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Ospedali, analisi, gite scolastiche, manifestazioni, fiere, lezioni, lavoro: la gestione del Coronavirus a NordEst

Questo post, in aggiornamento (le notizie più recenti sono in alto), raccoglie decisioni e provvedimenti – solo da fonti ufficiali come Regioni, Comuni, università – per la gestione dell’emergenza Coronavirus a NordEst.

Una task force per le imprese

(Lunedì 16,40)

In conformità con le indicazioni fornite dalle Autorità Sanitarie, Assindustria Venetocentro ha sospeso tutti gli incontri pubblici in programma almeno fino al 2 marzo e fino a nuove disposizioni ufficiali. Sospese fino alla stessa data anche tutte le attività di formazione in aula organizzate dalle società Fòrema e Unis&f nelle sedi di Padova, Treviso e Pordenone. Gli uffici di Assindustria Venetocentro restano regolarmente aperti nelle sedi di Padova e di Treviso per garantire la piena operatività e il supporto alle aziende.

In una nota indirizzata oggi a tutte le 3.500 imprese associate (allegati), Assindustria Venetocentro ha fornito le indicazioni precauzionali sui comportamenti da tenere ai fini di prevenire e contenere la eventuale diffusione del coronavirus e sulle modalità di gestione del personale dipendente e terzi e qualche utile suggerimento operativo alle imprese del territorio che hanno manifestato l’esigenza di rafforzare le proprie procedure di prevenzione. Alcune best practice attivate da imprese possono fornire preziose indicazioni di prudenza.

Dato il contesto attuale, la raccomandazione è di attenersi alle disposizioni ufficiali che vengono rilasciate dalle Autorità competenti – ordinanze emesse dalla Regione Veneto d’intesa con il Ministero della Salute e dal Comune di Vo’ (PD) – e alle regole di prudenza e precauzione, come limitare o evitare gli spostamenti dei propri dipendenti che non abbiano carattere di necessità, urgenza e indifferibilità e favorire ove già attivo, o dove è possibile farlo, il lavoro da remoto (smart working).

Task Force Assindustria Venetocentro

Assindustria Venetocentro sta puntualmente seguendo e monitorando l’evolversi della situazione ed ha attivato una Task Force dedicata, per fornire informazioni e supporto alle imprese associate su molteplici aspetti che coinvolgono diversi ambiti di intervento, come rapporti di lavoro, igiene del lavoro, internazionalizzazione, legale.

Sono già attivi e saranno implementati contatti con le Autorità competenti, gli Enti locali, Inps e istituti competenti in materia di lavoro per interventi a sostegno economico e normativo di imprese e lavoratori coinvolti.

Piovesana: «Pronti a sostenere imprese e lavoratori»

«Assindustria Venetocentro rimane pienamente operativa nelle sedi di Padova e di Treviso – dichiara la Presidente Maria Cristina Piovesana – pur scegliendo di sospendere tutti gli eventi pubblici, seguendo le disposizioni del Ministero della Salute e della Regione Veneto. Rimaniamo vicini alle imprese del territorio che stanno attraversando una fase complessa nell’affrontare l’emergenza del coronavirus e forniremo attraverso un’apposita task force tutte le attività di informazione e assistenza necessarie. Continueremo inoltre a monitorare, come stiamo facendo da gennaio, anche i problemi e le perdite che le nostre imprese hanno subìto dall’inizio di questa emergenza sanitaria».

«Voglio rivolgere un messaggio di affettuosa vicinanza alle famiglie delle vittime e di incoraggiamento alla comunità, ai colleghi imprenditori e ai lavoratori di Vo’, oltre che degli altri Comuni veneti e lombardi, che più di tutti stanno affrontando le restrizioni, che ci auguriamo di breve durata, alla propria libertà di vita e di lavoro, per far fronte ad un interesse di tutti noi, veneti e italiani».

Anaci sospende le assemblee di condominio

(Lunedì, 12,35)

Visti gli sviluppi dell’emergenza sanitaria, collegata all’evolversi della presenza del coronavirus e l’ordinanza delle Istituzioni preposte, ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ed Immobiliari) Veneto ha dato indicazione ai propri associati di rimandare le assemblee di condominio, convocate per i prossimi 15 giorni e di valutarne la programmazione, sino a quando la situazione legata allo sviluppo del virus sarà più chiara e precisa rispetto al contagio.

Inoltre, le parti comuni degli edifici devono essere valutate come luoghi di attenzione per le misure di prevenzione da mettere in atto.

Precisa richiesta deve essere avanzata al personale addetto alle pulizie, affinchè utilizzi prodotti specifici ad allontanare le possibilità di contagio su bottoniere di ascensore, maniglie dei portoni e sulle superfici, che le persone abitualmente toccano, facendole diventare luogo di potenziale contagio.

Grande attenzione va riservata agli edifici in condominio ad uso commerciale e direzionale, stante la loro numerosa frequentazione.

Ogni amministratore condominiale può, infine,  inoltrare un’informativa che, nel rispetto della persona, evidenzi l’attenzione necessaria al fenomeno in essere e ponga tutti nella condizione di assumere un comportamento rispettoso dell’altro.

Funzioni sospese al Santo di Padova

(Lunedì, 11,52)

In ottemperanza a quanto prescritto dall’Ordinanza contingibile e urgente n.1 del Ministero della Salute in intesa con il Presidente della Regione Veneto (Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, art. 1.2a) emessa ieri, domenica 23 febbraio 2020, in accordo con l’Ordinario della Basilica, mons. Fabio Dal Cin, Delegato Pontificio, e con il Vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, per analoghe decisioni per la Diocesi, si informa che da questa mattina, lunedì 24 febbraio, fino alle ore 24 di domenica 1 marzo in Basilica del Santo sono sospese le funzioni religiose di ogni tipo (sante messe festive e feriali, comprese quelle del Mercoledì delle Ceneri, sacramento della riconciliazione, benedizioni, via crucis, adorazione eucaristica).

