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Il grande gioco (in scatola) della caccia al lavoro

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Fra i lavori sul tavolo c’è il vicedirettore del discount di provincia: significa che nella filiale sono in due, e l’altro è direttore, vale a dire che il vice fa tutto, dallo scarico camion alle 5 del mattino alle pulizie.

Ci sono gli eventi di tutti i giorni – dall’aumento di stipendio al demansionamento, dal trasferimento di sede al mobbing – e le botte di sfortuna come il provvedimento disciplinare o l’influenza intestinale.

C’è il Jobs Act che entra in vigore e poi ci sono i “magheggi”: il raccomandato, il concorso che sembra fatto apposta per quello lì, il lavoro che richiede la laurea ma per qualcuno poi non serve. Siamo in Italia, no? Sembra vero, invece è un gioco in scatola: si chiama CìVì (le iniziali di curriculum vitae), e l’obiettivo è l’affannosa ricerca del lavoro.

Apokalypseinc Games è una startup incubata nel parco scientifico e tecnologico di Friuli Innovazione, la sua mission è quella di sviluppare modelli di simulazione e di intelligenza artificiale, sia su commissione che, in proprio, applicati alla produzione di giochi da tavolo e alla loro conversione in software. Si occupa anche dell’industrializzazione e della commercializzazione di giochi da tavolo destinati a un pubblico maturo e sviluppati da designer indipendenti. Un mercato, quello dei giochi da tavolo, o “boardgame” come sono più comunemente conosciuti, che, dopo un piccola flessione negli anni ’90, da circa dieci anni è il più dinamico e con la maggior crescita di pubblico e fatturato, tra quelli relativi ai giochi in genere. In Italia, si stima che il mercato valga alcune decine di milioni di euro con una crescita negli ultimi tre anni di circa il 40%.

</span></figure> Il team
Il team

CìVì è stato presentato questo mese, in anteprima nazionale (e mondiale) alla fiera di Modena PLAY 2016 ed ha già attirato l’attenzione. Quando hanno iniziato a lavorarci i quattro autori erano tutti disoccupati o quasi: “Ci siamo detti, perché non facciamo qualcosa? L’ironia è un’arma potente”, spiegano. L’unica donna, Naida, ha 29 anni; gli altri sono sui trenta fino agli over 40; una coppia, due cugini, tutti amici fra loro.

La differenza anagrafica significa che nel team ci sono le diverse esperienza: i giovani che non riescono a inserirsi, e quelli che hanno visto un mondo nel quale, appena diplomato o laureato, ti telefonavano a casa per offrirti un posto, per poi vedere le aziende in cui sei cresciuto tagliare i posti di lavoro o chiudere. Naida De Costa è la musa ispiratrice che non conta più quanti lavori ha fatto: anche la statua umana fuori da una mostra e la ragazza sandwich. E le carte infatti racchiudono le figure più diverse, incluso il comportamentista per cani, il designer di siti hard core, la badante improvvisata, il trucca bimbi alle feste per bambini, l’esperto di cromoterapia, l’insegnante precario, il contadino per caso.

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Il pordenonese Andrea-Massimo Valcher ha messo a punto l’architettura del gioco ed il suo regolamento di base, e Stefano Calzighetti, anche lui friulano, ha reso equilibrati le carte e gli eventi fra culo, sfiga, magheggi ed altre possibilità. Edoardo Capaldo, ormai naturalizzato veneziano, ci ha messo la cura grafica.

Ci sono quattro strade che portano alla vittoria: l’assunzione a tempo indeterminato dopo aver superato il periodo di prova, il raggiungere un risparmio sufficiente ad aprire una propria piccola attività, completare il CV con almeno sei lavori (a quel punto puoi fare tutto no?) e l’occasione della vita.

Nel mezzo, tutto è fonte di stress: non trovare lavoro, perderlo, perfino iniziare in un nuovo posto. Come lo abbatti lo stress? Spendendo quello che ti sei stressato per guadagnare, magari in qualche meraviglia tecnologica a rate che ti inguaierà ancora di più.

Qual è l’evento più temuto? Senz’altro il “torno a casa dai miei” – nella carta c’è il tavolo della nonna con il centrino, le sedie di velluto e i piatti di ceramica appesi al muro – perché così non sopravvivo. CìVì è un gioco, l’obiettivo è divertirsi, proprio come con Monopoli, che mica dichiara di spiegarti l’economia e la finanza. Un fondo di denuncia, però, c’è: nelle carte delle “grandi opportunità” che chiedono determinate competenze, ad esempio, proprio la badante non prevede quasi nessun titolo, eppure è la persona chiamata a occuparsi di persone fragili. Al contrario c’è il posto che ti richiede esperienza internazionale, ma entri con uno stage.

gioco5I giocatori, poi, possono denunciare gli autori dei magheggi, ed è prevista l’eventualità di una maxi inchiesta che porti qualcuno in gattabuia: un segnale di fiducia in qualcuno che faccia rispettare le regole del gioco (siamo in Italia, giusto?). E poi ci sono i soldi: banconote in euro, ma ognuna con l’effigie di un personaggio od un simbolo famoso di altri continenti – Cina, India, Arabia Saudita e Russia, un richiamo a chi si sta comprando tanta parte dell’economia europea, talvolta in saldo.

Tutto questo resta in secondo piano: si può anche solo giocare, oppure ci si può trovare a discutere con gli amici di come vanno le cose. In fondo così è la vita, giusto?

CìVì è pensato per evolvere: prossimamente sarà possibile acquistare pacchetti supplementari con nuovi lavori, nuove situazioni e nuovi candidati perché la ricerca del lavoro, di questi tempi, non è mai davvero finita. Il gioco, in Italia, viene distribuito nei migliori negozi di hobby e giochi da Raven Distribution srl  o è acquistabile direttamente sul sito della Apokalypseinc.

Il Friuli è terra fertile per i giochi: ve lo ricordate il Frico, il gioco per il dominio della regione che ha dovuto deporre la Kappa per non fare troppo il verso a Risiko? Intanto si stampa i trattori in 3D per l’edizione deluxe.