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Le città si svuotano, gli ospedali no (e a Vicenza il dono del sangue diventa smart)

La donazione è sempre più smart. Se da un lato la tecnologia si fa strada, dall’altro i tempi di attesa per compiere questo grande gesto di solidarietà si riducono, per rispondere ad una società sempre più frenetica. “Il costante bisogno di sangue e le problematiche dei lavoratori ci hanno indotto a studiare strumenti per ridurre le attese – spiega il presidente provinciale di Fidas Vicenza, Mariano Morbin – così da fare in modo che il tempo necessario per la donazione sia limitato allo stretto indispensabile. Comprendiamo che le aziende spesso hanno difficoltà a concedere la giornata prevista per donare il sangue, quindi riteniamo importante non pesare su chi lavora e, in molti casi, decide di compiere il proprio gesto il sabato, quindi fuori orario di lavoro, proprio per non dover chiedere la giornata libera”.

Ci stiamo avvicinando alla settimana in cui, per antonomasia, anche la città di Vicenza si svuota, per le consuete ferie estive e per il Ferragosto fuori porta. Il bisogno di staccare la spina si fa forte, ma negli ospedali l’esigenza di sangue permane e le Associazioni di donatori di sangue, con il proprio senso di responsabilità, non chiudono certo la porta a chi sta male.
“Mettiamo in campo tutte le nostre forze disponibili – aggiunge il presidente Morbin – perché se è vero che le città si svuotano, è altrettanto vero che negli ospedali ci sono molti pazienti. Gli incidenti continuano a verificarsi, così pure vengono effettuati gli interventi chirurgici, che spesso richiedono molte sacche di sangue. Insomma, Fidas Vicenza c’è e ci sarà sempre”.

sangue
L’esercito di donatori di Fidas Vicenza è sempre pronto e generoso, come manifestano i numeri: oltre 18mila, infatti, sono i donatori in forza nella provincia di Vicenza, dei quali 3.580 hanno un’età inferiore ai 28 anni, 9523 dai 29 ai 50 anni e la restante parte con età superiore ai 50 anni. Quasi 1.700 sono i nuovi donatori che hanno creduto in Fidas Vicenza, ma soprattutto hanno sposato la filosofia della solidarietà, convinti che il proprio gesto possa contribuire a salvare delle vite.
“Proprio per raggiungere le nuove generazioni, ma non solo loro – precisa il presidente Morbin – abbiamo messo a punto un’innovativa app, che si aggiunge al tradizionale sistema di prenotazione telefonica della donazione, integrando anche nuove e comode funzionalità. Dobbiamo alla nostra Commissione social, un gruppo di giovani, esperti di informatica e social network, questo importante lavoro, che ci proietta nella società del presente”.
Le funzionalità sono straordinarie. “Pochi minuti e l’App di Fidas Vicenza, denominata Donatori Vicenza, è pronta per essere utilizzata. È un’App in piena regola – concludono i referenti della Commissione social, Davide Arsego e Flavio Corà – perché permette di fissare l’appuntamento per la prossima donazione, scegliendo il centro trasfusionale ed il tipo di donazione da effettuare. È anche un diario di bordo, perché consultando l’archivio sarà possibile visualizzare lo storico delle donazioni fatte e cercare di mantenere un livello di “generosità” il più possibile alto”.

sangue2E pochi giorni fa il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia che ha ricevuto, in questi giorni, la delegazione comunale dell’Avis di Venezia: “L’estate può risultare un tempo particolarmente favorevole, visto anche il grande afflusso di turisti, per compiere un gesto prezioso e talora così necessario per salvare vite umane – ha affermato –: donare un po’ del proprio sangue è venire personalmente incontro alle esigenze di fratelli e sorelle in umanità. E’ un gesto, per certi versi, semplice ma ricco di grande sensibilità che rappresenta un modo di comprendere sé e gli altri dicendo, concretamente, che l’altro mi appartiene anche se personalmente non lo conosco. In questo atto c’è un insieme di significati: solidarietà, senso civico, voglia di condivisione, carità cristiana. E’, insomma, un gesto che dice “umanità”. Raccolgo perciò volentieri l’appello accorato dell’Avis di Venezia e invito le persone – che, per età e salute, possono rendersi disponibili – a prendere in considerazione tale bel gesto, ripetendolo a scadenza fissa. Ricordo che la scorta di sangue è garanzia per tutti e dice il grado del nostro essere comunità. Donare il sangue può forse costare eppure tale atto ha una ricaduta positiva nella vita non solo fisica delle persone ma in quella spirituale. Auspico, quindi, che il dono del sangue possa essere considerato tra gli indicatori della qualità di vita di un territorio. Doniamo con generosità poiché troppo grande è la necessità del sangue”.

 

 

 

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