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L’azienda che riparte dedicata al coraggio delle donne: i quattro passi per un workers buy out che funziona (ci compriamo l’azienda)

Il nastro tricolore lo taglia Mattia, 4 anni. Nella carrozzina c’è Gioele, 18 giorni. Bambini e neonati nella fabbrica che riprende a produrre, dopo il fallimento. Ventidue soci, ex dipendenti, ci hanno messo la loro indennità di mobilità: hanno dai 30 ai 58 anni, quattro di loro sono donne. Proprio a due donne, Paola e Chiara, il presidente della nuova Cooperativa Berti ha dedicato la giornata che ha segnato un nuovo inizio: donne che – coraggio su coraggio – hanno lottato per il proprio posto di lavoro, e insieme per la propria salute.

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“Un figlio è una spinta potente – spiega Elisabetta, da 12 anni alla Berti –  e anche il sostegno del mio compagno è stato fondamentale. L’azienda chiudeva nonostante avesse commesse, lavoro: fuori di qui, pochissime possibilità di trovare qualcosa. A me mancava il coraggio di entrare come socia, di assumermi il rischio d’impresa, ma ho trovato tanto appoggio in chi mi è vicino. E’ la prima volta che porto mio figlio qui: siamo stati a fare un vaccino e poi gli ho detto: vieni a vedere la fabbrica dove lavora la mamma, adesso che è anche sua“.

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Quella della Berti – che a Tessera, Venezia, produce vetrocamere e infissi – è la quinta operazione di workers buy out in Veneto, supportata da Regione e Legacoop, in collaborazione con Filctem Cgil. Solo fino a un anno fa alla Berti lavoravano in 46; dal 1. maggio 2015 non venivano versati gli stipendi, dall’11 agosto è scattata la cassa integrazione. E proprio in una assolata giornata di agosto, ricorda l’assessore al Lavoro Elena Donazzan, «questi lavoratori sono venuti a spiegarci che c’era, nonostante i problemi, una speranza, e ci hanno convinti a sostenere il loro progetto».

Anche nelle altre aziende rilanciate dai lavoratori dopo un fallimento ci sono neo imprenditrici: una su otto alla Sportarredo (macchinari e servizi per il wellness) sempre a Venezia, tre su 25 alla tipografia Zanardi di Padova, una su quattro alla Kuni (arredi in legno) di Rovigo. In azienda, ad applaudire il riavvio, c’erano anche madri e padri dei lavoratori più giovani, mogli e mariti: quasi una festa di famiglia, dopo aver passato mesi senza stipendio con il rischio concreto di perdere il lavoro.

Far rinascere in cooperativa aziende in crisi è possibile (qui il vademecum): una guida di Legacoop e Camera di Commercio Venezia e Rovigo spiega i quattro passi per realizzare, con successo, un workers buy out, termine che significa quella manovra per cui i lavoratori di una impresa, perlopiù di fronte a una crisi irreversibile, si costituiscono in cooperativa acquisendo la società preesistente e mantengono il proprio posto di lavoro diventando imprenditori e gestendo direttamente l’impresa.

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    Il primo passo è individuare con precisione la propria idea imprenditoriale, mettendo a fuoco le potenzialità economiche, la tipologia di mercato, il fabbisogno finanziario, il gruppo di soci lavoratori coinvolto e necessario per la sostenibilità economica, i punti di forza e debolezza del prodotto. Le domande da farsi sono: che è coinvolto in questa idea? Cosa vogliamo vendere e produrre? La nostra idea di impresa regge e garantisce redditività? Rispetto all’impresa che vorremmo acquisire, è possibile mantenere relazioni con clienti e fornitori? Quali competenze abbiamo e quali ci mancano? Di quanti soldi avremo bisogno?
  2. Se alla fase 1 sono state date risposte esaustive, si può passare a costituire la cooperativa, definendo la compagine sociale, individuando un presidente, approfondendo la possibilità di avere fondi a disposizione. Le domande da farsi sono: chi è disponibile e adatto a fare da presidente? Quali risorse ognuno può investire? Quali fondi è possibile coinvolgere e a quali condizioni? Le banche sono disponibili a concedere credito?
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    Questo è il passaggio più delicato. La coop c’è, i fondi anche; bisogna procedere ad acquisire la vecchia azienda, o un pezzo di essa, per poi riprendere concretamente l’attività lavorativa. Occorre capire chi sono gli interlocutori, quali le condizioni proposte o imposte. Chi è la controparte? Una proprietà, un liquidatore o un curatore? Ci interessa acquisire l’intera azienda o un ramo? E’ possibile affittarla, magari vincolandoci a un acquisto successivo? Che tempistica si può prevedere?
  4. Avvio dell’attività, quando si inizia a lavorare di nuovo. Da questo momento i dipendenti sono diventati imprenditori, inizia la gestione ordinaria dell’impresa. Qui le domande lasciano posto al lavoro da fare: è ufficialmente iniziata una nuova vita, quella di imprenditori cooperativi.

Info: Legacoop Veneto, 041 5490273

segreteria@legacoop.it