La Basilica resta aperta al pubblico per la preghiera personale nel consueto orario (6.20 – 18.45), con l’invito ai devoti a evitare assembramenti di persone e a seguire le norme igieniche indicate nell’ordinanza.

Nello stesso periodo resteranno inoltre chiusi tutti i siti museali del complesso antoniano: Museo Antoniano (accesso del Chiostro del Beato Luca Belludi), percorso multimediale immersivo Antonius (accesso dal Chiostro del Generale), Scuola del Santo e Oratorio di San Giorgio (entrambi con accesso dal sagrato della basilica).

I frati del Santo affidano all’intercessione di sant’Antonio tutte le persone che stanno soffrendo per questa epidemia, coloro che hanno perso i propri cari e quanti si stanno prodigando per assistere i malati e per affrontare in maniera adeguata questa emergenza sanitaria

Attenzione alle truffe

(domenica, 22,10)

Si segnalano purtoppo le prime truffe. Sono stati segnalati casi a Treviso (ne ha parlato il sindaco, specificando che non ci sono ammalati al momento in città dove l’attenzione è alta), con l’offerta di sanificazioni degli ambienti. Nessuno ha ricevuto incarichi di questo genere dal Comune. E’ stato segnalato un fenomeno analogo anche a Padova, dove alcune persone si sono presentate come addetti dell’Ulss locale Euganea per eseguire dei tamponi agli abitanti.

Seguite solo le informazioni che vengono dagli organi ufficiali (Comune, Ulss, Regione).

L’ordinanza del Veneto: limiti alle visite in ospedale

e treni disinfettati giornalmente

(domenica, 20,23)

Queste le misure urgenti in termini di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica

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Trento, rientrata in Lombardia una famiglia

di turisti risultata positiva al test

(Domenica, 19,45)

Nel tardo pomeriggio di oggi il presidente della Provincia autonoma di Trento, alcuni assessori della Giunta provinciale e i dirigenti della task force predisposta per monitorare la situazione rispetto all’emergenza coronavirus hanno fatto il punto della situazione. Si conferma che ad oggi non ci sono persone residenti in Trentino contagiate.

La novità riguarda una famiglia di 3 persone presente in Trentino da venerdì e proveniente dai comuni lombardi interessati al fenomeno. Tutte e 3 sono risultate positive. Sabato hanno contattato una guardia medica la quale seguendo i protocolli li ha visitati. Le successive analisi, che dovranno essere confermate dall’Istituto Spallanzani di Roma, hanno dato esito positivo. Presentano sintomi leggeri, tipo raffreddore o lieve influenza.

“Grazie agli accordi presi con la Lombardia – ha spiegato il presidente della Provincia – le tre persone sono già tornate nel comune lombardo di residenza. La famiglia era in un appartamento privato e dalle notizie che stiamo assumendo e verificando i contatti con l’esterno sono stati del tutto minimali. Sono rientrati in Lombardia perché loro stessi lo hanno voluto. Siamo in contatto – ha aggiunto – con le strutture ricettive per avere segnalazioni di eventuali presenze di persone provenienti dalle zone cosiddette rosse, dove si è diffuso il virus”.

Fra le novità di oggi, la decisione di intensificare l‘igienizzazione dei mezzi di trasporto pubblico e la chiusura dell’Università, concordata con il Rettorato, per tutta la settimana. Domani si valuterà se prolungare la chiusura di scuole, asili e nidi, chiusi fino a martedì, anche per il resto della settimana.
Il presidente ha ringraziato tutti gli operatori sanitari del Trentino. “L’attenzione è tanta e le richieste che ricevono comportano grande impegno e responsabilità”.
Domani ci sarà un incontro con quanti lavorano nelle case di riposo, con gli infermieri e con vigili del fuoco per spiegare come si sta muovendo la Provincia.

Annullata l’antica fiera di Godega

(Domenica, 19,41)

Annullata l’Antica Fiera di Godega in programma, a Godega di Sant’Urbano, da sabato 29 febbraio a lunedì 2 marzo, come pure le iniziative del Carnevale con gli asinelli previste negli spazi fieristici lunedì 24 e martedì 25 febbraio.
Dopo aver partecipato oggi pomeriggio al summit con Prefetto, Ulss 2, dirigente scolastico provinciale e gli altri sindaci della Marca Trevigiana indetto per affrontare l’emergenza coronavirus, la prima cittadina di Godega di Sant’Urbano Paola Guzzo annuncia la sospensione dell’edizione 2020 dell’Antica Fiera di Godega.

«A malincuore, ma con senso di responsabilità, annulliamo l’Antica Fiera di Godega e ogni evento ad essa collegata – afferma la sindaca Paola Guzzo -. La salute dei cittadini prima di tutto. Il Governatore Luca Zaia ha ribadito che bisogna circoscrivere l’emergenza facendo anche dei sacrifici e tutelare la salute dei cittadini. E con senso di responsabilità anche noi annulliamo la fiera. Una decisione che non ha precedenti. Purtroppo questa scelta viene presa quando di fatto la manifestazione era pronta e alle porte, dopo averci lavorato per diversi mesi. Si tratta di un duro colpo anche per noi organizzatori. Ma ribadisco: la salute dei cittadini prima di tutto».

Dopo il vertice a Treviso e la firma dell’ordinanza da parte di Ministero e Regione, per il Comune di Godega di Sant’Urbano l’annullamento della Fiera è stato un passo obbligatorio. «Abbiamo ragionato sulla possibilità di spostare più avanti l’appuntamento, ma non sappiamo ancora se l’emergenza coronavirus si concluderà il primo marzo – aggiunge l’assessore all’Antica Fiera di Godega Paolo Attemandi -. E poi ci sono in cartellone già altre fiere ed appuntamenti sul territorio. Sentiti alcuni degli storici espositori della nostra fiera, abbiamo convenuto che non è possibile rinviare l’appuntamento. Per la prima volta nella storia siamo quindi costretti ad annullare la fiera e ogni altro evento previsto nel corso della settimana. Per il nostro Comune si tratta di un danno economico non indifferente, ma vista l’emergenza sanitaria ci preme prima di tutto la salute dei cittadini».

