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L’imprenditore che ha messo una stampante 3D nella sua ex scuola: ne sono usciti – fra l’altro – una protesi per suonare la batteria e un wc da zaino

Non c’era modo di far stare nel titolo la creatività che è letteralmente esplosa nel contest che ha coinvolto gli studenti del 3° anno del Centro di formazione professionale e del 4° e 5° anno dell’Istituto tecnico  Bearzi di Udine. Avete presente l’odiosa scheggia di sapone rinsecchito che vegeta sul lavandino quando sta per finire? L’allievo John Tion ha studiato la soluzione: un supporto da mettere a parete o sul lavabo, al quale appendere un sapone di forma sferica con all’interno una spugna. Per lavarsi le mani basta strofinarle sul sapone, che si esaurisce senza traumi (e alla fine ci guadagni la spugna).

</span></figure></a> Le premiazioni
Le premiazioni

L’idea è piaciuta alla giuria ed è arrivata seconda. Sul podio, invece, è arrivato il progetto firmato da Raffaele Maiero e Andrea Nadalet, classe 1996: hanno saputo osservare e comprendere le difficoltà di una persona con una disabilità fisica nel seguire una passione – suonare la batteria, ad esempio – ma anche svolgere altre attività come cucinare. La loro protesi stampata in 3D, quindi personalizzata sull’arto al quale deve adattarsi, è stata valutata con il premio da mille euro e la possibilità di fare uno stage a Idea Prototipi, l’azienda di di Basiliano (Udine), che opera nel campo delle tecnologie innovative per la lavorazione dei materiali, e svolge un’intensa attività di ricerca e sviluppo nell’AREA Science Park di Trieste. Lo scorso novembre l’azienda ha donato una stampante 3D professionale (vale 20mila euro solo il macchinario, ma è stato messo a disposizione anche il materiale di consumo) alla scuola con l’intento di promuovere e diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie di modellazione e stampa 3D, e favorire la formazione di nuovi profili professionali oggi carenti in questo settore.

«Siamo una realtà di 12 persone, ma ci sarebbe lavoro per trenta: non si trovano – spiega il titolare Massimo Agostini – Credo fermamente nel dovere sociale delle imprese, che possono mettere a disposizione delle scuole gli strumenti per formare davvero i ragazzi e la loro capacità di costruire il futuro». Il Bearzi, poi, è stata la (prima) scuola frequentata dallo stesso Agostini : «Sapevo che qui il rapporto umano va di pari passo con l’istruzione. I risultati mi hanno sorpreso: il progetto vincente riassume perfettamente le potenzialità della stampa 3D di creare pezzi sofisticati e del tutto personalizzati come una protesi, rendendo il suo costo accessibile a tutti».

E mentre i due vincitori sono attesi per lo stage, le altre idee in concorso non mancano di attirare l’attenzione: quattro ragazzi – Filippo Calligaris, Stefano Candido, Gianfranco De Toni e Luca Mansutti – hanno messo a punto Supernova, un riscaldatore istantaneo dell’acqua fredda che evita gli sprechi, terzo classificato. Ma c’è anche la cover multimediale per ricaricare il cellulare, la porta antipanico che funziona senza elettricità e il wc portatile: assemblabile leggero, si tira fuori dallo zaino e si monta – tre zampe e un foro al centro – al bisogno. Geniale.