazione e agricoltura di prossimità – che «arriva dall’estero e sta diventando sempre più di tendenza anche nel panorama enogastronomico italiano».
Anche nelle scuole il rastrello va di moda: l’Orto in Condotta è un progetto avviato nel 2004, strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole. Insieme agli studenti, sono protagonisti insegnanti, genitori, nonni e produttori locali per la trasmissione alle giovani generazioni dei saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente. Tutti questi soggetti hanno la possibilità di fare rete tra di loro e di scambiarsi idee e esperienze anche a distanza grazie alla piattaforma virtuale Grow the Planet, un social network dell’orto, startup incubata a H-Farm che fra app e community aiuta chiunque a creare un orto in giardino, sul terrazzo, sul balcone o perfino sul tetto.
Una passione che diventa quasi una terapia. Le coltivazioni degli orti urbani – sottolinea Coldiretti – non hanno scopo di lucro, i lotti sono assegnati in comodato ai cittadini richiedenti e forniscono prodotti destinati al consumo familiare e, oltre a rappresentare un aiuto per le famiglie in difficoltà e ad avere anche un valore didattico, concorrono a preservare spesso angoli verdi tra le superfici edificate per lo più incolti e destinati all’abbandono e al degrado. Per aiutare i tanti neofiti è nata una rete di personal trainer dell’orto grazie alla fondazione Campagna Amica promossa dalla Coldiretti: aziende vivaistiche offrono consigli pratici e danno indicazioni ai gestori degli orti aderenti alla rete su dove rifornirsi di mezzi tecnici di produzione

Un bando a Vicenza

Sono 70 gli orti urbani che il Comune assegnerà in via Beroaldi attraverso un bando pubblicato sul sito www.comune.vicenza.it (Pubblicazioni on line – Gare per servizi). Estesi circa 50 metri quadrati ognuno, gli appezzamenti sono destinati a quattro categorie, per ciascuna delle quali verrà formata una graduatoria: ad anziani (42 orti), a famiglie (20 orti), ad associazioni (6 orti) e a cittadini in genere (2 orti “di prossimità”).
Il regolamento con le Linee guida per la concessione e l’uso degli orti urbani è stato approvato dalla giunta comunale un anno fa.
Per concorrere per la categoria “orti per anziani” serve essere residenti nel Comune, aver compiuto 65 anni o essere già in pensione, non possedere altri appezzamenti di terreno coltivabile in territorio comunale di almeno 50 metri quadrati, non essere imprenditore agricolo ed essere in grado di coltivare personalmente l’orto. È possibile presentare anche domande congiunte tra anziani o insieme a una famiglia. Per gli “orti per famiglie” valgono gli stessi requisiti, eccetto quello dell’età.
La concessione durerà due anni ed è rinnovabile di un ulteriore anno.