FVG, le misure dell’ordinanza

(Domenica, 19,38)

Il ministro della Salute ha firmato d’intesa con il presidente del Friuli Venezia Giulia l’ordinanza che contiene le disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da coronavirus.

Considerata la contiguità territoriale del Friuli Venezia Giulia rispetto al Veneto, dove si sono verificati finora 25 casi nei comuni di Vò e Mira e non è stato ancora identificato il caso indice, e tenuto conto che tale evento potrebbe allargare i focolai epidemici, sono state decise con l’ordinanza misure urgenti che saranno attive da domani fino al 1 marzo compreso.

Viene disposta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni.

E’ prevista la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie, corsi per educazione degli adulti e dei servizi per il diritto allo studio ad essi connessi, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.

Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (le biblioteche e gli archivi, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali), nonché l’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi.

Sospeso ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero e previsto l’obbligo da parte di individui che hanno fatto ingresso nel Friuli Venezia Giulia da zone a rischio epidemiologico come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Le Direzioni sanitarie ospedaliere devono predisporre la limitazione dell’accesso dei semplici visitatori alle aree di degenza, preferibilmente una persona per paziente al giorno.

Le strutture sanitarie intermedie, quali Rsa, le residenze protette per anziani e le strutture socio-assistenziali dovranno anch’esse limitare l’accesso dei visitatori agli ospiti.

Viene raccomandato fortemente che il personale sanitario si attenga alle misure di prevenzione per la diffusione delle infezioni per via respiratoria nonchè alla rigorosa applicazione delle indicazioni per la sanificazione e disinfezione degli ambienti previste dalle circolari ministeriali.

Deve essere predisposta dagli organismi competenti la disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra, via aerea e via acqua.

Vengono sospese le procedure concorsuali ad esclusione dei concorsi per personale sanitario.

A Venezia sospesi messe, battesimi e funerali

(Domenica, 19.21)

A seguito di quanto stabilito dalla Regione Veneto, dalle ore 24 di oggi domenica 23 febbraio 2020 fino alle ore 24 di domenica 1 marzo 2020, per evitare gli assembramenti di persone, la Diocesi di Venezia dispone la sospensione di quanto segue:

  1. La celebrazione pubblica di S. Messe, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri e domenicali, sacramenti (inclusa la celebrazione di battesimi, prime comunioni e cresime), sacramentali, liturgie e pie devozioni quali la Via Crucis;

—        In sostituzione del precetto festivo e anche del Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima, i fedeli dedichino un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione;

—        Per i funerali, saranno possibili le sepolture, anche con la benedizione della salma alla presenza delle persone più vicine del defunto, ma purtroppo senza la celebrazione della S. Messa o di altra liturgia; le S. Messe esequiali potranno essere celebrate solo al superamento di questa fase critica;

  1. Gli incontri del catechismo e ogni altra attività di patronati e oratori
  2. Il ritiro del clero previsto per giovedì 27 febbraio
  3. Le lezioni della Facoltà di Diritto Canonico San Pio X, dello Studio Teologico del Seminario e delle altre istituzioni accademiche ecclesiastiche
  4. Gli appuntamenti legati alla Visita pastorale.

L’accesso alle chiese sarà ordinariamente possibile, per chi vorrà recarvisi a pregare, salvo il principio di evitare assembramenti di persone, più probabili nel centro storico di Venezia essendo meta di visite turistiche. In tal senso anche la Basilica di San Marco non sarà accessibile.

Nel periodo indicato resteranno chiuse al pubblico le seguenti realtà: la Curia Diocesana di Venezia, l’Archivio Storico, la Biblioteca Diocesana, il Museo Diocesano alla Salute, il Centro Pastorale Urbani di Zelarino e la Casa di Esercizi Spirituali Santa Maria Assunta del Cavallino.

Le attività caritative invece continueranno:

  1. Nelle mense dei poveri, distribuendo cestini con i pasti che non potranno però essere consumati all’interno delle strutture;
  2. Nei dormitori, attraverso un presidio sanitario garantito dalle pubbliche autorità.

La Diocesi di Venezia e Il Patriarca Francesco Moraglia sono e rimangono in costante e frequente contatto con le autorità, in particolare con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Prefetto Vittorio Zappalorto e il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, in un clima di fattiva collaborazione.

“Come cittadini e credenti – dichiara il Patriarca – siamo chiamati a vivere questo momento di difficoltà con senso di responsabilità civica, senza cedere ad allarmismi e a paure ingiustificate. Ci affidiamo alla protezione della Beata Vergine Maria, invocata col titolo di Madonna della Salute; Ella interceda presso Suo Figlio, il Santissimo Redentore. La nostra preghiera è anche per quanti sono preposti al bene comune, affinché assumano decisioni prudenti e sagge per la nostra gente, soprattutto per i più deboli e per gli anziani.

Alla Carraro niente lavoro con la febbre

Molte grande aziendi si stanno attrezzando: alla Carraro, sede a Campodarsego ma diverse filiali anche a NordEst, è stato costituito un gruppo di lavoro. Tutte le trasferte, nazionali e internazionali, vanno limitate a quelle necessarie e non differibili. Le riunioni in presenza di ospiti esterni dovranno essere cancellate o sostituite con riunioni in videoconferenza. Sono cautelativamente  sospete tutte le attività che prevedono l’aggregazione di persone all’interno e all’esterno degli uffici.

I colleghi residenti o domiciliati nei comuni che sono stati o verranno progressivamente identificati dalle autorità come critici e per i quali sono state disposte misure di contenimento del rischio in quanto sedi di focolai di infezione non potranno accedere a uffici e reparti per 14 giorni, con riserva di successive comunicazioni.

Poichè lo smart working è uno strumento utile nel limitare i contatti e affrontare questa specifica emergenza, tutti i colleghi che verranno individuati accederanno a questo istituto contrattuale previa approvazione dei vertici aziendali.

A tutti i colleghi è richiesto di monitorare quotidianamente la propria temperatura, e in caso di evidenza febbrile (da 37 gradi in su) è fatto divieto di presentarsi al lavoro.

