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La startup padre&figli che aiuta i dipendenti a comunicare i problemi in azienda

Trent’anni in azienda, gli ultimi venti da dirigente; abbastanza per individuare i punti deboli del meccanismo e trovare una soluzione.

The best idea è una startup innovativa e una impresa di famiglia, quella di un padre, Giorgio Gottardelli, ingegnere meccanico, e dei suoi figli: Paolo, ingegnere gestionale, e Chiara, laureata in Economia e commercio. Il punto di partenza è il mondo delle imprese: nonostante l’intervento dei consulenti, stando ai numeri, poco meno di una su tre fallisce. E questo accade perché i dipendenti tendono a non parlare dei problemi aziendali con i propri superiori, avendo paura di mettersi in cattiva luce. Tutto questo fa in modo che i problemi non vengano affrontati e che a volte si aggravino.

La startup fondata a Padova prova a risolvere la questione. Come? Con una piattaforma che permette ai dipendenti di esprimersi in totale anonimato, raccogliendo le informazioni utili al miglioramento dell’azienda, migliorando quindi la collaborazione fra i dipendenti e riducendo la possibilità di fallimento aziendale.

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The Best Idea permette di raccogliere informazioni in azienda, in maniera rapida ed inizialmente anonima, fra i dipendenti che desiderano dare suggerimenti ai propri manager. Il tutto avviene tramite una piattaforma web che permette di esprimersi in totale libertà, in svariate situazioni. In questo modo si possono raccogliere dei suggerimenti spontanei, con l’obiettivo complessivo di innovare i processi o i prodotti/servizi proposti dall’azienda, anche utilizzando brainstorming, hackathon, o processi di design thinking, all’interno di un percorso organizzato sulla base di modelli predisposti. In futuro, poi, potrebbe diventare un vero e proprio social: chiunque, in qualunque parte del mondo, può lanciare una idea, o proporre una soluzione.

La chiave di The Best Idea è quindi la possibilità di pubblicare anonimamente i propri suggerimenti sulla piattaforma, suggerimenti che poi potranno essere votati da un team di colleghi, affinché i più interessanti vengano proposti al management. The Best Idea è supportata dagli strumenti tipici della gamification, cioè con l’uso di elementi propri del gioco,  grazie ai quali verranno premiati gli utenti maggiormente attivi sulla piattaforma o con i suggerimenti più apprezzati da un gruppo di colleghi o stakeholder. Non solo: chi ha avuto l’idea più votata può, in un secondo momento, esporsi pubblicamente e ricevere la giusta gratificazione.

Uno degli ambiti di applicazione di The Best Idea sono le crisi aziendali. Si è infatti stimato che più del 44% delle crisi aziendali si sarebbero potute affrontare con almeno un anno di anticipo, qualora le aziende avessero avuto un sistema di raccolta informazioni attivo nel corso del tempo. Questo porta spesso le aziende ad accumulare ritardi, andando a richiedere l’opinione dei consulenti quando oramai la strada è già segnata. Non a caso, nonostante l’intervento dei consulenti, il 30% delle aziende in crisi fallisce. A questo proposito, molte aziende affidano l’attività di raccolta informazioni a personale esterno, che però deve affrontare il problema di dipendenti che tendono a non collaborare, per paura di incrinare il rapporto con i propri manager. Grazie all’anonimato, The Best Idea facilita proprio questo processo, azzerando il timore di essere malvisti dal management o dai colleghi, di conseguenza riducendo drasticamente i tempi per la raccolta dei suggerimenti.

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Nata nel Gennaio 2017, la società ha completato il processo di sviluppo e testing e ha organizzato un lancio ufficiale il 18 ottobre scorso, in un evento organizzato da “Salone d’Impresa” a Marcon, in provincia di Venezia.

Ho lavorato per più di 30 anni in aziende italiane e multinazionali – dice Giorgio Gottardelli, ceo di The Best Idea – e ho visto tutta la crescita della cultura del continuo e costante miglioramento in azienda, grazie ai suggerimenti dei dipendenti. Oltre a questo, c’è attualmente in azienda una maggiore consapevolezza dell’obbligo di dovere innovare, se si vuole sopravvivere. Quello che però le aziende non considerano è che i dipendenti non sono incentivati a dare suggerimenti, visto che questo potrebbe voler dire giocarsi il rapporto con un superiore. In buona parte delle società vi è infatti una dissonanza fra la cultura aziendale, che solitamente incentiva la raccolta dei suggerimenti dalla pancia dell’azienda, e le pratiche aziendali, che molto spesso sono top-down. Per porre rimedio a questa situazione è nata la piattaforma The Best Idea”.