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Tredici nuovi diplomati nella scuola dei Mosaicisti (che è anche una impresa)

In un anno del tutto particolare, sono tredici gli allievi che hanno concluso il percorso formativo triennale e ottenuto la qualifica di Maestro Mosaicista.

Una scuola unica

Siamo a Spilimbergo (Pordenone), ed è difficile capire se sia una scuola dentro a una galleria d’arte, o viceversa. La Scuola Mosaicisti del Friuli nella sua sede racchiude gli anni di storia che l’hanno portata fin qui. Fondata nel 1922, è un esempio più unico che raro di istituto che ha una triplice funzione. Quella di formazione, qualificando artigiani specializzati nell’arte musiva; la promozione di questa stessa arte in Italia e a livello internazionale; infine, è una vera e propria azienda, che accetta commesse in ogni angolo del mondo.

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La gestione è affidata a un Consorzio che comprende attualmente 46 enti, in rappresentanza di tutto il tessuto economico, dagli industriali all’artigianato, e poi i Comuni e la Regione. E imprenditore è il presidente, Stefano Lovison. La formazione – 38 ore a settimana – prevede un piano di studi triennale, che spazia da storia dell’arte a grafica al computer, da disegno a progettazione. «Una scuola esigente – sottolinea Lovison -. Fra ritiri e bocciature, va avanti solo il 50% degli studenti, che arrivano da tutto il mondo in Friuli: oggi abbiamo 18 nazionalità presenti, dalla Russia al Sudamerica, dal Pakistan all’Europa. La maggior parte di loro, una volta completati gli studi, rientra nel proprio Paese e lì diventa un ambasciatore del mosaico».

Lo studio attraversa secoli di storia: dal mosaico di epoca romana, basato su materiali naturali come sassi e ciottoli, a quello medioevale, in cui compaiono oro e colori spesso con la rappresentazione delle Sacre scritture, fino alla modernità. «Oggi il mosaico è largamente impiegato in contesti di riqualificazione urbana – spiega il presidente -. Un esempio è proprio vicino alla nostra sede: c’era una canna fumaria molto sgradevole da vedere, l’abbiamo ricoperta tutta a mosaico per 12 metri di altezza sui quattro lati rendendola così un opera scultorea contemporanea. Ora la visione è quella di un albero nelle diverse luci, dall’alba alla notte». Ogni anno la Scuola Mosaicisti del Friuli attira migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. E poi ci sono le commesse in Italia e all’estero curate dalla Scuola – che ha firmato fra l’altro il Foro Italico e la piscina olimpica di Roma, il mosaico dell’Opera di Parigi, il Santo Sepolcro a Gerusalemme, il pavimento del Kawakyu Hotel in Osaka (Giappone), la “saetta iridescente” a Ground Zero in New York – e le collaborazioni con artisti internazionali.

Una fucina di imprenditori: «Solo nel 2019 in Friuli VG si registrano oltre 60 laboratori artigiani: un dato in crescita rispetto agli anni precedenti. E poi ci sono coloro che trovano impiego come dipendenti. Il tasso di occupazione di chi conclude il corso è vicino al 100%. Nascono imprenditori, e con loro imprese, come quelle che ci forniscono tessere, smalti e altri materiali». Se il mosaico è un’arte antica, oggi il tasso di innovazione è altissimo: l’opera, che sia destinata a un ente pubblico o a privati, viene pensata e poi rappresentata tramite rendering per capire che effetto farà una volta completata. E l’innovazione si trasmette anche ai giovani: «Una volta questo era visto come un lavoro faticoso, con molte ore trascorse in ginocchio, dunque prettamente maschile. Ora tutto è cambiato, e negli anni Ottanta abbiamo avuto le prime richieste di iscrizione da parte di ragazze. Oggi la componente femminile è al 70 per cento» conclude Lovison.

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I magnifici 13

La consegna dei diplomi si è svolta il 26 giugno. Nonostante, per ragioni di sicurezza, la cerimonia si sia svolta in maniera ristretta, con pochi invitati disseminati nell’ampio teatro, l’emozione è stata grande e forse più intensa degli anni precedenti.

Hanno partecipato il presidente e il direttore della Scuola Mosaicisti del Friuli, Stefano Lovison e Gian Piero Brovedani, l’Assessore regionale Stefano Zannier e il sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli. Presente tra il pubblico anche un amico della Scuola: Nemo Gonano, che per tutti gli anni Novanta fu presidente del Consorzio per la Scuola Mosaicisti del Friuli.

Come ha ricordato il presidente Lovison nei saluti inaugurali, “l’anno formativo che si è appena concluso, è stato diverso dagli altri, a tratti anche difficile e incerto, eppure la Scuola con gli insegnanti, lo staff amministrativo, i collaboratori e soprattutto gli allievi ha saputo fare squadra, cercando assieme soluzioni valide”.