A tutti i clienti e fornitori è richiesta l’adozione di misure analoghe. Per ogni sede aziendale (Campodarsego, Rovigo Poggiofiorito e Maniago) c’è un medico competente a disposizione per informazioni. Sanificazioni verranno effettuate dove necessario.

Verona, chiusa lunedì 24 la Borsa merci

(Domenica, 19.15)

Corona virus e economia cittadina: chiude la Borsa Merci della Camera di Commercio di Verona domani lunedì 24 febbraio. In considerazione delle misure annunciate dal Governatore Zaia in merito alla chiusura e sospensione di tutte le situazioni di aggregazione, come mercati e fiere e manifestazioni domani non funzionerà la seduta del lunedì della Borsa Merci a Verona Mercato. Mediamente alla seduta partecipano 150 operatori provenienti da tutta Italia, è la più frequentata della settimana.

Intesa Sanpaolo, le filiali chiuse

e le tutele per i dipendenti

(Domenica, 18.03)

Con riferimento alle misure di tutela dal Coronavirus (COVID – 2019), Intesa Sanpaolo rende noto di aver disposto la chiusura delle filiali dei Comuni oggetto dei provvedimenti governativi: Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano in provincia di Lodi; Vò Euganeo in provincia di
Padova. In tutti questi Comuni restano operativi gli sportelli ATM. In tutti gli altri Comuni italiani, le filiali sono regolarmente aperte. Intesa Sanpaolo è pronta ad attivare le misure richieste anche in altri Comuni se si rendesse necessario su indicazione delle autorità.

Per Intesa Sanpaolo – si legge in una nota -, tra i primi datori di lavoro in Italia, le persone rappresentano l’asset principale: la loro
tutela rappresenta la priorità. Pertanto, per i dipendenti residenti nei Comuni interessati dalle ordinanze o per coloro i quali vi prestino opera, sono previsti permessi retribuiti e sarà prevista la possibilità di lavorare da casa. Per tutti gli altri dipendenti, è prevista l’astensione dal lavoro per coloro che soffrono di immunodepressione certificata in sede medica, mentre quelli che dovessero presentare sintomatologia respiratoria o influenzale, anche lieve, dovranno contattare il medico curante per considerare l’astensione dal lavoro.

L’autorizzazione delle missioni seguirà criteri di stretta indispensabilità, e queste saranno sostituite preferibilmente da videoconferenze. Lo smart working, laddove previsto, sarà incentivato. La Banca ha inoltre diffuso presso i propri dipendenti le indicazioni di igiene e profilassi dell’OMS per i soggetti asintomatici (lavarsi spesso le mani, evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, coprirsi bocca e naso con un fazzoletto o con il gomito piegato se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali o antibiotici se non prescritti
dal medico). È stata inoltre istituita una casella mail specifica per le domande dei dipendenti, alle quali rispondono esperti, tra cui medici specializzati dell’Istituto Sacco di Milano e della Città della salute di Torino.

I fornitori sono stati invitati ad attenersi alle stesse misure adottate dalla Banca.
In ottica preventiva, l’organismo di Intesa Sanpaolo che si occupa della continuità operativa e che riunisce le principali funzioni del Gruppo, è al lavoro da tempo e si coordina di continuo con Banca d’Italia e con l’ABI per allineare le misure secondo le specificità del settore finanziario.

Bolzano: chiusi asili nido, Università,

Claudiana e Conservatorio

(Domenica, ore 12.47)

In seguito alla richiesta avanzata nella serata di ieri (22 febbraio) dal direttore generale dell’Azienda sanitaria, Florian Zerzer, il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, ha firmato nella tarda mattinata di oggi (23 febbraio) un’ordinanza che punta a limitare il rischio sanitario di diffusione del cosiddetto Coronavirus. In Alto Adige, a partire da lunedì 24 febbraio e sino a domenica 1 marzo, saranno chiusi le strutture socio-educative, pubbliche e private, dedicate alla prima infanzia (asili nido e microstrutture aziendali). Inoltre, sempre nello stesso periodo, saranno sospese le attività didattiche presso Università, Scuola superiore di sanità “Claudiana” e Conservatorio “Monteverdi”.

Nell’ordinanza, che trovate in allegato a questo comunicato, si prevede infine la gestione ed eventualmente l’isolamento delle seguenti categorie di persone: coloro che sono da sottoporre obbligatoriamente a quarantena in quanto rientranti da aree a rischio; coloro che hanno avuto contatti con soggetti sintomatici; soggetti sintomatici che non necessitano di ricovero ospedaliero; pazienti che necessitano di ricovero ospedaliero.

Cabina di regia per il sistema economico

“Due comuni “blindati, Vò Euganeo e Mira, Università chiuse, interruzione delle gite scolastiche, cancellazione di eventi sportivi e spettacoli, inviti a non frequentare luoghi affollati, cancellazione di manifestazioni fieristiche e rallentamento nelle attività di rappresentanza commerciale con l’estero. Sono solo alcuni dei primi rifessi del contagio da Coronavirus avvenuto in Veneto e Lombardia. Iniziative necessarie ma che stanno già avendo effetti negativi immediati e potranno avere in relazione all’avanzamento della crisi effetti crescenti”. Lo afferma Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto all’indomani dei primi casi accertati nel nord Italia.

“Bisogna darsi priorità – prosegue -. Innanzi tutto, ovviamente, ci si deve attenere scrupolosamente all’ordinanza del Ministro Speranza d’intesa con il Presidente della Regione Veneto per comuni e aree colpite ed ai protocolli messi a punto dall’Istituto Superiore di Sanità e divulgati da Ministero e Regione Veneto. Ma non solo. Bisogna che venga attivato un tavolo di crisi economica a livello nazionale che guardi all’economia nel suo complesso e non solo a quelle attività che hanno rapporti diretti con la Cina. Una settimana di fermo attività vale almeno il 2-3 punti percentuali in meno di fatturato. Deve poi essere attivata con la Regione una cabina di regia tra il sistema economico veneto per valutare la gestione economica occupazionale della crisi e per coordinare eventuali interventi straordinari con il Governo”.

