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Brennero, per i tir test antigenici all’interporto di Trento

Dopo che l’obbligo di tamponi, resi obbligatori per chi entra in Austria ed è diretto in Germania, ha creato enormi disagi agli autisti dei Tir provenienti dall’Italia, ci si organizza per gestire la situazione, mentre resta la richiesta di un trattamento bilaterale equo.

Ora gli operatori delle imprese dell’autotrasporto trentine diretti al valico del Brennero potranno sottoporsi a test antigienico rapido presso l’hotspot allestito all’interporto di Trento.

L’iniziativa è stata finalizzata per fare fronte al divieto di transito in territorio austriaco per i viaggiatori sprovvisti di documentazione che attesti la negatività al Covid-19. Una misura introdotta a inizio settimana dalle autorità austriache, e che crea notevoli disagi al traffico diretto al valico, con conseguenze pesantissime per le attività economiche italiane. I tamponi rapidi saranno effettuati a titolo privato, dunque a pagamento, dalla società di Consulenze e Servizi Sea, che dispone di un’area di medicina del lavoro.

A monte dell’istituzione dell’hotspot, l’intervento del presidente della Sezione Trasporti e Logistica di Confindustria Trento Andrea Gottardi, che ha coinvolto le associazioni dell’autotrasporto di artigiani e cooperazione e dunque Provincia, Autostrada del Brennero e Sea srl, ottenuta l’autorizzazione della Azienda Sanitaria. “A nome di tutti gli autotrasportatori trentini – dichiara Gottardi – ringrazio la Pat, l’Apss e Sea per essersi prontamente attivati per garantire un servizio cruciale per l’operatività dei nostri mezzi e delle nostre imprese”.

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E notevole è anche l’afflusso registrati al centro Aquardens di Pescantina, Verona, che da lunedì effettua i tamponi.

La lunga attesa

Ormai da lunedì al Brennero si registrano svariate ore di coda per i trasportatori di merci. Gli autisti dei camion sono stati infatti costretti ad attendere per diverso tempo al gelo, senza poter mangiare e senza avere l’opportunità di utilizzare i servizi igienici.

Per entrare in Germania attraverso il Tirolo serve infatti a tempo indeterminato un test negativo al Covid-19 non precedente alle ultime 48 ore. “I trasportatori di merci si trovano attualmente in una situazione estrema – ha esclamato il presidente della sezione di mestiere di lvh.apa Elmar Morandell -. Con -16° di temperatura, oltre 1.500 autisti sono dovuti rimanere per ore in coda negli ultimi giorni, in attesa di un test.” All’autoporto Sadobre di Vipiteno è stata allestita una stazione dedicata ai test antigenici rapidi, utili per superare i controlli al Brennero.

Nel frattempo tuttavia, il malumore tra gli autisti sta continuando a crescere. Al fine di evitare una coda sull’A12 e sull’A13 in Tirolo, è stato infatti deciso di porre il blocco al Brennero e fino a Vipiteno. Anche il percorso alternativo da Verona attraverso il Tarvisio non è praticabile, in quanto anche con un test negativo i mezzi pesanti non vengono più fatti transitare lungo questa via.

“Comprendiamo le difficoltà che l’attuale situazione porta con sé, ma simili decisioni non possono penalizzare persone incaricate di mantenere operativa la catena delle forniture e la consegna delle merci – ha aggiunto Morandell -. In molti casi si parla di padri di famiglia, interessati a tornare a casa sani ed in sicurezza. Queste persone sono attualmente costrette a sopportare condizioni inaccettabili, soltanto perché stanno svolgendo il proprio lavoro. Invito i rappresentanti politici competenti ad interagire il più velocemente possibile con i Paesi limitrofi per trovare quanto prima una soluzione adeguata”.

Misure unilaterali

Anche CNA Fita Autotrasporto del Trentino Alto Adige esprime forte preoccupazione per il blocco che le Autorità austriache hanno imposto agli accessi nel territorio.

