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Da Belluno a New York: ora il blog di Clio è una piccola impresa (e assume)

«Quando rivedo le vecchie foto è sempre un colpo al cuore». È capitato a tutte di voler nascondere le vecchie immagini; sapere che succede anche a Clio Zammatteo – 33 anni, bellunese da nove anni a New York,  guru del trucco con 2 milioni e passa di fan su Facebook e un blog con 12 milioni di pagine viste al mese – le attenuanti per chi medita di bruciare i reperti in cui non ci si riconosce più aumentano.

Pochi conoscono il suo cognome: per tutti lei è Clio MakeUp, conosciuta prima su Youtube, poi in Tv e nei mille altri canali che padroneggia a colpi di palette e mascara. Il primo canale è stato aperto nel 2008: oggi la sua è una piccola impresa, con nove dipendenti fissi, che «presidia l’ambiente digitale nelle sue diverse dimensioni. Segue il mantra del rispetto della rete e delle esigenze dei suoi abitanti con cui parla attraverso un linguaggio semplice, accessibile, democratico, spontaneo», come si legge nella sua presentazione.

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«Ho fatto il liceo Artistico e poi l’Istituto di Design. Non ero una di quelle che vanno matte per lo studio, pensavo avrei finito per seguire il business di famiglia e che avrei avuto la mia gelateria in Germania, prima o poi».

foto-workE invece, «anche grazie a mio marito e al suo supporto, ho capito che volevo continuare a formarmi, ma in un altro campo». Oggi Clio trucca per prestigiose case come DKNY, Custo Barcelona, Lacoste; a Milano per Byblos, Kristina Ti e Aigner. Il blog ha preso il via quando era al  secondo anno della scuola di make up: «Era quasi un diario, raccontavo la mia vita, i prodotti che compravo e quello che imparavo a scuola. Un hobby che non avevo idea sarebbe diventato un lavoro».

Sei anni fa la cosa ha iniziato a farsi seria, due anni fa è diventata «ancora più seria: è il momento in cui mio marito ha deciso di lasciare il suo lavoro per aiutarmi, e abbiamo iniziato ad assumere del personale. Non sono più la ragazza che gira il video nella sua cameretta: quando vedevo che un video andava bene uscivo con le amiche  a festeggiare.  Ora il web è talmente veloce che  richiede contenuti e idee sempre nuovi per non cadere nel dimenticatoio».

Un lavoro – è il messaggio a chi pensa di seguire le sue tappe – che non prevede «domeniche libere, pause pranzo o vacanze: per questo l’impegno è al primo posto, ed è qualcosa possibile solo se ami quello che fai». E’ una parola che ripete spesso, Clio.

«Impegno, sì: nel mio settore ci sono attrici e professioniste bravissime che potrei prendere a modello, ma la persona che mi viene in mente più spesso è mia mamma, 12-13 ore al giorno in gelateria senza mai lamentarsi, dal lunedì alla domenica e poi daccapo».

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Sui canali di Clio si parla di moda, dei prodotti appena usciti e del trucco sbagliato dell’ultima star passata per un red carpet, ma anche di razzismo, parità di genere (qui i consigli), del riciclo creativo dei prodotti che hai comprato, ma non userai mai  e invecchieranno in un cassetto.  Ci sono i consigli per il trucco della sposa e quello del giorno della laurea, le regole per gestire la capigliatura con pioggia e vento, ma anche riflessioni sul ruolo e l’immagine di molte modelle o ragazze che, più si avvicinano al successo, più dimagriscono: «Non importa che taglia sei, quanto sei alta o quanto misura il tuo girovita: l’importante è essere sane e belle perché in salute. Tutto il resto non conta, o almeno non dovrebbe».

Ironica e sicura, Clio, anche quando è con la fascia  di spugna  in testa e il viso acqua e sapone (anche maschera verde ramarro,  al bisogno): se c’è da ricordare la passione per la righina azzurra sulle palpebre degli inizi e delle altre – così le chiama – castronerie – inserisce la modalità «“auto-sbeffeggiamento mode ON” e mostra “come è cambiato il mio modo di truccarmi negli ultimi 8-9 anni, come sono cambiata io e i miei gusti e quali  quelle che allora credevo essere grandi verità sul mondo del make-up e che, adesso, mi fanno accapponare la pelle!».

clio2A New Your vive con il marito (sono sposati da otto anni, insieme da 10) e quattro gatti: Toti, Mimi, Oscar e Potter. «Mi piace essere una guida per le ragazze più giovani, mi piace far capire che non sempre il prodotto costoso è il migliore , anzi: eppure ancora accade che chi non può spendere cifre folli venga preso in giro, lo vedo nei commenti, ed è un lato del web che bisogna conoscere.  E ho appoggiato con piacere il video che mi hanno inviato alcune studentesse di Padova (Nicoletta e alcune compagne della scuola di Psicologia): il segreto è accettarsi. Io ne sono la prova: mai stata il modello della stangona irraggiungibile, le cose hanno iniziato a girare quando io per prima ho iniziato a volermi bene.  Ho creato la mia famiglia, faccio il lavoro che amo, tutte possono fare come me, Ricordando sempre che la prima approvazione la ricevi da te stessa, ed è la più importante».