“Come sistema Confartigianato – conclude Bonomo – ci attiveremo per monitorare le situazioni di criticità riportandole alla cabina di regia, a salvaguardia delle imprese e del lavoro. Ovviamente dirameremo anche tutte le informazioni tecniche e di comportamento a cui imprese e lavoratori saranno chiamati a seguire grazie anche alla nostra  distribuzione su territorio che conta 140 sedi e millequattrocento addetti in tutto il territorio regionale”.

 

 

In FVG attività atenei sospese fino al 1 marzo

(Domenica, 11,25)

Da domani, lunedì 24 febbraio 2020, a domenica 1 marzo 2020 compresi saranno sospese tutte le attività didattiche (lezioni, esercitazioni, tirocini, seminari e similari), gli esami (di laurea e di profitto), le conferenze o i dibattiti (interni o aperti al pubblico esterno) delle Università di Trieste e di Udine e delle sedi collegate e della Sissa (Scuola superiore di studi avanzati di Trieste).

Saranno altresì chiuse al pubblico le biblioteche e le sale studio.

La decisione è stata assunta concordemente dalla Regione Friuli Venezia e dalle autorità accademiche regionali.

L’evoluzione della situazione relativa alla diffusione del coronavirus – hanno rilevato le autorità accademiche – consiglia in accordo e sinergia con la Regione Friuli Venezia Giulia, in via prudenziale, l’adozione di misure cautelative a tutela della salute pubblica e del sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei del Friuli Venezia Giulia, stante la naturale e rilevante mobilità degli studenti, soprattutto provenienti da Regioni in cui si sono già verificati casi di positività al virus.

Le attività, in assenza di diverse indicazioni e salvo diverse direttive da parte delle autorità competenti, riprenderanno lunedì 2 marzo 2020. Il recupero delle lezioni e degli esami, come riferiscono ancora le autorità accademiche, verrà comunicato quanto prima sui canali di comunicazione istituzionali degli atenei. Questi ultimi sono in continuo contatto con l’unità di crisi e con i ministeri competenti, e provvederanno ad aggiornare le misure oggi vigenti sulla base dell’evoluzione della situazione.

Il FVG individua due strutture per quarantene

(Domenica, ore 11,25)

Sono due le strutture individuate in Friuli Venezia Giulia per ricoverare pazienti che presentino sintomi da Coronavirus per eventuali periodi di quarantena, una in prossimità di Trieste e l’altra in provincia di Udine, nel comune di Tricesimo.

Lo ha reso noto il vicegovernatore con delega alla Salute al termine del Comitato operativo della Protezione civile del Fvg con il Dipartimento nazionale al quale ha partecipato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Il numero delle persone sotto osservazione non è mutato da ieri ed è stato confermato che attualmente i casi sono risultati tutti negtivi.

Il vicegovernatore ha reso noto che l’evoluzione della situazione è in crescendo e che anche il Friuli Venezia Giulia sta continuando l’organizzazione delle misure di prevenzione a cui si sta dedicando ininterrottamente dalla fine di gennaio e che sta proseguendo da ieri con particolare intensità.

La Regione invita a non alimentare allarmismi, a contattare il 112 per chiedere informazioni in caso di preoccupazione in ordine a sintomi che si possono riscontrare e a non accedere ai Pronto Soccorso se non in caso di effettiva necessità.

Un numero verde per le informazioni

(Domenica ore 10)
“800462340” – E’ questo il numero verde attivato da stamattina dalla Regione Veneto per assistere e informare i cittadini sui comportamenti da tenere da parte delle persone che temono di essere entrate in contatto con virus.

La decisione è stata presa alla luce del fatto che numerose persone stanno chiamando il 118 per chiedere informazioni sull’infezione, per evitare il sovraccarico delle centrali operative, che può avere delle conseguenze sul soccorso a persone che hanno effettivamente necessità di un intervento immediato.

Si raccomanda peraltro di chiamare il 118 in caso di difficoltà respiratoria, per richiedere l’invio immediato di un’ambulanza.

I tecnici della Regione precisano che le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti, ma che non hanno alcun sintomo o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria, non devono chiamare il 118 e non devono recarsi in ospedale; devono invece rivolgersi al numero verde che in base alle notizie riferite fornirà tutte le informazioni e le eventuali istruzioni sui comportamenti da adottare. Inoltre gli utenti possono chiedere informazioni ed istruzioni anche al proprio medico di medicina generale.

I medici di medicina generale del Veneto potranno essere contattati telefonicamente dai loro assistiti che percepiscano sintomi, e che non dovranno quindi recarsi in ambulatorio. Il medico effettuerà un triage telefonico e deciderà se è necessario effettuare una visita domiciliare o attivare l’intervento del servizio di igiene pubblica o del sistema di emergenza-urgenza.

 

 

Il Trentino firma l’ordinanza:

ulteriori misure di prevenzione

(Sabato 22, ore 22.40)

Il documento parla di “Primi interventi urgenti di Protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso con l’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. In altre parole è l’ordinanza, firmata poco dopo le 21, con la quale il presidente della Provincia autonoma di Trento dispone la chiusura per il 24 e il 25 febbraio degli asili nido, dell’Università, comprese biblioteche e aule di studio, e delle Fondazioni Mach e Bruno Kessler. Sospese le gite scolastiche fuori Trentino sul territorio italiano e annullate le manifestazioni ludico sportive che si svolgono in luoghi chiusi e per le quali si prevede afflusso elevato.
L’ordinanza dà indicazioni anche per la gestione dei soggetti da sottoporre obbligatoriamente a quarantena rientranti da aree a rischio, che abbiano avuto contatto con soggetti sintomatici, nonché dei pazienti che necessitano ricovero in ospedale.

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Sul sito il testo completo dell’ordinanza.