Il certificato dev’essere tradotto in inglese, francese o tedesco. In assenza di tale certificato, i veicoli diretti in Austria dovranno proseguire verso il valico di Tarvisio, attraverso la A4 e la A23”, sottolinea Piero Cavallaro, referente CNA Fita regionale.

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“Queste misure unilaterali adottate dall’Austria – aggiunge Cavallaro – vanno in totale contrasto con i principi delle Green Lanes, le indicazioni pratiche per garantire il flusso regolare delle merci attraverso l’UE mediante corsie preferenziali, e con le raccomandazioni adottate dal Consiglio dell’UE. Sono proprio gli autotrasportatori a fare le spese di questa assenza di coordinamento, trovandosi a dover affrontare file chilometriche con temperature molto rigide, anche se ieri la situazione è leggermente migliorata grazie all’intervento della Provincia di Bolzano con l’Azienda sanitaria e la Protezione civile. Questi aspetti sono stati ampiamente sottolineati da UETR, l’Associazione europea di cui CNA FITA fa parte, inviato ai parlamentari europei e alla Commissione europea. La questione è stata sollevata nel Comitato Centrale dell’Albo Autotrasportatori, chiedendo di intervenire con il Ministero dei Trasporti per introdurre eventuali deroghe al Reg. UE 561/2006. Inoltre, è stato anche chiesto di valutare la possibilità di ristorare, come Albo, i costi dei tamponi alle imprese”.

“Temiamo – aggiunge Cavallaro – che la situazione possa protrarsi in un lasso di tempo considerevole”.

Ad altissimo rischio

Il Tirolo è stato classificato “ad altissimo rischio Covid” e la Germania ha imposto un test antigenico con esito negativo per i conducenti dei mezzi pesanti entro le 48 ore precedenti l’ingresso in Germania attraverso il Tirolo.

Di conseguenza, il Governo del Tirolo ha imposto controlli al confine italiano del Brennero sui mezzi pesanti diretti in Germania e nel Nord Europa, che hanno determinato – già da domenica sera – colonne di veicoli e creato notevoli disagi agli autisti e alle imprese, aggravati dal contingentamento al confine di 40/50 veicoli all’ora imposto dalle autorità tirolesi anche per gli autisti in possesso della certificazione Covid con esito negativo.

Per evitare danni maggiori, l’A22, in accordo con i competenti Ministeri, ha disposto un’azione di filtraggio a Verona per deviare i traffici su Tarvisio, al fine di alleggerire la pressione veicolare sul Brennero, cosa che ha comportato un notevole aumento delle percorrenze di circa 200 chilometri, con conseguenti maggiori costi per le imprese italiane.

“Abbiamo fatto il gioco del Tirolo – commenta Thomas Baumgartner, presidente di ANITA – che grazie alle azioni di filtraggio e dirottamento del traffico attuate in Italia, ha caricato sul nostro Paese la gestione dell’emergenza, i costi che ne sono derivati e liberato le proprie strade dal traffico di mezzi pesanti”.

Il tema però è ancora più ampio e preoccupante poiché le misure più restrittive adottate unilateralmente e senza alcun preavviso dalla Germania e successivamente dall’Austria, che coinvolgono anche i conducenti del trasporto di merci finora lasciati fuori dall’obbligo di tamponi, vanno in direzione opposta alle Raccomandazioni UE sui “green corridor” per la circolazione delle merci al fine di sostenere le economie degli Stati membri, con riflessi umanamente ed economicamente insostenibili.
“L’Italia finora ha rispettato dette Raccomandazioni, tuttavia – conclude Baumgartner – se effettivamente le suddette decisioni sono motivate da reali esigenze sanitarie, chiediamo allora che anche il nostro Paese adotti analoghe misure per i veicoli provenienti dal Tirolo per assicurare la necessaria sicurezza sanitaria e parità di condizioni. In caso contrario, a salvaguardia dei nostri autisti e delle nostre imprese, non possiamo escludere l’interruzione dei servizi verso il Nord Europa”.

ANITA, In considerazione della gravità del momento, ha chiesto al Governo un incontro urgente.