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Nove aziende, un designer, la scuola: un esperimento – veneto – per cambiare la moda

A Milano Fashion Week, il 20 febbraio, ha sfilato una mini collezione che dimostra il saper fare della filiera più importante al mondo per il settore moda di qualità ed alto livello: quella veneta.

Gli abiti preziosi ed ecofriendly, sono stati realizzati con i damaschi e i velluti della tessitura Luigi Bevilacqua con tinture non inquinanti, materiali naturali e “riportati a nuova vita”: il risultato è una capsule collection di Tiziano Guardini, realizzata da una supply chain veneta (cioè con fornitori tutti veneti), e si potranno vedere anche all’edizione 2020 di Venice Fashion Week (18-21 marzo 2020) a Venezia. Un progetto originale, che vuole stimolare una duplice riflessione sul rilancio del sistema moda veneto e sulla necessità che diventi sempre più sostenibile.

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I 95 metri di preziosi tessuti dell’Antica Tessitura Luigi Bevilacqua sono stati acquistati grazie al contributo di EBAV, l’ente bilaterale dell’artigianato veneto, che ha giocato come in una squadra insieme a un designer, Tiziano Guardini, definito dai media “lo stilista della natura”, riconosciuto dalle Nazioni Unite, dal V&A Museum, premiato al primo Green Carpet Fashion Award con il Franca Sozzani GCC Best Emerging Designer. Nove le imprese venete (socie di Confartigianato, Cna e Confindustria regionali), punta avanzata di una filiera veneta che consta ancora oggi oltre 6mila laboratori che rendono il Veneto tra le poche aree d’Europa con una filiera quasi intatta.

Le nove aziende sono: SINERGY FASHION GROUP di Stefania Botton (Grantorto PD); TIEMME S.A.S. di Michieletto Tiziana e C (Morgano TV); LA PONY CONFEZIONI S.A.S. di Riccardo Antonio Barbato (Noventa Vicentina VI); LADYSTILE SRL in collaborazione con Sartoria Paola Tognetti (Schio Vicenza); ML DE CARO (Dosson di Casier TV); GIFA ricamificio S.R.L. di Gianluca Fascina (Salzano VE); MAGLIFICIO MILES (Vicenza); ed infine due sartorie: Sartoria GABRIELLA MARIN; ATELIER 23 di Fosca Parisi e Luna Pesce.

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Ancora, della squadra fa parte un network di web magazine, social media ed eventi: è Venezia da Vivere, nato per raccontare Venezia viva e creativa tra cultura, moda, design, artigianato e lifestyle e poi c’è Venice Fashion Week, evento che porta due volte l’anno a Venezia la moda sostenibile, artigianale e sartoriale. Qui, il 18 marzo 2020 a Venezia, si potrà nuovamente ammirare la collezione.

Ma lo sguardo è anche rivolto al futuro grazie alla mentorship di Tiziano Guardini per gli studenti degli istituti professionali veneti del settore per la parte creativa e i processi di sostenibilità per la moda. L’originale progetto che connette le aziende venete con la creatività contemporanea delle nuove generazioni della moda ha un obiettivo: arrivare il prossimo anno ad avere in Veneto un concorso sulla moda sostenibile che coinvolga gli studenti e la filiera.

La capsule collection

Il designer Tiziano Guardini ha creato una capsule collection fatta di cappotti, giacche, pantaloni, gonne e camicie realizzati con i tessuti della storica tessitura veneziana Luigi Bevilacqua, celebrata da Dior, Valentino, Dolce & Gabbana e da altri brand del lusso e dell’alta moda internazionale.

La collezione è unica nel suo genere: a chilometro zero perché prodotta da una rete di piccole e medie imprese venete. In questo progetto le aziende venete tornano protagoniste di un’arte del “fare slow” grazie a una conoscenza che dal passato si tramanda nel contemporaneo, creando i presupposti per un lusso sostenibile. Sartorialità, sostenibilità, rispetto per l’ambiente e il Veneto con il suo patrimonio artigianale millenario sono infatti gli elementi alla base di questa esperienza.

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Una curiosità: ogni capo è costruito grazie alla sinergia tra il designer e le aziende. Pertanto verrà consegnato con un’etichetta con il nome della persona che lo ha realizzato, rispondendo alla domanda “Who Made My Clothes”. E trattandosi di una collezione realizzata con tessuti d’archivio, ogni capo sarà numerato, come avviene al mercato dell’arte.

“Obiettivo principale di questa esperienza pilota – spiegano gli organizzatori – è quello di valorizzare la supply chain veneta della moda (una delle poche che ha ancora presenti ed attive tutte le fasi di lavorazione nella maglieria, capi spalla, pelletteria, calzature ed occhialeria), affiancando alle aziende anche le principali realtà di formazione nel settore, con l’obiettivo condiviso di coltivare, sviluppare e valorizzare i tanti giovani talenti e rilanciare le competenze in tante lavorazioni che oggi rischiano di sparire per mancanza di ricambio. Sono risorse indispensabili per competere sulla qualità e tramandare il grande patrimonio culturale, creativo, tecnico e industriale del Made in Italy.

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Un processo produttivo è replicabile ovunque in un contesto globalizzato, ma non è certo replicabile la cultura, la tradizione e la competenza artigiana che realizza i  prodotti. Sono proprio queste competenze immateriali che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni, e con un denominatore comune che non può che essere la sostenibilità, intesa come opportunità professionale e di sviluppo dell’intero sistema moda regionale.

I green jobs nel settore fashion si stanno imponendo. Per questo si è pensato di coinvolgere uno stilista emergente (ma già noto), impegnato nell’utilizzo di materie prime e processi non inquinanti, con conseguente risparmio energetico e delle risorse, valorizzando il concetto di sostenibilità anche sociale, attraverso il recupero di lavorazioni artigianali locali.

La Capsule Collection di Tiziano Guardini è anche l’episodio pilota di un progetto continuativo che, sperano gli organizzatori, vedrà coinvolta anche la Regione Veneto. Il progetto vuole promuovere l’alto artigianato di Venezia e il Veneto della Moda attraverso un contest annuale dedicato agli studenti degli Istituti professionali, per creare collezioni di moda sostenibile.

 

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