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(…sempre aspettando le grandi opere…) il NordEst aspetta una tangenziale e un ponte per ridurre tempi e costi di trasporto

Non sono le “grandi opere” che di cui si parla ogni giorno, ma servono eccome a non perdere il treno dell’economia.

Un ponte per il Veneto

Interventi urgenti al ponte doppio sul fiume Brenta a Curtarolo lungo la SR 47 Valsugana e cofinanziamento dei lavori di consolidamento, per la tutela della sicurezza e il ripristino della piena percorribilità in un territorio già messo a dura prova da una rete viaria gravemente insufficiente, con pesanti ricadute per il tessuto produttivo e per tutta l’economia dell’Alta Padovana. E l’adeguamento della dotazione infrastrutturale, a partire dalla nuova Valsugana, progettata già nel 2009 e rimasta ancora sulla carta.

È l’appello alla Regione Veneto del Coordinamento delle Categorie economiche del Cittadellese (Assindustria Venetocentro, Ascom, Confartigianato-Upa, Cna, Cia, Coldiretti), dopo la decisione della Provincia di Padova, competente da pochi mesi per la Valsugana, di limitare la portata del ponte doppio sul  Brenta a Curtarolo e quindi il traffico pesante, a causa dello stato di degrado dell’infrastruttura e di finanziare con 2 milioni di euro (il costo del progetto è di 4 milioni) i lavori di consolidamento strutturale per la sicurezza e per il ripristino della massima percorribilità.

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«La limitazione al traffico pesante, pur doverosa a seguito delle ispezioni strutturali sul ponte – spiega Oddone Sartore, portavoce del Coordinamento delle Categorie Economiche – è un intervento tampone che sta già provocando notevoli disagi per le imprese dell’Alta Padovana.

Il divieto di transito sul ponte ai mezzi di portata superiore alle 44ton da Padova e Cittadella e a quelli con più di 18ton da Cittadella a Padova, e il limite di velocità di 30km/h a tutti i veicoli, sta inevitabilmente spostando il traffico verso la SR 308 e la strada Contarina, costringendo molte aziende ad allungare i tragitti anche per più di 40 km, con pesanti aggravi in termini di tempi e costi. Una situazione ogni giorno più insostenibile».

Da qui l’appello alla Regione a «fare presto» per favorire una soluzione urgente e di medio lungo termine. «Senza la compartecipazione finanziaria della Regione Veneto – sottolinea Sartore – i lavori di consolidamento non potranno essere avviati. Uno stallo che questo territorio con 114mila abitanti e 13mila imprese, di cui il 32% manifatturiere e delle costruzioni, non può permettersi».

Già due anni fa il Coordinamento delle Categorie Economiche aveva denunciato l’inadeguatezza della Valsugana, mai ammodernata. «Il progetto della nuova Valsugana era già presente nel Piano provinciale della Viabilità del 2009, aggiornato nel 2010 con l’analisi comparata di tre possibili tracciati – continua Sartore -. Da allora sono trascorsi dieci anni e tutto è ancora fermo. La nuova Valsugana a due corsie diventi una delle priorità nel nuovo Piano Regionale dei Trasporti per dare a questo territorio infrastrutture all’altezza del suo peso economico e dei traffici delle sue aree produttive. L’Alta Padovana non sia la Cenerentola delle infrastrutture in Veneto. Se si ferma l’Alta si ferma l’economia della provincia di Padova».

Una tangenziale sul per Udine

Procedere speditamente con i progetti della tangenziale sud e aprire il cantiere al più presto. Lo chiede Confindustria Udine, ricordando l’annoso iter di gestazione dell’opera e sottolineandone la necessità ormai indifferibile.

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“Il secondo lotto della tangenziale sud di Udine, che si estenderebbe su un tracciato di 13 chilometri, andando a collegare lo svincolo di Udine sud sulla A/23 con la statale 13 Pontebbana ad ovest di Basagliapenta – ricorda Michele Nencioni, direttore generale di Confindustria Udine – rappresenta un’arteria di fondamentale importanza per il traffico di transito ovest-est e viceversa della provincia, senza che venga interessata l’area di Udine. Una nuova viabilità per sgravare dal sempre maggior numero di mezzi commerciali gli attraversamenti degli abitati di Santa Caterina e Campoformido”.

“Dopo la chiusura dello svincolo di Basaldella lungo la tangenziale ovest in direzione sud, l’interconnessione tra la tangenziale sud e la strada regionale 353 rappresenta dunque un’opera fondamentale anche per tutto il flusso veicolare che dalla zona nord della città è diretto verso Pozzuolo e Mortegliano, flusso che attualmente è costretto ad uscire allo svincolo della Motorizzazione civile e proseguire lungo la viabilità urbana di Udine, in particolare via Pozzuolo, che è già interessata dal normale traffico cittadino.”

“Superate le problematiche del vincolo della Soprintendenza su Villa Savorgnani Job di Zugliano, conclusa positivamente la valutazione ambientale strategica e siglato l’accordo di programma con i quattro comuni interessati dall’attraversamento della tangenziale sud – afferma Michele Nencioni –  è ora necessario procedere speditamente con la fase progettuale definitiva per arrivare quanto prima alla cantierabilità della stessa in quanto, dopo oltre 40 anni di attesa, siamo comunque sempre in ritardo rispetto alle crescenti necessità di mobilità di merci e persone del territorio”.

E a proposito di treni da non perdere: le categorie economiche sono ancora in trincea per il Frecciarossa che portava a Roma di prima mattina, unendo il Veneto alla Capitale dove si potev arrivare per le 9,30.

Aspettando le grandi opere il Veneto difende il “treno dell’economia”: il Frecciarossa della mattina presto per Roma