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Un po’ veronese, un po’ texana: la Pmi che rende più coinvolgente lo sport in tv

Un piede a Verona, l’altro in Texas: Maxfone è una azienda specializzata nell’analisi dei big data: «Abbiamo sviluppato il primo brevetto italiano nel settore, e ci siamo resi conto che il nostro prodotto era anche troppo avanzato per il solo mercato italiano – spiega Paolo Errico – Una prima missione con una selezione di altri imprenditori, quattro anni fa, ci ha portati fino in America, e in particolare in Texas, una location che si è rivelata anche più adatta della Silicon Valley: minori costi, tasse più basse e una grande presenza di aziende specializzate. Ora abbiamo due dipendenti che si occupano esclusivamente di ricerca e sviluppo, e ad Austin abbiamo avviato una collaborazione anche con l’università».

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Una Pmi innovativa che lo scorso ottobre, a Berlino, con il proprio brand SocialMeter è stata selezionata per proseguire nella competizione EDI (European Data Incubator, progetto di incubazioone sostenuto dall’Unione Europea con i fondi Horizon 2020). Far parte di questo programma significa accedere a finanziamenti che arrivano a 100mila euro, mentoring, accesso a un ambiente cloud gratuito e la possibilità di lavorare a stretto contatto con grandi organizzazioni internazionali.

Il progetto offre l’opportunità, per le aziende più innovative in ambito di big data, di proporre soluzioni a specifiche sfide: in questo caso quella lanciata dalla World Athletics, ovvero l’organo di governo internazionale per l’atletica, per rendere più coinvolgente l’esperienza di chi segue una competizione.

Maxfone ha prima presentato SocialMeter alla fase di qualificazione (Explore), alla quale hanno avuto accesso in 40 su 490; poi, a Berlino, con altre 17 aziende si è guadagnata l’accesso alla seconda fase. Il progetto consiste nel valorizzare i dati storici di World Athletics per creare engagement (coinvolgimento) durante gli eventi. I dati forniti vengono completati in real time con quelli estratti dai social network e caricati dagli atleti stessi o dai loro team. Di che cosa si sta discutendo? Quali immagini vengono condivise, quali messaggio viaggiano su Twitter o Instagram? Il risultato è una interfaccia fortemente personalizzabile – che permette di visualizzare una selezione di diversi contenuti: dati, video, foto, materiali sponsorizzati e altro ancora.

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Facciamo un esempio: c’è la gara dei 100 metri, e sul maxischermo o sul sito web si possono vedere, oltre alla gara, i tweet e le immagini che ne parlano, i record precedenti, le reazioni del pubblico, l’identikit dell’atleta. Un po’ come essere presenti dal vivo, insomma. In questo modo l’esperienza di chi guarda è molto più completa, e gratificante.

I dati sono una ricchezza e molte aziende stanno imparando a usarli; a questo servono i prodotti Maxfone. Un esempio: una marca di Amarone ha chiesto all’azienda di indagare i comportamenti dell’utente finale del vino: analizzando le foto postate sui vari canali, si riesce a farsi un’idea di chi lo sta bevendo (un food blogger? amici a una festa?), quanti anni hanno, quale è il contesto, con che cosa viene abbinato (che cosa c’è sul tavolo?).

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“Per questo serve una capacità industriale di gestire grandi eventi, e anche la capacità di strutturare un prodotto bello esteticamente”, spiega Errico, pronto a percorrere con il suo team le fasi finali del progetto EDI a Bilbao ed essere preparati per i prossimi mondiali di atletica. Non che fare impresa – anche se innovativa – sia facile: l’imprenditore ha preso carta e penna e lo ha scritto direttamente al presidente della Repubblica Mattarella:

Sono un imprenditore alla guida di un team di professionisti in un’impresa innovativa – ha scritto – La nostra è la storia e quella di tante imprese che hanno deciso di voler credere in questo Paese, perché qua troviamo le nostre radici, le nostre passioni e i nostri amori ed è qui che ci piace crescere i nostri figli. Ogni giorno lottiamo contro tutti e contro tutto; abbiamo imparato ed assimilato il concetto di resilienza, di globalizzazione, di internalizzazione, ma operiamo in un sistema paese veramente avverso per chi vuole costruire e fare impresa, soprattutto per quelle innovative che tanto potrebbero contribuire alla crescita dell’Italia.
Nel suo recente viaggio in California, Lei ha potuto toccare in prima persona come imprese italiane, liberate da tanti condizionamenti, sono riuscite a diventare protagoniste nel loro business. Da noi la propensione al capitale di rischio, non esiste, si trovano spesso protagonisti in cerca di qualche unicorno. Eppure Caro Presidente, nonostante tutto vinciamo! Siamo riusciti a brevettare (in soli quattro anni, perché questi sono i tempi…) il nostro modello di analisi su BigData, primi in Italia e in Europa, abbiamo vinto la prima fase di un bando Horizon 2020 unica impresa italiana su Big Data, e soltanto qualche settimana fa, abbiamo guadagnato a Berlino la seconda fase EDI (European Data Incubator ) unica azienda italiana nella nostra categoria su 490 imprese europee. Ma non vinciamo soltanto premi: ogni giorno veniamo scelti da clienti importanti, multinazionali ma anche dalle piccole imprese, perché il nostro obiettivo è rendere democratico l’accesso ai dati. Ma per crescere di più abbiamo bisogno di fare un salto strutturale e per farlo serve qualcuno che creda al nostro progetto, considerando che solo l’anno scorso abbiamo investito il 10% in ricerca e sviluppo. Lo vorremo fare qua nel nostro Paese, in Italia”.

E la segreteria di Mattarella ha risposto: “Il Capo dello Stato ha letto con interesse le sue considerazioni circa la difficoltà di fare impresa in Italia, nonostante siamo uno dei primi Paesi manifatturieri al mondo. Condivide le sue preoccupazioni: in varie occasioni si è rivolto all’opinione pubblica e alle forze politiche per richiamare gli amministratori a compiere la propria parte per dare opportunità e speranza a chi ha deciso di intraprendere una attività imprenditoriale”.
 

 

Fra i casi di presenza all’estero c’è quello di Maxfone,