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Idee in circolo, impegno e orgoglio (amorfi a chi?) – Gli studenti rilanciano i giornali (di carta!)

E se invece di limitarsi a leggere quegli articoli veloci sotto forma di elenco – le 20 cose da sapere – che alla fine rischiano di annullare il pensiero creativo e ci portano a generalizzare – riprendessimo in mano un libro? Magari a cominciare da quel libro iniziato e mai finito, lì sul comodino.

Sembrano le parole della prof del liceo, invece l’appello alla lettura – e a rendere il mondo un po’ migliore – viene da uno degli articoli del Mancino (firmato da Mariavittoria Sartori), il giornale studentesco del Veneto che ritorna nelle scuole il 29 febbraio.

Un giornale di carta, mica un blog o una pagina Facebook (c’è anche quella, eccola): “Abbiamo deciso di rilanciare un giornale cartaceo, quindi più vicino al modello “classico” dopo una lunga e dibattuta riflessione sull’importanza dell’informazione tra gli studenti, l’analisi dei fatti di attualità nelle scuole e il piacere di toccare con mano un giornale che si sta sempre più perdendo. Non siamo assolutamente contro la tecnologia, anzi, ma crediamo che ormai il mondo del web sia sufficientemente ricoperto di blog e pagine Facebook. Mentre i giornali cartacei scarseggiano”, spiegaDenis Donadel, bellunese “smanettone”.

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Sul giornalino scrivono praticamente solo ragazzi delle scuole superiori, salvo qualche raro universitario. Il Mancino è autogestito e autofinanziato con il supporto della Rete degli Studenti Medi del Veneto. Con un fine e un ruolo ben preciso: “Vogliamo far passare il messaggio che la lettura dei giornali cartacei non è solo per adulti, che anche gli studenti hanno delle idee e molte volte a scuola non ci danno spazio per coltivarle. Spesso le esprimiamo con due parole su uno stato di Facebook, ma c’è chi invece vuole impegnarsi scrivendo qualcosa in più come un articolo di giornale”, spiega Denis, che di suo legge spesso Internazionale, Left “e i quotidiani della mia città. Online invece attraverso Twitter raggiungo molti articoli su tantissimi giornali online, dal Corriere della Sera a Il Sole 24 Ore, che molto spesso offrono approfondimenti ben fatti su molto temi”.

</span></figure></a> Non solo per studenti
Non solo per studenti

Un giornale aperto: “Il Mancino nasce per gli studenti, per invitarli da un lato a tornare alla carta e cercare di far passare degli spunti di riflessione e dall’altro a scrivere articoli, cosa che per noi giovani della generazione post-tweet non è così scontata. Eppure riscontriamo interesse anche da genitori e adulti che apprezzano e valorizzano il nostro lavoro. Quando lo portiamo ai cortei dei lavoratori, ad esempio, il giornale va a ruba”.

Nel numero in uscita si parla della Buona scuola, ma anche del dialetto veneto che scompare, per cercare di capire “con voi è se questo fenomeno è dovuto a una semplice componente biologica, o se stiamo sottovalutando, e quindi trascurando il grande patrimonio culturale che caratterizza ogni regione e la rende diversa da ogni altra. Ora, sebbene ognuno di noi sia unico e speciale, il giovane d’oggi è uno studente generalmente ben istruito, che sfoggia con disinvoltura un Italiano che ai tempi dei miei genitori (parliamo degli anni ’70-’80) si tentava di parlare solo a scuola, faticando nel scrivere temi privi di quell’impronta indistinguibile del dialetto trevigiano. Stiamo assistendo alla decadenza della prima lingua dei nostri nonni?”, scrive Veronica Moratto.

E non è solo, il Mancino.

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Si chiama “La Voce” il periodico indipendente degli studenti del liceo Galilei di Trento. L’ultimo numero è uscito a dicembre, e “la decisione di rilanciare il giornale su carta è stata dettata dal fallimento del tentativo di averlo come blog – racconta il direttore Francesco Biasioni – . A partire dall’inizio del 2012 la versione cartacea era stata sostituita in toto da un blog, ma questo non ha mai funzionato un po’ per la qualità degli articoli e un po’ per la loro frequenza (al tempo la redazione era composta da veramente poche persone). La redazione, visti i pochi accessi al sito, ha perso entusiasmo ed è andata sfaldandosi, tanto che nel 2014, quando è stato deciso di ricreare il giornalino c’era solamente una persona che aveva fatto parte anche della precedente redazione. Un giornalino cartaceo può avere più diffusione di un sito”.

La Voce è per scelta completamente indipendente: “Nonostante ci sia stato offerto aiuto (sia economico che pratico nell’ideazione/correzione degli articoli) da parte della scuola lo abbiamo sempre rifiutato: la nostra volontà e quella di essere una voce libera e per questo non vogliamo trovarci in una posizione di subalternità, con conseguenti rischi per quanto riguarda la linea editoriale, nei confronti della Dirigenza della scuola”.

galilei2Il messaggio fondamentale che vuole passare è un messaggio di responsabilità: “Responsabilità nel cercare di comprendere la realtà non dividendola in un banale dualismo bianco-nero e responsabilità nel rendersi conto che si è padroni della propria vita e che la società è formata da individui come noi e che quindi si è responsabili di come è (o non è) il mondo e di come si è (o non è) a livello personale. Gran parte degli articoli raccontano esperienze personali o sono riflessioni. La scelta di lasciare quasi completamente in secondo piano la mera cronaca è dovuta, oltre al fatto che chiunque può informarsi con internet o con i quotidiani in maniera molto più completa e rapida di quanto non farebbe leggendo il nostro giornalino (che chiaramente non può neanche avere una frequenza in grado di tenere il passo degli avvenimenti), al tentativo di fornire a chi legge chiavi interpretative della realtà che altrimenti non verrebbero forse neanche ponderate. Anche la possibilità di raccontare la scuola e il nostro istituto gioca la sua parte”.

I ragazzi del liceo e della redazione leggano L’Adige per la cronaca locale e usano i telegiornali per informarsi su quella nazionale: “Credo qualcuno legga Internazionale. L’unica persona di cui so con certezza cosa legge sono io: leggo Trentino per la cronaca locale e normalmente Ansa o La Stampa per quella nazionale (oltre agli articoli che mi interessano di Nextquotidiano, Il Sole 24 Ore e qualche volta Il Manifesto e L’Unità). Spesso leggo anche articoli de L’Espresso e Internazionale”, aggiunge il direttore (lettore decisamente più esperto della media). “L’obiettivo primario del giornalino è raggiungere studenti e insegnanti della nostra scuola, quando lo distribuiamo anche al di fuori è normalmente per testimoniare l’erroneità del luogo comune che vuole i giovani come amorfi. Se la volontà è quella di comunicare qualcosa con l’esterno preferiamo affidarci a lettere ai giornali”, conclude.

Ci sono altri giovani giornali da segnalare? (speriamo di sì)