Il direttore Brovedani ha sottolineato “la passione e la tenacia degli allievi che hanno creduto nella Scuola. Tra studio a distanza e poi, dal 6 maggio quando è stato possibile riaprire i laboratori grazie all’Ordinanza regionale n. 12, le impegnative lezioni di mosaico e terrazzo, nulla è stato sprecato o è andato perso. Bisogna dare merito agli allievi di essersi sempre dedicati con serietà, di aver ascoltato le indicazioni dei loro insegnanti, di non aver smesso di esercitarsi nel mosaico, arrivando a creare le tessere con i materiali che trovavano in casa. Non hanno mai abbandonato l’idea di diventare Maestri Mosaicisti nei tempi programmati e anche coloro che provenivano da fuori regione, sono rimasti a Spilimbergo, vicino alla Scuola, pronti a ricominciare appena fosse stato possibile. Così è stato e la qualifica ottenuta premia anche la disciplina e la responsabilità da loro dimostrate, doti queste già di professionisti”. D’altronde, ha ricordato il sindaco Sarcinelli, “la Scuola Mosaicisti del Friuli ha la specificità di coniugare nella formazione aspetti culturali e produttivi, connubio vincente per un futuro professionale”. Di fiducia ha parlato l’Assessore Zannier: “le sfide lavorative che attendono questi nuovi Maestri Mosaicisti possono essere superate: l’esempio dei mesi appena trascorsi deve fare da sprone”.

Ai discorsi augurali è seguita, sul palco, davanti agli insegnanti e allo staff della Scuola, la consegna dell’attestato di qualifica: un riconoscimento importante che corona tante fatiche e apre nuovi orizzonti.

Dopo tre giorni di esami, in cui una Commissione esterna nominata dalla Regione Friuli Venezia Giulia, ha valutato la loro preparazione. I nomi dei diplomati: Nina Biagi, Ilaria Caputi, Anna Gaetani, Polina Kazanovskaia, Sabrina Kurdic, Sibylle Luquet, Stefano Marroffino, Viviana Mora Strohmenger, Eric Osei Bonsu, Isabella Petrangeli, Enzo Subiaz, Beatrice Tagliapietra, Stella Zannier hanno ricevuto l’attestato di qualifica professionale.

 Due allieve premiate

La qualità dei mosaici realizzati dagli allievi del terzo anno, durante l’esame per il conseguimento della qualifica di Maestro Mosaicista a.f.2019/2020, è apparsa di livello così alto da condurre la commissione del Premio Ronzat ad assegnare un ex aequo a Sabrina Kurdic (prima foto) e Stella Zannier (seconda).

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Due quindi i premi conferiti quest’anno dalla Società SEPOL srl attraverso il Presidente Pietro Ronzat, appassionato d’arte e sostenitore dei giovani professionisti, pronti a intraprendere un proprio percorso lavorativo alla conclusione dei tre anni formativi alla Scuola Mosaicisti del Friuli.

I nomi delle vincitrici del Premio Ronzat 2020 sono stati svelati venerdì 26 giugno al Cinema Teatro Miotto di Spilimbergo durante la cerimonia ufficiale di consegna degli attestati di qualifica di Maestro Mosaicista.

Ai tredici (ormai ex) allievi era stato chiesto di sviluppare nel loro saggio finale di mosaico il tema del “silenzio”: un argomento connesso anche al periodo dell’emergenza sanitaria che li aveva costretti, secondo le direttive nazionali, a sospendere momentaneamente la frequenza della Scuola e a creare dei laboratori studio casalinghi dove poter continuare ad esercitarsi seguendo le indicazioni impartite a distanza dagli insegnanti.

Comporre, eseguire, giudicare da soli, in silenzio, nelle proprie stanze, senza uno scambio diretto e fisico con maestri e compagni: una situazione intimistica del lavoro che ha certamente stimolato nuove riflessioni e sperimentazioni espressive.

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Questa esperienza è stata fonte di ispirazione nell’affrontare l’esame finale di mosaico. Le opere mostrano tutte l’ottimo livello tecnico raggiunto, ma anche originalità e profondità di contenuti.

I mosaici delle vincitrici Kurdic e Zannier inseriscono l’intervento musivo in un contesto contemporaneo. Il mosaico si svincola dal descrivere un soggetto, da essere rappresentazione di un’immagine che copre l’intera superficie, per diventare con le sue tessere e i suoi andamenti, elemento che si svela all’interno di un lavoro più complesso.

I due mosaici premiati saranno visibili alla Scuola Mosaicisti del Friuli nella mostra Mosaico&Mosaici 2020 che inaugurerà venerdì 31 luglio e sarà visitabile per tutto il mese successivo.