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Niente plastica, cotone organico e canguri salvi: la scelta sostenibile di Diadora

«La scelta di Diadora guarda all’ambientalismo e alla sostenibilità a tutto tondo: abbiamo deciso che debba diventare un elemento costitutivo del nostro business, stimolo e innovazione al cambiamento e a una innovazione responsabile, sostenibile e competitiva», spiega Enrico Moretti Polegato, presidente e ad di Diadora, storico marchio della calzatura sportiva.

Anche le prossime t-shirt porteranno questo segno distintivo: a partire dalla primavera 2020 saranno tutte in cotone certificato Gots, mentre si lavora sulla riduzione dell’impatto anche del packaging. «Una scelta dalla quale non si torna indietro – spiega Moretti Polegato, che ha fatto della responsabilità ambientale una scelta anche personale, a cominciare dalla casa di famiglia, la prima residenza privata in Europa ad aver ottenuto l’attestato di conformità al più alto livello del protocollo Leed (il Platinum) e la prima in Italia ad aver condotto privatamente l’analisi carbon footprint, ovvero il calcolo dell’”impronta” di CO2 rilasciata -. Anche nel nostro quartier generale le fonti rinnovabili coprono il 65% del fabbisogno energetico, e il 100% delle esigenze della linea produttiva».

In fabbrica e negli uffici intanto, a Caerano San Marco (Treviso), è scomparsa la plastica, sostituita da borracce in materiale riciclabile e sostenibile: in una azienda dove l’età media è bassa, e la pausa pranzo spesso di passa in palestra, hanno calcolato che che in un anno sia stata eliminata una emissione di CO2 pari a quella emessa da un’automobile in viaggio dal quartiere generale dell’azienda a Nuova Delhi.

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Quanto alle confezioni, anche qui è entrata la  sostenibilità: la scatola delle calzature della linea Heritage è realizzata in carta ottenuta da alghe in eccesso provenienti da ambienti marini, mentre nei punti vendita Diadora vengono consegnate shopper in carta 100% riciclata e stampate con colori ad acqua. L’intera catena di fornitura Diadora è sottoposta ad un’attività di verifica della sostenibilità e di adesione a requisiti stabiliti in questo ambito dall’azienda: “Il rispetto di criteri etici, ambientali e sociali è di fondamentale importanza non solo per il brand Diadora ma anche per il suo network e stiamo lavorando affinché si possa andare oltre una soglia minima di compliance. Parte essenziale di questa attività sono il Codice Etico ed il Codice di Condotta, strumenti che hanno lo scopo di garantire e monitorare il rispetto di principi, leggi e regolamenti vigenti in tale ambito”. Grazie all’impegno dimostrato dall’azienda sui temi della sostenibilità, Diadora nel 2018 ha ottenuto la Gold Medal Ecovadis ed il novero tra il 5% dei top performers in ambito sostenibilità, tra le oltre 50.000 aziende valutate in 150 Paesi e 190 settori. EcoVadis è società leader mondiale per il monitoraggio delle performance sociali, ambientali ed etiche delle catene di fornitura globali.

Salva i canguri

Lo scorso ottobre, prima delle immagini dell’Australia in fiamme di queste settimane, Diadora ha annuncia il suo impegno per l‘abolizione totale della pelle di canguro da tutti i suoi prodotti a partire da fine anno 2020. “La rinuncia da parte di Diadora alla pelle di canguro, comunemente usata dall’industria dello sportswear – ha fatto sapere l’azienda – rappresenta un ulteriore passo del percorso intrapreso dall’azienda per ridurre l’impatto ambientale della propria attività. Questa decisione conferma l’impegno di Diadora verso uno sviluppo sostenibile e responsabile”. Immediato il plauso della LAV che ha espresso “grande soddisfazione per la rapidità con cui Diadora ha deciso di non ricorrere più alla pelle di canguro nella sua produzione. L’azienda si è mostrata da subito molto disponibile al confronto, ed è bastato mostrarle le evidenze delle crudeltà compiute verso i canguri – adulti e cuccioli – per ottenere questo impegno responsabile” ha dichiarato Simone Pavesi, Responsabile LAV Area Moda Animal Free.

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L’Italia è il primo Paese in Europa importatore di pelli di canguro (oltre 2 milioni tra il 2012 e il 2015), pelli utilizzate prevalentemente in ambito sportivo per la realizzazione di scarpe da calcio e tute motociclistiche; ma anche per la produzione di scarpe e accessori di fascia alte del mercato di noti brand.

La carne di canguro invece, in Italia, non ha ancora raggiunto la grande distribuzione, ma è comunque possibile trovare ristoratori che la propongono nei loro menù, ed è presente anche in una pappa per cani.

“Lo scorso 1° ottobre abbiamo avviato una specifica campagna pubblica per informare i consumatori, convincere le aziende a non utilizzare pelle (e carne) di canguro e presto presenteremo una proposta di legge per introdurre il divieto nazionale all’import di prodotti ottenuti dalla caccia ai canguri”, conclude Pavesi.

LAV ha anche invitato le aziende italiane implicate nella più grande mattanza di animali selvatici al mondo, ad essere più responsabili e seguire l’esempio virtuoso di Diadora (qui la campagna, le aziende implicate e quelle con cui c’è dialogo).

A Pitti

Da ieri c’è Pitti a Firenze con le sue sfilate. “Il canale di comunicazione più interessante è forse quello che si è aperto con le istanze ambientali: dopo quella petrolifera, la moda è l’industria più inquinante. A differenza di quella petrolifera, ha abbracciato la svolta verde in modo coerente, coordinato e convinto. Facendo di necessità virtù“, ha scritto sul Sole24Ore del 7 gennaio Giulia Crivelli.

Una collezione chiamata “animal pack” e dedicata alle specie in via di estinzione riassume lo stile di Diadora Heritage a Pitti e racconta la scelta sempre più sostenibile dell’azienda trevigiana.

Modello simbolo e protagonista principale è la N9000: si tratta del modello originale del catalogo running anni ’90 – quest’anno festeggia il suo 30esimo  anniversario -, capace negli ultimi anni, grazie a una serie di collaborazioni, di diventare una sorta di oggetto di culto nel panorama delle calzature lifestyle.

Per celebrarla sono state realizzate due versioni speciali all’interno del pack. La prima è dedicata all’orso polare, elegante e candida come questo animale: la N9000 Orso Polare è realizzata in mix di pelle premium, con dettagli in pelliccia ecologica ed è presentata nei toni del bianco, del grigio e del blu chiaro. Ancora, c’è la N9000 Leone dedicata al re della savana, in  tinte calde. Il lupo viene impersonificato dalla silhouette Eclipse: dinamica e affusolata, è proposta nei toni vividi del bosco. A completare il pack la MI Basket, il modello originale della squadra Milano basket del 1984, in una versione all black che rappresenta il gorilla. Parte del ricavato dell’Animal Pack sarà destinato alla realizzazione di progetti educativi e divulgativi sulla salvaguardia dell’ambiente e la conservazione di specie animali e vegetali in partnership con il Parco Natura Viva di Bussolengo (VR).

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Il 2019 dell’azienda si chiuderà in positivo, «con gli ottimi risultati della linea running, che ci consolidano nella nostra identità di azienda sportiva. La crescita registrata in questo campo è importante, trainata da Italia e Stati Uniti che a fine anno segnano +68,5%. L’export ci sta dando soddisfazioni anche in altri Paesi, dalla Germania al Benelux».