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Il gioco? È una cosa seria. Da Treviso un premio per le migliori tesi di laurea

Solo un luogo comune, quello che relega il gioco fra le cose non serie, dimenticando il ruolo che il passatempo, la festa, lo sport, il tempo libero hanno sempre e dovunque nella vita delle società.
Anche quest’anno la Fondazione Benetton Studi Ricerche premia le migliori tesi dedicate al tema del gioco e dei giochi, attraverso i tempi, fino agli sport contemporanei.

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Il concorso triennale a nove borse di studio riguarda tesi di laurea magistrale, di dottorato di ricerca e di scuola di specializzazione, discusse nelle università italiane negli anni accademici dal 2011-2012 al 2013-2014.
Nel vasto campo della storia del gioco, i temi dei lavori proposti possono comprendere anche gli sport e i giochi fisici, le norme che li regolano e i principi cui si ispirano, la loro importanza nella vita sociale, l’atteggiamento verso di essi della sensibilità collettiva, della cultura, delle autorità civili e religiose, senza escludere altre espressioni del sistema ludico nel suo complesso.

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Per l’edizione 2015 le tesi dovranno essere spedite entro giovedì 30 luglio, e pervenire, in formato cartaceo e in formato elettronico, con consegna a mano o per raccomandata, alla sede della Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7-9, 31100 Treviso, insieme agli altri documenti previsti dal regolamento (bando allegato e pubblicato sul sito).
Saranno assegnate fino a tre e borse di studio, ciascuna dell’ammontare di 2.500 euro. Istituite nel 1987, con l’intento di premiare e sostenere l’impegno di giovani studiosi per lavori di qualità, le borse di studio sono intitolate dal 2001 a Gaetano Cozzi, l’illustre storico scomparso che ne è stato l’animatore e che fino al 2000 ha presieduto la commissione giudicatrice delle tesi, oggi composta dai professori Gherardo Ortalli (presidente), Piero Del Negro, Alessandra Rizzi e Bernd Roeck. Nelle venticinque edizioni sin qui svolte, sono state premiate ad oggi 66 tesi, rispetto a un totale di 575 presentate, provenienti complessivamente da 53 diverse università italiane.

La precedente edizione del bando (2014) ha assegnato tre riconoscimenti a lavori differenti tra loro per tematiche e metodologie d’indagine, che analizzano epoche storiche diverse, dall’antichità romana al medioevo, dall’età moderna alla contemporaneità. Gherardo Ortalli, presidente della commissione giudicatrice e direttore della rivista Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco (pubblicata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche dal 1995), spiega che «inserire la storia del gioco fra i settori di cui occuparsi ha significato reagire a un vecchio luogo comune: quello che relega le espressioni ludiche fra le cose non serie, dimenticando il ruolo che il passatempo, la festa, lo sport, il tempo libero hanno sempre e dovunque nella vita delle società. Recuperare agli studi di qualità l’importanza (la serietà) del gioco nel quadro della vita sociale, appare di speciale rilievo, tenendo conto del ruolo crescente che oggi si riconosce alla ludicità nelle sue molteplici espressioni: dal generico tempo libero ai più complessi svaghi, dalle pratiche sportive alla festa, al gioco d’azzardo, allo spettacolo e altro ancora».

Per informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, pubblicazioni@fbsr.it, www.fbsr.it