Vicenza chiude scuole e nidi

(Sabato, ore 20.15)

Nel vertice convocato nel tardo pomeriggio dal prefetto di Vicenza – su input del sindaco e presidente della provincia – per concordare le disposizioni da introdurre nei Comuni del territorio vicentino erano presenti una quindicina di sindaci, il direttore dell’Ulss 8 Berica, il direttore scolastico provinciale, il delegato provinciale CONI e i rappresentanti provinciali di carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco e protezione civile, oltre che il comandante della polizia locale di Viicenza.

E’ stato concordato in via precauzionale di mantenere tutte le scuole chiuse fino a mercoledì, nidi compresi, in tutti i Comuni della provincia e non soltanto nei tre più vicini a Vo’ Euganeo, cioé Noventa Vicentina, Albettone e Agugliaro.

Ogni sindaco deciderà inoltre sul mantenimento o meno delle manifestazioni di propria competenza.

Martedì pomeriggio è previsto un nuovo vertice, per aggiornare le decisioni prese questa sera, in particolare in relazione alla chiusura delle scuole.

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L’ordinanza ministeriale per il Veneto

(Sabato, ore 20.08)

L’ordinanza firmata dal ministro della Salute di intesa con il Presidente della Regione Veneto prevede che:

Preso atto che nelle giornate del 21 febbraio 2020 sono stati accertati alcuni casi di infezione da coronavirus COVID19 inerenti a pazienti ricoverati presso gli Ospedali Riuniti Padova Sud;

Considerato pertanto che sussiste un cluster di infezione nel comune di Vo’ ed un caso di infezione nel Comune di Mira.

Considerato che è in corso la completa definizione della catena epidemiologica nel contesto Veneto e che non può escludersi il coinvolgimento di più ambiti del territorio nazionale in assenza di immediate misure di contenimento;

Preso atto del carattere diffusivo dell’epidemia e del notevole incremento dei casi e dei decessi notificati all’Organizzazione Mondiale della Sanità;

Ritenuto pertanto che ricorrono le condizioni di necessità ed urgenza di cui al richiamato articolo 32 legge 833/78 che giustificano l’adozione di misure eccezionali volte a ridurre il rischio di contagio;

Ritenuto necessario e urgente rafforzare ulteriormente le misure di sorveglianza sanitarie adottate, per il periodo di tempo necessario e sufficiente a prevenire, contenere e mitigare la diffusione di malattia infettiva diffusiva COVID -19;

Ritenuto necessario provvedere al coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale per rispondere ai propri assistiti che chiedono informazioni sulla patologia da nuovo coronavirus e per coloro che presentano sintomatologia respiratoria, si devono rendere disponibili ad effettuare un triage telefonico e a visitare i soggetti sintomatici a domicilio, al fine di evitare che questi pazienti possano presentarsi direttamente in ambulatorio o in pronto soccorso con il rischio di ulteriore diffusione della patologia.

Questa disponibilità viene estesa ai medici di continuità assistenziale per le ore notturne e per i festivi.

Considerato che le organizzazioni sanitarie internazionali indicano in quattordici giorni il tempo di incubazione;

Valutate le soluzioni tecniche possibili per il potenziamento della sorveglianza sanitaria necessaria, nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, coerentemente con le raccomandazioni dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie;

dispone con effetto immediato quanto segue:

Per il Comune di Vo’ (Pd)

A seguito della specifica valutazione epidemiologica dei due casi verificatisi in una comunità ristretta e delle successive positività riscontrate nei contatti, si definiscono e si declinano le seguenti indicazioni obbligatorie:

1) Sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, di qualsiasi natura, comprese le cerimonie religiose;
2) Sospensione di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui agli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n.146, fatto salvo quanto disposto nei punti successivi;
3) Sospensione delle attività lavorative per le imprese del comune sopraindicato, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali tra cui la zootecnia, e di quelle che possono essere svolte al proprio domicilio (quali, ad esempio, quelle svolte in telelavoro);

4) Sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti nel comune sopraindicato, anche al di fuori dell’area indicata, ad esclusione di quelli che operano nei servizi essenziali;
5) Sospensione della partecipazione ad attività ludiche e sportive per i cittadini residenti nel predetto comune indipendentemente dal luogo di svolgimento della manifestazione;
6) Sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nel comune sopraindicato;
7) Sospensione della frequenza delle attività scolastiche e dei servizi educativi da parte della popolazione residente nel comune sopracitato, con l’esclusione della frequenza dei corsi telematici universitari;
8) Interdizione delle fermate dei mezzi pubblici nel comune sopra indicato;

Per il Comune di Mira (VE)

Sulla base dello scenario epidemiologico attuale che ha interessato un residente del Comune di Mira è obbligatorio seguire le indicazioni sotto riportate:

1. Tutti i soggetti che dovessero presentare sintomatologia respiratoria lieve devono rimanere a casa e
contattare il proprio medico curante che valuterà la situazione clinica e le misure terapeutiche da
intraprendere.
2. Per tutti i soggetti asintomatici si raccomanda di utilizzare le misure igieniche per le malattie a
diffusione respiratoria sottoriportate:
. Lavarsi spesso le mani a tal proposito si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
. Coprirsi bocca e naso se starnutisci o tossisci
. Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
. Usare la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate
. I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
. Contattare il Numero Verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni
. Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus
. Qualora non necessario evitare luoghi chiusi e di aggregazione

Per tutti i Comuni del Veneto valgono le misure igieniche per la prevenzione delle infezioni respiratorie di cui sopra.

