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Treviso, ecco l’integrativo del commercio che mette pace fra domeniche lavorate e affari

Una trattativa di oltre sette mesi fino alla sigla finale, con l’assistenza tecnica e sindacale di Confcommercio della provincia di Treviso: è il nuovo il contratto integrativo aziendale di Sme Spa, gruppo di proprietà familiare che fra Veneto e Friuli Venezia Giulia dagli anni Sessanta vende casalinghi, arredi ed elettrodomestici.

L’accordo parte da Susegana, il primo storico negozio (140 lavoratori), ma prevedibilmente si allargherà al migliaio di dipendenti complessivi; la firma è quella della maggioranza delle RSU (Fisascat Cisl) e della Fisascat Cisl Belluno – Treviso.

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“I lavoratori di Sme Spa possono contare su un integrativo aziendale che introduce una serie di condizioni di maggior favore per i dipendenti, dà certezze sulla corretta applicazione dell’orario di lavoro, calmiera il numero di domeniche e festività lavorate, introduce un sistema di premialità legate all’efficienza e alla produttività aziendali, dà inoltre una prima applicazione di welfare aziendale”, spiega Edoardo Dorella, segretario generale Fisascat Cisl provinciale (mentre Filcams Cgil Treviso non ha sottoscritto).

In particolare – e proprio mentre in tutto il Nordest è sempre più teso il clima fra le insegne della grande distribuzione che aprono anche a Natale e Capodanno e i dipendenti (qui una delle pagine dedicate, e la campagna lanciata in Alto Adige) – i lavoratori di Sme potranno contare su un numero definito di domeniche (limitato alle otto del periodo natalizio) in cui verrà richiesta la loro presenza, che sarà pagata anche con un premio per raggiungere una maggiorazione effettiva quasi pari al 100% del costo orario ( mentre il contratto collettivo nazionale prevede il 30%).

Facendo due conti si tratta di circa 600 euro all’anno (più 250 di premio presenza): per il sindacato “il giusto equilibrio fra le esigenze di business e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, in un settore prevalentemente femminile”.

L’azienda potrà ottenere flessibilità sui part time pagando con una quota aggiuntiva (più alta di quella prevista dal ccnl) le clausole con cui il lavoratore si impegna all’accettazione delle modifiche di orario. In questo campo Treviso è all’avanguardia, anche grazie a questo accordo siglato a inizio dicembre che cuce l’orario di lavoro come un vestito su misura. Soprattutto, nel caso Sme, sarà premiata la produttività, con un meccanismo che prevede la valorizzazione del criterio della presenza, con un sistema di salario variabile che vale circa 250 euro di premio annuo netti. Il valore del premio, infatti, sarà pieno per il lavoratore in quanto erogato, con modalità innovativa, come welfare aziendale e quindi non soggetto a decurtazioni per tassazione.

Sme si è impegnata, inoltre, ad ampliare le percentuali di accoglimento delle domande di lavoratrici e lavoratori che chiedono il part time post maternità e di ampliarne fino ai 4 anni di vita del bambino (rispetto ai 3 previsti dal ccnl), il periodo massimo concedibile. Le parti hanno infine raggiunto una scrittura di certezza in ordine all’orario di apertura al pubblico di un punto vendita di grande dimensione ma di tipo tradizionale nella gestione del servizio al cliente, da cui deriva l’impostazione del lavoro dei dipendenti con le 40 ore settimanali.

“Abbiamo introdotto un nuovo sistema di relazioni sindacali e strumenti concreti per darne realizzazione”, spiega Dorella. Fra questi c’è la Commissione Contratto, alla quale spetterà l’esame delle problematiche sindacali aziendali su temi come le aperture domenicali, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, la formazione e riqualificazione secondo un modello partecipativo.