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Carenza di medici, successo per il primo bando veneto per giovani non specializzati (e pronto il secondo)

Si è chiuso oggi 12 ottobre in Veneto, con 224 domande arrivate, il bando per il reclutamento di giovani medici laureati, abilitati, ma non ancora specializzati, da inserire negli ospedali con un contratto autonomo. Il bando riguarda l’inserimento nell’area Pronto Soccorso ed era stato emesso lo scorso 14 agosto (DGR n. 1224 del 14 agosto 2019, misure urgenti per il soddisfacimento del fabbisogno di personale medico nelle unità operative di Pronto Soccorso della Regione). Da oggi, come previsto dalle relative delibere assunte lo scorso agosto per far fronte alla grave carenza di medici, parte quello riservato all’area internistica.

I bandi si trovano in questa pagina (quello scaduto è qui).

A questa pagina tutte le modalità di accesso.

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REQUISITI DI AMMISSIONE

  • Laurea in Medicina e Chirurgia e iscrizione all’albo dell’Ordine dei medici-chirurghi

Costituiscono titolo di precedenza:

  • il possesso dell’attestato della Scuola di formazione specifica in Medicina generale
  • l’iscrizione ad un Albo dell’Ordine dei medici-chirurghi della Regione del Veneto

Non è ammessa la partecipazione al percorso formativo di coloro che frequentano un corso di specializzazione o il corso di formazione specifica in medicina generale.

 
CARATTERISTICHE E STRUTTURA DEL CORSO

Il corso avrà inizio entro il 2020.

Gli aspetti organizzativi saranno a cura della Fondazione Scuola di Sanità Pubblica.

Il corso teorico pratico, della durata di circa 400 ore, prevede una formazione d’aula e un tirocinio pratico. Il tirocinio avverrà all’interno delle UUOO di area internistica delle aziende ed enti del SSR che saranno successivamente individuate.

Al termine del corso i partecipanti saranno sottoposti ad una valutazione di idoneità effettuata mediante una prova scritta e orale o pratica.

La frequenza al corso è obbligatoria ed alla prova finale saranno ammessi i partecipanti che abbiano frequentato almeno l’80% della parte teorico-pratica e l’80% del tirocinio.

Ai candidati che avranno superato favorevolmente le prove di esame verrà rilasciato l’attestato che certifica l’acquisizione delle competenze.

Il successo del primo bando 

Ne ha dato notizia il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia intervenendo oggi, affiancato dall’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, a un evento all’Ospedale di Castelfranco Veneto.

Il percorso formativo che precederà la fase dell’inserimento negli ospedali sarà realizzato in collaborazione e confronto con le Università, partendo da quanto previsto dalle delibera di giunta di agosto, cioè una parte teorica di formazione d’aula e un’attività di tirocinio pratico con tutoraggio.

“L’adesione è stata importante – commenta Zaia – il che dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità in numero largamente inferiore ai laureati in medicina, elemento questo tra i più determinanti per la ormai emergenziale carenza di medici in tutta Italia (53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In questi mesi – aggiunge il Governatore – abbiamo sentito un mare di teorie, ma fatti concreti, nessuno. Il primo e unico è stato il documento del Veneto che tutte le Regioni hanno fatto proprio e approvato, inviandolo già il 26 settembre scorso al Governo e al Ministero della Salute. Come Regione non abbiamo voluto arrenderci all’ineluttabilità di non poter dare ai nostri cittadini tutta l’assistenza di cui hanno bisogno e abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi – aggiunge – ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi”.

“Le 224 domande arrivate – precisa la Lanzarin – saranno ora velocemente valutate per verificare i requisiti richiesti. Nel frattempo abbiamo fatto partire il secondo bando, quello per l’inserimento nell’area internistica con 150 posti. Se, come fa intendere l’esito di quello chiuso oggi, anche il prossimo sarà un successo – aggiunge l’Assessore – disporremo di centinaia di forze fresche da inserire nel sistema, garantendo loro un lavoro e un’occasione unica per potersi formare sul campo. E’ chiaro – dice la Lanzarin – che si tratta di una soluzione di tipo emergenziale ma, come evidenzia bene il documento approvato da tutte le Regioni italiane, la questione ha due facce: quella dell’urgenza e quella della programmazione di prospettiva. L’urgenza è dettata dalla necessità di non chiudere reparti, e questo la Regione Veneto non lo farà mai; la prospettiva è quella di una profonda riforma che snellisca e sburocratizzi l’intero cammino verso l’esercizio della professione medica”.

Il Documento, dal titolo “Proposte Riguardanti la Carenza di Medici Specialisti e la Valorizzazione delle Professioni Sanitarie non Dirigenziali” si articola in 16 punti e 5 linee strategiche: Interventi inerenti l’Accesso al Lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN); interventi per rendere la Formazione più Vicina alle Mutate Esigenze del SSN; interventi per Valorizzare e Rendere Maggiormente Attrattivo il lavoro all’Interno del SSN. interventi per Migliorare la Programmazione Futura dei Professionisti del SSN; interventi di Armonizzazione agli Standard e ai riferimenti Europei in Materia di Tempi e Funzioni.