Per gli Ospedali Riuniti Padova Sud:

1) L’accesso alla struttura ospedaliera è momentaneamente vietato;
2) Tutta l’attività programmata è tassativamente sospesa (attività chirurgica, donazione, prelievi, attività ambulatoriale ecc.);
3) A tutto il personale in servizio presso la struttura ospedaliera si dovrà: misurare la temperatura, valutare eventuali sintomi presenti, effettuare il tampone per la ricerca del COVID-19; attendere l’esito del tampone (circa tre ore):
A) In presenza di sintomi e tampone positivo attivazione del 118 per il ricovero in malattie infettive,
B) In assenza di sintomi e tampone positivo isolamento ospedaliero (presso il reparto del day surgery),
C) In assenza di sintomi e tampone negativo isolamento fiduciario presso la propria
abitazione o presso l’ospedale (su richiesta del dipendente);
D) Il personale deve indossare i DPI prima di eseguire i tamponi ai pazienti;
E) A tutti i dipendenti deve essere eseguito il tampone e adottata la procedura di cui sopra,
F) Nel caso il tampone risulti negativo dovrà essere ripetuto dopo due giorni a tutti i
dipendenti dei reparti /servizi dove i pazienti dei casi indice sono transitati.
4) A tutti i pazienti ricoverati dovrà essere eseguito il tampone per la ricerca del COVID -19;
5) Ai pazienti ricoverati nei reparti non interessati dai percorsi dei casi indice, prima della dimissione
dovrà essere effettuato il tampone;
6) I pazienti ricoverati nei reparti di transito/soggiorno dei casi indice non possono essere dimessi prima del termine del periodo di osservazione;
7) Tutti gli utenti presenti in ospedale dovranno essere sottoposti a tampone con analogo protocollo previsto per i dipendenti.

Per l’Ospedale di Mira:

Si procederà alla sanificazione degli ambienti di degenza del paziente e alla valutazione degli operatori sanitari che sono venuti a contatto con il paziente, tramite visita e tampone.

La valutazione in merito al mantenimento e/o alla modifica delle presenti misure viene
quotidianamente effettuata congiuntamente dal Tavolo di coordinamento della Regione Veneto
congiuntamente con le Autorità centrali.

Il Prefetto di Padova e il Prefetto di Venezia sono incaricati dell’esecuzione della presente ordinanza.

I test su chi rientra dalla Cina

“L’effettuazione di esami per ricerca di SARS-CoV-2 in soggetti asintomatici rientranti dalla Cina negli ultimi 14 giorni, non è indicata da alcuna circolare del Governo Italiano né da raccomandazioni internazionali.

Richiesto dal Direttore generale della Sanità del Veneto al prof. Crisanti di fornire chiarimenti su quanto dichiarato dallo stesso ad organi di stampa, il Direttore dell’Unità di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha tenuto a precisare, in una nota del 12 febbraio u.s. (che si allega) che le sue dichiarazioni erano state in parte fraintese, volendo egli puntualizzare unicamente la sua preoccupazione di identificare precocemente i soggetti portatori del virus, alla luce anche di una recente pubblicazione scientifica del New England Journal of Medicine.

Si evidenzia che lo stesso articolo del New England è stato successivamente posto in discussione dalla stessa comunità scientifica, poiché sono emersi nuovi elementi che hanno portato a ridiscutere  il caso presentato, in quanto è stato messo in dubbio che si trattasse  realmente di trasmissione di virus in soggetto asintomatico.”

crisanti

 

 

“Sulla base delle mie conoscenze e competenze scientifiche – scrive Crisanti – ho espresso il parere, che non rinnego, che sarebbe opportuno effettuare il saggio diagnostico anche in persone provenienti da aree endemiche e con storia di esposizione a persone infette. Ho ribadito altresì che le disposizioni ministeriali e regionali non lo consentono e pertanto ci siamo finora limitati ad effettuare il saggio diagnostico in persone sintomatiche o con scarsità di sintomi. A testimonianza di questo, a tutt’oggi abbiamo effettuato solo 100 saggi diagnostici in pazienti provenienti da tutta la regione Veneto, negli ultimi 14 giorni, che presentavano sintomatologia di carattere respiratorio”.

Ca’ Foscari, la nota del rettore

(Sabato, 18.58)

Questa la comunicazione del Rettore di Ca’ Foscari Michele Bugliesi.

Care colleghe e cari colleghi tutti, care studentesse e cari studenti,

abbiamo avuto ieri e oggi la notizia di diversi casi di infezione da Coronavirus 19nCoV in Veneto, una situazione che prevede misure appropriate e la massima attenzione.

Invito innanzitutto l’intera comunità accademica a seguire con grande scrupolo le prescrizioni che l’unità di crisi regionale ha emanato, ed emanerà sulla base della evoluzione del contagio. Si raccomandano in particolare le seguenti misure di prevenzione (nota OMS e linea indirizzo MUR):
• Lavare spesso le mani con acqua e sapone o gel disinfettanti
• Quando si tossisce o starnutisce, coprire la bocca e il naso con il gomito o fazzoletto usa e getta, lavandosi poi le mani
• Evitare il contatto con chiunque abbia febbre e tosse.

Riguardo alle attività accademiche, al fine di ridurre le possibilità di contagio, si dispone secondo le indicazioni del Presidente Luca Zaia e in coordinamento con le università del Veneto –  la sospensione delle lezioni e degli esami in tutte le sedi dell’università, a Venezia, Mestre, Treviso e Roncade dal 24/02 al 29/02 compresi. Biblioteche e aule studio saranno chiuse dal 23/02 al 01/03.

Il recupero delle lezioni e degli esami verrà comunicato quanto prima sul sito web di Ca’ Foscari e sui canali di comunicazione ufficiali. Per il personale tutto,  docente e non docente, le attività si svolgeranno regolarmente, fatte salve le ordinanze locali che vincolino la mobilità delle persone.

L’Ateneo è in continuo contatto con l’unità di crisi e con i ministeri competenti, e provvederà ad aggiornare le misure oggi vigenti sulla base dell’evoluzione della situazione.

Chiusura temporanea per Acquevenete

(Sabato, 18.35)

A fronte dell’emergenza Coronavirus nella bassa padovana, acquevenete comunica che a titolo precauzionale è stata decisa la temporanea chiusura degli sportelli clienti per la sola giornata di lunedì 24/02.

Dalla giornata di martedì 25/02 saranno aperti solamente gli sportelli clienti di Monselice e Rovigo. Secondo le linee guida della Regione Veneto e del Ministero e a tutela degli operatori, a Monselice saranno installati dei divisori tra il cliente e lo sportellista per evitare contatti ravvicinati. A Rovigo invece saranno trasferiti gli uffici dello sportello clienti nell’area dell’attuale protocollo in modo da sfruttarne i divisori. Saranno inoltre posizionati dei dispositivi igienizzanti nei due sportelli.

