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Due storie di formaggi veneti: salvati dall’estinzione, imitati, pronti a conquistare i mercati dell’Est

Lo avevano chiamato ““ASIAGIO”. Con questo nome era iniziato il tentativo di commercializzazione da parte di un produttore ucraino che intendeva produrre e distribuire un formaggio nato come imitazione dell’Asiago, il cui Consorzio di tutela è molto attivo sul fronte difesa (anche su eBay).

Insieme ASIAGO new-pelure_01-bassa
L’attività di vigilanza internazionale realizzata dal Consorzio si avvale di strumenti diversi a seconda del Paesi e può contare anche sull’applicazione della norma ex officio (Regolamento (UE) 1151/2012) nei paesi della Ue, nonché sugli accordi delle autorità antifrode italiane con le principali piattaforme online internazionali, per perseguire le violazioni nel commercio elettronico. L’iniziativa del Consorzio in un Paese che, fino a poco tempo fa, non aveva stipulato specifici accordi con l’Unione europea, ha creato un precedente importante per accrescere la protezione delle IG europee e conferma il valore della recente firma del trattato tra Ue e Ucraina DCFTA (Deep and Comprehensive Free Trade Agreement), accordo che prevede, per i prodotti agroalimentari a denominazione di origine, il riconoscimento dello stesso status applicato nella Ue.

“L’intervento in Ucraina – spiega il direttore del Consorzio di Tutela, Flavio Innocenzi – rientra in una più vasta azione di sorveglianza internazionale, ed è stato possibile grazie alla collaborazione con un’azienda socia, cui va il mio sentito ringraziamento. Il crescente apprezzamento del formaggio Asiago sui mercati internazionali è inevitabilmente causa di sempre più frequenti tentativi di imitazione e di conseguenti rischi di utilizzo fraudolento della denominazione. La risposta consiste nell’attrezzarsi per una sorveglianza su scala globale, attraverso strumenti più sofisticati che in passato ed una maggiore collaborazione con le forze di polizia e le unità antifrode. Allo stesso tempo, però, è necessario incrementare la cultura delle Indicazioni Geografiche e degli strumenti di tutela della proprietà intellettuale.”

Tutela ma, anche, valorizzazione: nei Paesi dell’Est Europa, che si avvia è pronto al lancio il progetto di promozione congiunta – con i Consorzi di Gorgonzola e Parmigiano Reggiano – “Cheese – It’s Europe”, cofinanziato dalla UE per 3 milioni di euro, in programma nel triennio 2016-2018, puntando a promuovere la conoscenza e il consumo dei formaggi in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Austria. L’attività partirà a settembre e richiamerà l’attenzione sull’eccellenza e l’unicità dei tre prodotti italiani, con un intenso calendario di attività.

E’ questo, invece, il week end di gloria dei formaggi del Grappa.

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Hanno rischiato l’estinzione, ma oggi festeggiano. Venti anni fa gli alpeggi del Monte Grappa rischiavano l’abbandono: le malghe chiudevano e smettevano di realizzare i formaggi tradizionali, i malghesi erano senza ricambio generazionale, alle prese con la burocrazia che impediva loro l’unica forma di sussistenza, la caseificazione dei formaggi tipici del Massiccio, il Morlacco e il Bastardo di malga.

Oggi si contano 20 malghe attive d’estate tra i 1.200 e i 1.500 metri, diffuse tra le province di Treviso e Vicenza: merito anche della Rassegna dedicata ai Formaggi del Grappa, che domenica 7 agosto 2016 a Malga Campo Croce (poco sotto Cima Grappa, in territorio di Borso) porta qui gente e interesse. Oggi le malghe del Grappa producono, tra giugno e settembre, circa 850mila litri di latte di altissima qualità che trasformano in 92mila chilogrammi di formaggi d’alpeggio dalle caratteristiche organolettiche uniche.

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La Rassegna è organizzata da A.Pro.La.V. l’Associazione Produttori Latte del Veneto, con il sostegno della Camera di Commercio di Treviso e Belluno e il patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, della Regione Veneto, della Provincia di Treviso e del Comune di Borso. Una festa, ma anche un volano per la promozione di formaggi tradizionali di qualità superiore, la tutela della biodiversità (quella microbica che rende ciascun formaggio di malga unico e inimitabile), oltre alla salvaguardia dell’ambiente attraverso il mantenimento degli alpeggi.

I formaggi protagonisti sono il Bastardo e il Morlacco di Malga (presidio Slow Food). Quest’ultimo rimane un’eccellenza per pochi intenditori disposti a salire in quota per acquistarlo: la vendita è diretta da malghese a consumatore, e chi vuole gustare questi formaggi unici deve fare la “fatica” di arrivare fino all’alpeggio. Si porta a casa il prodotto e insieme si contribuisce a preservare un lavoro nobile e a salvaguardare questa montagna.

toma1Ora è il momento perfetto: anche grazie ad un giugno piovoso, la produzione di latte è stata buona, e dopo la stagionatura, si trovano formaggi di grande qualità”. Domenica sarà inoltre tagliata la prima forma di Montasio di Malga prodotta in provincia di Treviso. Un formaggio DOP che nasce dalle Pianezze, precisamente da Malga Budui (1.220 mt), stagionato due mesi.