Per informazioni si invitano gli utenti a contattare il numero verde del servizio clienti di acquevenete 800 991 544 dal lunedì al venerdì dalle ore 08 alle 20 e il sabato dalle ore 08 alle 13.

Sempre al numero verde 800 991 544 negli stessi orari è attivo anche un servizio di Sportello telefonico. Si potranno richiedere, senza muoversi da casa, copia di bollette, modulistica da utilizzare per la presentazione delle richieste e l’apertura di interventi di sostituzioni dei contatori. In caso di richiesta di attivazioni, disattivazioni, subentri, volture, allacciamenti, l’operatore invierà all’utente il modulo specifico per email e fornirà le relative istruzioni per completare la richiesta tramite email. I servizi telefonici saranno potenziati per cercare di ridurre i disagi per gli utenti.

Inoltre, acquevenete invita gli utenti a utilizzare il nuovo Sportello Online, registrandosi dal sito www.acquevenete.it e l’App acquevenete per smartphone, che si può scaricare gratuitamente da Google Play e App Store. Tutte le informazioni su come utilizzare Sportello Online e App si possono trovare facilmente collegandosi al sito www.acquevenete.it.

Acquevenete informa inoltre che sono stati sospesi tutti gli interventi programmati nel Comune di Vo’ e che i dipendenti residenti a Vo’ non si recheranno al lavoro nei prossimi giorni.

Massima attenzione alle imprese

(Sabato, 17.42)

Enrico Carraro, Presidente Confindustria Veneto, ha detto: «Insieme e in coordinamento con tutte le Associazioni Territoriali, stiamo monitorando con attenzione la situazione che sta evolvendo di ora in ora. La sicurezza dei nostri dipendenti e collaboratori è un valore che consideriamo prioritario. Per questo ci atterremo con scrupolo alle indicazioni ed ai protocolli che riceveremo dalle autorità  pubbliche, che sappiamo essere al lavoro con serietà e competenza. Saremo in prima linea, con la consapevolezza del nostro ruolo, nel gestire l’emergenza qualora dovesse verificarsi. Con senso di responsabilità  collettiva, dobbiamo adottare tutti le precauzioni indicate senza farsi prendere dal panico o diffondere inutile allarmismo. Abbiamo fiducia nel lavoro che le istituzioni stanno facendo per applicare le profilassi più corrette per evitare la diffusione tra le persone ed i lavoratori».

Posticipata Mido, la fiera dell’occhiale

(Sabato, 17.40)

Il Consiglio di Amministrazione di MIDO, la più importante manifestazione nel settore dell’eyewear a livello mondiale, si è riunito per decidere e definire le strategie per far fronte alla crisi causata dall’emergenza COVID-19, in relazione alla fiera in programma dal 29 febbraio al 2 marzo prossimi.

L’Organizzazione di MIDO annuncia la decisione presa nell’ambito del CdA straordinario, di posticipare l’edizione 2020 tra fine e maggio e la prima metà di giugno.

E’ una decisione presa nel rispetto della gravità della situazione attuale e in risposta ai nostri espositori e visitatori – commenta Giovanni Vitaloni, presidente di MIDO. L’evoluzione della crisi sanitaria in atto nel nostro paese non ci ha lasciato alcun dubbio nella determinante scelta di posticipare l’edizione 2020 di MIDO. Abbiamo prontamente definito e individuato un periodo dell’anno che andasse incontro alle esigenze del settore dell’eyewear italiano e internazionale”.

Le date dell’edizione 2020 di MIDO saranno comunicate nei prossimi giorni.

Regione Fvg decreta stato d’emergenza

(Sabato, 17.25)

Il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, d’intesa con il governatore, ha siglato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario da Coronavirus, anche in considerazione dei primi casi di contagio nel territorio italiano e in particolare nella vicina regione del Veneto ed in esito della riunione del Comitato operativo  di Protezione civile avvenuta oggi.

Con  il decreto dello stato di emergenza la Regione potrà adottare una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso un affidamento diretto senza indagini di mercato sopra e sotto soglia comunitarie, per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza.

In prima battuta la misura è utile per disporre di risorse tali da consentire, ad esempio, di mettere a disposizione le strutture nel caso in cui si rendesse necessario adottare l’isolamento.

Cgil, Cisl e Uil del Veneto

con le Istituzioni

(Sabato, 15.54)

Dichiarazione dei Segretari generali Christian Ferrari (CGIL Veneto), Gianfranco Refosco (CISL Veneto), Gerardo Colamarco (UIL Veneto)

Cgil, Cisl e Uil del Veneto esprimono innanzitutto cordoglio per la morte di Adriano Trevisan e la solidarietà ai suoi familiari e amici.

Assicurano la collaborazione del Sindacato con le Istituzioni nazionali, regionali e locali per fermare la diffusione del Coronavirus.

Invitano le lavoratrici e i lavoratori ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità preposte. Per quanto riguarda le attività lavorative e sindacali, le nostre Organizzazioni applicheranno rigorosamente le misure di prevenzione e contenimento del contagio, che man mano saranno diramate dalla Regione. Dai comportamenti di ciascuno dipende, seppur in piccola parte, la soluzione dell’emergenza sanitaria in corso. Solo tutti insieme possiamo superare le difficoltà di questa fase così particolare.

Ringraziamo nella maniera più sentita le lavoratrici e i lavoratori pubblici, e in particolare chi opera nell’ambito sanitario, che stanno facendo – come e più di ogni giorno – il proprio dovere con passione, dedizione e competenza, sopportando sacrifici e preoccupazioni inedite per il nostro Paese e il nostro territorio. Il loro ruolo è prezioso e decisivo ancor più che in passato.

Ci auguriamo – infine – che polemiche e strumentalizzazioni siano lasciate da parte, che tutte le forze politiche e sociali dimostrino la massima unità e responsabilità per raggiungere l’obiettivo irrinunciabile di tutelare, con i mezzi che abbiamo a disposizione e con i provvedimenti necessari, la salute dei cittadini.